Forse non essenzialmente io, ma io

La mia foto
Bologna (itinerante), Bo, Italy
Nato a Taranto il 6 maggio nel segno del Toro. Il Giallo del collettivo Shingo Tamai, cialtrone poliedrico, dilettante eclettico, onnivoro relazionale, sempre in cerca di piaceri, di vezzi, di spunti e di guerre perse in partenza. L'idea di comparire in questi termini sulla rete è nata da un brainstorming con un amico, Leonardo Chiantini, qualunque fortuna possa avere il suo primo "quaderno di appunti" virtuale, è a lui che vanno i suoi ringraziamenti.
Benvenuti e buona lettura.
Ps. Aggiungetemi su Facebook e, con lo pseudonimo andrelebrogge, su Twitter

mercoledì 31 ottobre 2012

Soundmagazine.it - Matteo Toni - Santa pace

“Ma godere in santa pace,
fino a dove il cielo si abbandona all’arancione.
A te che contieni e decidi
dove inizia e finisce il mare,
a te che deciderai di me”
Santa pace

Matteo Toni e Giulio Martinelli, rispettivamente: qualche miriade di chitarre cambiate per tutto il disco, loop station e voce l’uno e batteria l’altro, li avevo già incontrati dal vivo la scorsa primavera al TPO di Bologna, così quando mi è capitato tra le mani Santa pace, ultimo loro disco pubblicato in combo da La Fabbrica e Still Fizzy, non ci ho pensato molto prima di ascoltarlo e recensirlo.

lunedì 29 ottobre 2012

D cempion ta ta ta ta. Ovvero: Altri mondi.

Nicola asseconda con partecipazione la mia demenza
E' inutile che state qui a chiedermi: "che significa quel titolo?", tanto lo sappiamo tutti che guardate la televisione da troppo tempo per non riconoscere la musichicchia più spocchiosa e jinglesca dell'universo calcio.
Siccome è bello essere belli [cit. anonima] oggi, nel mio viaggio in quel di Milano, sono andato a prendermi il premio che il diritto divino, ma soprattutto dei ragazzi di Roll over Beethoven, mi ha concesso.

Voglio che sappiate che quando sono entrato ho detto: "Sono il vincitore" e sono certo che sia stata questa spontenaea presenza di spirito a convincere definitivamente Nicola (di cui abbiamo una diapositiva), del fatto che da lì non me ne sarei potuto andar via a mani vuote, e non, come diranno tutti quei malfidati tra voi, l'aver mostrato la mia carta di identità, che tra l'altro ormai condivide con il sottoscritto giusto i dati anagrafici (vi posterei anche la foto del documento, ma non ho lo scanner).

Ringraziando quindi quelli che hanno fatto si che potessi portarmi a casa almeno un disco, posto la ragione della mia vittoria.

domenica 28 ottobre 2012

Soundmagazine.it - Criminal Jokers - Bestie



“Per terra come dei cani
Per poi mangiarsi le stelle…”
Quando arriva la bomba

Mani ricoperte di fango, grandi, piccole, giovani, tese nello contrizione o solo appoggiate, tutte a tarpare un volto, un mezzo busto umano, anch’essi ricoperti dello stesso fango delle mani, solo gli occhi s’intravedono. Come una società opprimente che mette in mostra la disperata inefficace (r)esistenza di un essere umano. Con questa fotografia si presenta la copertina di Bestie, primo disco in lingua italiana (secondo del progetto musicale dei due Franceschi: Motta e Pellegrini) dei Criminal Jokers, pubblicato dalla 42 Records.

venerdì 26 ottobre 2012

Quando si dice prepotenza.

Quando ho trovato sul mio wall di Facebook questa fotografia, per un attimo ho solo pensato: "ma io questo posto l'ho già visto", poi ho letto l'intestazione: Cassero Gay & Lesbian center.
Ora, non so se riuscite a leggere quel che c'è scritto sullo striscione. 
Le perversioni vanno curate
Forza nuova
E se non vedo male, accanto alla scritta Forza nuova, nell'angolo a sinistra, c'è un gagliardetto dell'Italia. Stronzi, voi e chi vi ce l'ha data quella prosopopea di poter usare il tricolore in questo modo.
 
Quali parole?
Cosa si può dire di fronte a una prepotenza di questo tipo? 
Perché il gesto è solo una manifestazione di prepotenza assoluta. E' per questo che coinvolge tutti. Nessuno escluso, nemmeno chi fa finta di niente o fa spallucce.
Certo, qualcuno ci ha scherzato su, esorcizzando il gesto come un segno di autocritica o outing del gruppo di FN, qualcuno - molti in verità - ha solidarizzato con i ragazzi e le ragazze del Cassero, ma resta il gesto e la cosa più terribile è che magari sarà etichettato come una ragazzata.
Ragazzata un cazzo!
Una ragazzata è un sasso su una vetrata e già siamo sul filo del teppismo. 
Questa gentaglia, invece, è andata nottetempo a mettere quello striscione con lo scopo di offendere e intimidire altri esseri umani. E non gli si può attribuire il nome di ragazzata, nemmeno se per gli esseri umani in questione quello striscione e gli scriventi hanno lo stesso valore del vuoto nulla.
Per quello che avete fatto, per quanto apparentemente piccolo sia, sappiate che Siete solo Prepotenza. Siete Piccoli dentro e fuori. Siete Stupidi come un quarto di bue, ché se foste uno intero almeno sareste utili a fare qualcosa. E la cosa peggiore è che non ve ne rendete nemmeno conto.
Mi ripeto sempre che la cultura ci salverà e per chi ha già tagliato le recinzioni e saltato il muro, che si fa si spera nel darwinismo?

martedì 23 ottobre 2012

Frivolezza del giorno - in Usi. Ovvero: Per tutti noi che siamo così "choosy"

Il dì che Elsa parlò ai giovani delusi
gli disse: "Ehi ragazzi, non siate così choosy",
scatenando in un lungo e in largo pareri diffusi.

Cara Ministro, ogni giorno in più per noi illusi
di creder che dal posto di lavoro non si sia esclusi,
fa sì che a voi non vengan rotti i musi
o per senil demenza non siate rinchiusi,
ma sì, lo sa anche lei, non ci ha confusi!

Le dò un consiglio, però, perché saremo ottusi,
ma a continuar con tutti questi abusi
ed a piegar le teste coi soprusi,
si rischia di non poter più dire: "scusi".

mercoledì 17 ottobre 2012

Soundmagazine.it - Etnia SuperSantos - L'abominevole uomo delle fogne



“Selezionare eventuale altro
 prodotto o ritirare il resto.
Grazie e arrivederci!!!”
… dalla terza di copertina

Etnia Supersantos, come quella di cui fa parte tutta quella genia, che ha visto calciare, volare e bucare - e poi ha ripetuto all’attivo: calciando, facendo volare e bucando - quella sfera a spicchi arancioni di duecessentogrammiepocopiù chiusa in un sacchetto reticolato di plastica, così si chiamano questi miei conterroni pugliesi e L’abominevole uomo delle fogne, è il loro ultimo disco pubblicato dai tipi di Adesiva discografica ed Edel.

venerdì 12 ottobre 2012

Soundmagazine.it - Med in itali - Coltivare piante grasse



“Cieca nostalgia si impossessa del mio corpo
Mentre tu ti allontani lenta
Mentre tu ti allontani lenta
A stento sento voglia di pensare al tempo vicino
Che abbiamo trascorso acconto
Che abbiamo trascorso acconto
Ma non mi stanco di cercarti
non mi stanco di sognarti
non mi stanco di cercarti
nei miei pensieri”
Coltivare piante grasse - Non mi stanco

A volte si può aver voglia di andare in un locale da soli, non per vedere il proprio riflesso sempre più abbruttito sul fondo di un bicchiere, sempre meno liquido e sempre più vetroso, o per rimpinguare carnalmente qualche mese di sogni erotici in bianco, ma semplicemente per stare con i propri pensieri, con la voglia di affogare se stessi nel mezzo di un brusio di fondo. In una sera come quelle sarebbe perfetto se si trovasse a sorpresa un gruppo come i Med in itali.

martedì 9 ottobre 2012

Frivolezza del giorno - Fanfullata di Costantino

"Siate affamati, siate folli e poi fatevi ammazzare in un supermarket come nel film di Romero" 

Steve Jobs - informatico, capitalista e santone

domenica 7 ottobre 2012

Storizzamimimi #3

Sei oggi fa, a Mosca in Russia, nell'ascensore del suo palazzo, fu trovato il corpo, reso senza vita da quattro proiettili, di Anna Stepanovna Politkovskaja, giornalista, scrittrice, ricercatrice di verità. Non esiste un colpevole per la sua morte, solo, in questo stesso giorno, un compleanno da non festeggiare.

sabato 6 ottobre 2012

Paolo Nori - Grandi ustionati

Titolo originale: Grandi Ustionati
Autore: Paolo Nori
Anno 2012
Edizione: Marcos Ultra
Pagine: 174

"... E comunque il tuo libro,
 ti dice il giornalista della Gazzetta di Parma, 
m'ha colpito molto il fatto che l'arco di tempo in cui si svolge
 è esattamente il tempo che è durata la mia storia con Cinzia,
 comincia in aprile, finisce il quattordici ottobre.
 Mi hai trafitto il cuore, dice, con quelle date.
Veramente il libro comincia in agosto.
 Solo che non ho avuto il coraggio dirglielo.
 Che poi mi diceva No, in aprile comincia.
Ci sono dei momenti che la vita mi sembra bellissima,
 saranno le droghe che mi danno qui dentro."

Ogi e na bela giorna e il sole splende no come quando io compravo questo libro che cera unsaco di nuvole e cera la piogia non qela forte ma qela qe ti acorgi qe piove e poi dopo sei tuto baniato. Poi ero anqe con la mia compannia in libreria e cera lei qe dice compra un libro no qe non cio soldi compra un libro no qe diamo di freta compra un libro no qe poi dici qe me lo copri tu qe io sono povero e non volio qe spendi soldi compra un libro dice e io volio dire qe mi scapa lo stronzo e lo tengo da prima di colazione al bar prima del caffe e del apasta a la crema ma siamo in libreria e non poso e però facio puze qe la gente sente e dice qe a queli de la libreria di ciamare lo spurgo qe ce esse qualqe probrema.

mercoledì 3 ottobre 2012

Soundmagazine.it - Flora & Fauna - Flora & Fauna

Venti minuti.
Una delle prime cose che si può trovare su Google cercando: “cosa si può fare in venti minuti”, è una pagina di Yahoo answer, dove una ragazza annoiata chiede cosa potrebbe fare in attesa che passino a prenderla da casa.
Venti minuti.
Immagino si possano fare svariate cose in venti minuti.
Io gli ultimi ottanta minuti, cioè quattro volte venti, li ho passati ascoltando Flora & Fauna, ristampa - in uscita per il 19 ottobre, supportata dalla “Iceforeveryone” etichetta degli Zen Circus e distribuita da Audioglobe in cd - del primo e unico disco in vinile dell’omonima band (Enrico Amendola, Nicola Fraschetti e Simone Lalli) underground livornese.

lunedì 1 ottobre 2012

Aforisma del giorno

"Se c'è qualcosa che non sopporti più, quello che hai paura di perdere è solo il tempo che è già trascorso"

venerdì 28 settembre 2012

Soundmagazine.it - Epsilon Indi - Wherein we are water



Tutto comincia con una distorsione elettrica gorgogliante, seguita da corde di chitarre accarezzate e tasti di piano che si inseguono assecondando il timbro di voce profondo perfetto di Alex Romagnoli, uno dei cantanti che guiderà il disco. È Dawn, l’alba, un risveglio in uno spazio infinitamente buio, lattiginoso, denso, che diventa sul finale caos, cacofonia, colore e movimento.

mercoledì 26 settembre 2012

Selacapo.net - Lando - Over

Se qualcuno, decisamente ben informato, sentisse il nome Lando pronunciato ad alta voce, avrebbe un sussulto, poi la mente gli correrebbe indietro nel tempo a quando da ragazzetto si chiudeva nel bagno con la donna invisibile a dargli una mano, mentre con l’altra reggeva uno di quei fumetti che tanto rallegravano grandi e piccini nei momenti di uggia sessuale. Per lo meno questo mi accadde un annetto fa quando feci la conoscenza durante un live di questo formidabile trio lombardo (Roberto Carioni – chitarre, seconda voce e synth; Fabio Viscardi  - basso e voce; Michele Mandelli – batteria).

Naturalmente oggi non sono stato vittima dello stesso granchio di allora, sapevo bene e, per quel che non sapevo speravo, che i ragazzi ripetessero la bellissima impressione del precedente disco. Così è stato.

... continua qui.
Buona lettura!



martedì 25 settembre 2012

Frivolezza del giorno

"Comunque Carofiglio ha ragione, si deve fare come lui: lo Strega non va dileggiato, va bevuto. Possibilmente una bottiglia in un sorso"



http://www.unita.it/culture/settanta-scrittori-contro-carofiglio-br-querelare-ostuni-e-intimidatorio-1.449431

domenica 23 settembre 2012

Terzo anno

Avvinazzamento Instagrammatico
"Si sa che LettereeGiorni è nato in Bilancia
è un blog settembrino, è un blog settembrino
ma pochi si ricordano che oggi è il compleanno
perché non mi s'incula nemmeno per distrazion!"
Canto propiziatorio


Ehhh come vola il tempo, sembrava ieri che ne avevo due e già l'oggi è arrivato di nuovo.
Tre è il principio della serie "Numeri perfetti" e a noi ci piace. Ci piace così tanto che siccome non abbiamo paura delle nostre rughe ve le mostriamo tutte, nessuna esclusa, tra l'altro notare l'occhio pio e anche metà del fotografo instagrammatore che ha colto la perfetta sincronia maxillofacciale del mio stato alterato.

Esattamente ieri, tra l'altro, si è messa la parola fine al secondo volume shingotamaiano di Dei e Demoni, che avrà il titolo di "Carne e Acciaio". Per cui restate vivi e attendetene i dettagli che non tarderanno a venire!

Come sempre grazie per la vostra frequenza, anche in questi periodi di stanca scrittoria, grazie per la compagnia e per le tracce, anche se poche (disgraziati!), che lasciate qua e là su queste pagine di pixel. Dall'alto dello scranno su cui sono assiso, il mio comodo water in ceramica smaltata, vi benedico tutti ed è meglio che non sappiate, e magari nemmeno immaginiate solo, quale sia l'aspersorio che sto usando.
A presto e buona lettura!

venerdì 21 settembre 2012

Storizzamimimi #2

Venticinque oggi fa, a Fort Lauderdale in Florida, in seguito ad un treno di botte e successivo coma con emorragia cerebrale procurato da un buttafuori decerebrato e manesco, moriva Jaco Pastorius, prodigio della musica, nichilista, probabilmente il più grande bassista mai nato.

mercoledì 19 settembre 2012

venerdì 7 settembre 2012

Estemporanea non originale


Simili perfette pagine non hanno bisogno di essere celebrate, anche se in questi tempi così balordi ci sarebbe da gioire anche per i più piccoli sprazzi di intelletto. 
Comunque non per celebrare, oggi ho fatto una di quelle cose che normalmente non faccio mai, cioè creare un contenuto riportando l'altrui. La scelta di pubblicare questa "Amaca" nasce dalla volontà di ricordare per sempre queste parole, impreziosite da quel finale così immenso: 
"Se questo avviene è solo perché il potere (anzi il dovere) di scegliere che cosa mostrare, di che cosa parlare è progressivamente venuto meno fino a scomparire dentro l'alibi ... - che bisogna "dare alla gente quello che vuole": ma la gente legge e clicca ciò che le viene offerto, non altro.  
Non è la gente che fabbrica le notizie, sono i media.
Anche il più sclacinato dei bancarellai ha facoltà di decidere quali merci esporre. I media sono gli unici commercianti che danno sempre al cliente la colpa della loro merce avariata.".
Informatevi.
Buona lettura.

giovedì 6 settembre 2012

Garth Ennis & Jacen Burrows - Crossed

Titolo originale: Crossed
Autore: Garth Ennis - disegno Jacen Burrows
Anno 2012
Edizione: Panini comics
Pagine: 256
"Non avevo mai avuto il tempo per pensare
 se fossimo davvero diventati amici o se
semplicemente fossimo sopravvissuti insieme.
Se il mondo non fosse cambiato, dubito che 
lo saremmo mai diventati. Saremmo andati via 
dal ristorante e poi dalla città. E altrettanto
avrebbe fatto Kelly. Cindy sarebbe rimasta fino
 a quando Patrick non avesse avuto bisogno di
qualcosa di meglio. Non avrei mai incontrato 
Kitrick, Geoff o Sheena, né Joel, Amy, Arwen, 
Scott e Randal e nemmeno Brett. Dirò solo questo: 
non fu l'ultima volta in cui vidi Thomas.
Ma è così che preferisco ricordarmelo."


Questo è l'anno della fine del mondo. Ormai lo sanno tutti. Anche senza chiederlo si legge nei volti della gente intorno, d'altronde solo la consapevolezza della fine imminente può offrire un simile modo stolido di affrontare l'assolutamente depravato quotidiano che tutti noi viviamo. 
Vabbè via, dico le cose come stanno, avevo bisogno di un attacco e ho pensato di usare quello catastrofico, ora ritorno serio. Più o meno. A parte tutto, però, potrebbe esserci meno casualità di quanto io stesso immagini in questo mio imbattermi continuamente in film e libri che raccontino di una qualche apocalisse.
Crossed, l'ho conosciuto così: 
- "Stavo leggendolo con fare dubbioso, poi a un certo punto c'era uno che piangeva, mentre erano lì a incularselo e mentre gli veniva succhiato e mangiato l'intestino e non ce l'ho fatta più." 
- "E dallo a me allora!". 
E' andata così, più o meno, e perché si capisca bene, il secondo ero io.

lunedì 20 agosto 2012

Storizzamimimi #1

Duemilaquattrocentonovantuno oggi fa a Platea, circondato da centinaia di greci incazzati - soprattutto spartani -, moriva Mardonio, generale persiano, bullo, genero di Dario I Imperatore dei Re.

lunedì 13 agosto 2012

Frivolezza del giorno

"A furia di dare nomi alle ondate di caldo state diventando grotteschi.
Il prossimo chiamatelo Moana"

giovedì 2 agosto 2012

Shingo Tamai Giallo - Le coincidenze di un agosto


SenzaBaffi era salito da un’ora sul treno Ancona-Chiasso e dai dieci minuti successivi al momento in cui si era seduto, stava maledicendo la sua sfortuna. A chi imputare sennò l’aver prenotato proprio quel posto in quella cabina occupata solo da altre due persone così egotiche, da aver bisogno di sentire le loro voci con quell’insistenza? Infatti CongliOcchiali e BarbaRiccia stavano parlando, anzi litigavano, scannandosi moderatamente, su questioni politiche, come se fossero stati in piena campagna elettorale e dovessero convincere un’invisibile platea a votar per uno di loro due.
Era già più di un’ora che sentiva ripetere ciclicamente gli stessi argomenti: “pensiero piccolo borghese”, “Agnelli è una persona rispettabile”, “fascista”, “comunista”; e tutto era cominciato con un commento al titolo dell’Unità che stava leggendo BarbaRiccia:
Se solo le loro opinioni non fossero state così divergenti e le loro voci così accalorate, forse avrebbe anche potuto provare a starsene sulle sue, con i suoi pensieri, invece non aveva nemmeno potuto provare a chiudere gli occhi e dormire per far passare il tempo più velocemente.
Non che non ci avesse provato, è che proprio non gli era riuscito.
Aveva fumato almeno otto sigarette, letto tutte le scritte del vagone, due volte, poi era ritornato nello scompartimento e li aveva trovati ancora intenti, anzi ancora più di prima.
Ormai era rassegnato, in fondo l’unica cosa che contasse di quel viaggio era che passasse in fretta, ogni minuto era un minuto in meno a separarlo da Clara.
Clara.

Erano passati tre mesi dall’ultima volta che avevano avuto l’occasione di vedersi.
Per molte delle notti dopo non ebbe bisogno di nessun aiuto, gli bastava rivivere quell’unica visita per poter dedicarsi in solitudine al suo corpo, senza sentirsi nemmeno troppo in colpa, visto che Lei era la protagonista assoluta di quel breve peccaminoso sogno a occhi semichiusi. L’unico neo era stata quella squallida cameretta di quell’albergo nel mezzo della Città Vecchia di Taranto. Ma nel breve intervallo affannoso cui si era affidato in quelle notti d’assolo, non era tanto difficile farlo scomparire. L’albergo era una cosa a buon mercato, non potevano permettersi molto di più e non è che odiasse Taranto, solo che proprio non gli piaceva abbastanza. Innanzi tutto lui di Chiasso aveva vissuto come un sopruso l’essere sbattuto dalla parte opposta dello Stivale e poi secondo lui tre cose buone aveva quella città: il mare, il clima e il cibo, il resto era allucinante, a dir poco. E poi quelle industrie così ingombranti, così fetide.
“Aver messo il futuro di questa città nelle mani dell’industria”, gli aveva detto in confidenza il Capitano la prima volta che avevano trascorso insieme una libera uscita, “sarà la tomba di questo paradiso”. Dal canto suo non era intenzionato affatto a restare a rimirarne la fine. Se lo ripeteva ogni giorno, non ci sarebbe mai rimasto laggiù, per ora andava bene, ma finita la naja, allora avrebbe chiesto il trasferimento.
Era in buoni rapporti con alcuni ufficiali per cui di sicuro l’avrebbero appoggiato in questo suo desiderio. E poi non ci poteva stare senza Clara, odiava quel dover stare talmente poco assieme a lei dal doverci finire a letto più per desideroso bisogno, che per voglia di amarla.

La costa marchigiana scorreva con le istantanee veloci dei suoi trabucchi, conficcati nelle scogliere e calati a mare dai pescatori, a scandire più o meno precisamente i metri percorsi dal treno.
Il Sole del mattino faceva sembrare il mare un lenzuolo sfranciuglioso di paillettes
“Che terra magnifica abbiamo”, pensò.
Restò a osservare il treno allontanarsi gradualmente dalla costa ed entrare nell’assolata e verdeggiante terra romagnola. L’ennesima sigaretta tesa tra indice e medio a fumare da sola, col vento. Poi, dopo essersi goduto per un po’ la bellezza circostante accompagnata dal rumore ridondante del treno ed aver trangugiato senza piacere un pessimo caffè al bar, riprese a camminare tra i corridoi delle carrozze fino a ritornare all’interno del suo scompartimento. Passeggiando aveva immaginato di trovare addormentati i due, o magari distratti, uno dalla voglia di ritornare alla lettura del suo giornale, l’altro da un incontenibile bisogno urgente che avrebbe potuto espletare solo correndo verso il bagno più vicino. Quando apri la porta fu invece riportato alla realtà. 
Il silenzio se l’era solo immaginato. Quei due parlavano.
Ancora.

- Ma lei non si rende conto nemmeno di quello che dice! Siamo governati da persone rispettabili altro che le chiacchiere che scrivono sui libri che legge lei!

BarbaRiccia era furioso, si intuiva dallo sguardo e dalle narici dilatate che forse l’unica cosa a trattenerlo dal rispondere come avrebbe voluto era l’età di CongliOcchiali, visibilmente più grande; infatti gli venne solo da mugugnare 
- Certo, come no, siamo io e quelli che scrivono i giornali che leggo, che ci stiamo inventando la parola corruzione, che mettono in dubbio l’infallibilità dello Stato italiano. Abbiamo un aereo esploso sul cielo di Ustica in circostanze misteriose, ma siamo noi i criminali, mica i grandi statisti italiani che sembrano indignarsi di tutto quello accade senza mai fare nulla di concreto che abbia l’obiettivo di risolverlo.

- Vorrei anche vedere! – Sbottò CongliOcchiali – o forse vogliamo parlare di cosa hanno fatto i vostri “intellettuali” al Presidente Aldo Moro e al Dottor Bachelet?

- Ma abbia pazienza – rispose BarbaRiccia – io non sto difendendo azioni come quelle compiute dai Brigatisti. Azioni che comunque possono trovare delle spiegazioni…

- Ah ecco – lo interruppe – sapevo che l’avrebbe detto! Eccola qui a giustificarmi i suoi Compagni che sbagliano!

- No, io non sto giustificando, dico che ci sono delle spiegazioni se delle persone arrivano ad ammazzarne delle altre. L’azione scellerata di per sé non significa che non abbia dei motivi a spingerla.

SenzaBaffi stava appoggiato con la schiena al finestrino aperto a metà osservandoli in silenzio, e si maledì per quella sua inutile curiosità nell’istante stesso in cui CongliOcchiali guardò verso di lui come per cercare la sua approvazione
 – Ha sentito? Adesso sembra quasi che abbiano fatto bene ad ammazzare un cristiano solo perché rappresentante dello Stato!

- Ma non sto dicendo questo! Le sto solo dicendo che per quanto siano da considerare discutibili le azioni terroristiche, colpire dei funzionari o dei collaboratori dello Stato, non è una cosa casuale o immotivata.

SenzaBaffi pensò che non è che quel pensiero appena espresso gli fosse tanto comprensibile, ma continuò a guardarli e con un sorriso vagamente conciliatorio, poi disse
- Onestamente non ho seguito molto la vostra discussione, ma è sempre molto difficile poter comprendere chiaramente azioni di questo tipo. Forse la cosa che colpisce di più è l’età di questi ragazzi. 
Comunque il caldo di oggi è veramente fuori stagione, nemmeno con i finestrini aperti si riesce a sopportare!

- Già.

- Vero.

Dopo quest’ultima battuta meteorologica il silenzio si impadronì dello scompartimento.
Un miracolo.
Parlare del tempo aveva avuto un inaspettato effetto soporifero sulla discussione. Non era stato quello il suo intento, ma in qualche modo c’era riuscito.
Passarono venti minuti, BarbaRiccia, aveva ripreso il suo giornale. Lo stava leggendo e più continuava a far scorrere gli occhi sul foglio, più era percepibile il ridimensionamento del suo furore.
CongliOcchiali, dal canto suo, aveva approfittato dei primi cinque minuti di silenzio proferendo a mezza voce

- Con permesso

Più per forma che per vero bisogno di attirare l’attenzione verso quello che stava per andare a espletare.
SenzaBaffi stava guardando fuori dal finestrino il sole, una palla incandescente che senza pietà, tanto era forte, sembrava riflettersi persino sul terreno opaco.
I cartelli bianchi a neri segnalarono l’arrivo in stazione, i freni del treno cominciarono a entrare in azione fino ad arrestare completamente quel lunghissimo serpente di ferro

- Bologna. Stazione di Bologna - Echeggiò la voce baritonale di un uomo maturo dagli altoparlanti - il treno Ancona-Chiasso in attesa sul primo binario partirà con due minuti di ritardo -

Entrò nello scompartimento CongliOcchiali, rimettendosi a sedere. SenzaBaffi si avvicinò al finestrino per vedere se fosse possibile aprirlo di più, il caldo a treno fermo era insopportabile. Si affacciò. Sotto il sole agostino poteva vedere gli interni in marmo della sala d’aspetto di seconda classe della Stazione di Bologna centrale. L’orologio appeso alla pensilina del primo binario segnava le 10:25. Guardò la lancetta dei secondi scandire il tempo
“Chissà quanto dovremo aspettare ancora”, pensò, asciugandosi la fronte con il fazzoletto di stoffa che portava sempre con sé.

Si voltò verso i due, SenzaBaffi stava sbottonandosi il colletto e allentandosi il nodo troppo stretto della cravatta celeste spento, BarbaRiccia invece stava sventolandosi con la copia dell’Unità piegata in quattro parti, la maniche della camicia bianca se l’era già da un pezzo tirate su fin quasi ai gomiti. “Son due ore che siamo qui dentro e ancora non ci siamo presentati”.
 - Chi di voi sa niente del russo dal nome impronunciabile con cui si scontrerà stasera Patrizio Oliva in finale?

In quell’istante, dentro una valigia ticchettante abbandonata nella sala d’aspetto di seconda classe dell’ala ovest della stazione, brillò una luce, inizialmente nessuno la vide, ma tutti ne sentirono il rumore.

martedì 24 luglio 2012

Mark Millar & John Romita Jr. - Kick Ass

Titolo originale: Kick-ass
Autore: Mark Millar - disegno John Romita Jr.
Anno 2010
Edizione: Panini comics
Pagine: 224

"... Andiamo siate sinceri con voi stessi. 
A un certo punto della nostra vita, 
tutti avremmo voluto essere un supereroe.
 ...
 A proposito, quello non ero io. 
Era solo un armeno con una lunga serie di problemi mentali 
che aveva letto di me sul New York Post."

Ne avevo sentito parlare, poi ne avevo spizzicato le prime pagine nel cesso di casa di un amico, inteso come nel bagno della casa e non che la casa dell'amico sia un cesso, infine trovato il tomo unico, di non ricordo quanti euri sopra il venti, durante il mio brevissimo soggiorno di qualche giorno fa a Siena, l'ho letto tutto d'un fiato per intero, che poi se avessi avuto più tempo col piffero mi ci sarei dedicato prima di Planetary, e invece...

Ok, poniamo che il mondo vi appaia nel suo grigiore o ancora più buio di quel che è, nel caso di un vostro qualche disturbo sempre più frequente oggigiorno, poniamo che abbiate l'età giusta, anche se si sa che non è l'età a maturare proposizioni differenti, semmai è utile a maturare differenti modalità, poniamo infine che siate un appassionato di fumetti o di manga o di film d'azione, o di giochi di ruolo, o di qualunque cosa possa aver a che fare con lo straordinario, ecco che potrebbero aumentare le percentuali quotidiane di sentire il bisogno di "trasformarvi" in un super eroe, intendendo l'intraprenderne la carriera, o almeno in un vigilante in costume, ché si sa l'identità segreta è importante.

domenica 22 luglio 2012

L'estate sta passando

"Non c'è che una stagione: l'estate. 
Tanto bella che le altre le girano attorno. 
L'autunno la ricorda, l'inverno la invoca, 
la primavera la invidia e tenta puerilmente di guastarla."
Ennio Flaiano 

Il mio professore di matematica del liceo diceva: "quando non sai che fare, fai il minimo comune multiplo", che non so bene applicato alla realtà a cosa potrebbe corrispondere, ma se dice funziona, funziona.

Comunque, prima di tornare a vedere la seconda stagione di Dexter, cosa che farò tra meno di dieci minuti, volevo dirvi che nei prossimi giorni, spero almeno, ci sarà la recensione di almeno una graphic novel (che a seconda del giorno ha come articolo indeterminativo quello femminile o quello maschile)  e un romanzo breve, poi qualche recensione musicale.
Volevo però chiudere con una lamentela sul Parmigiano Reggiano comprato alle fabbriche sconvolte dal terremoto. No, perché lo hanno venduto con una stagionatura (non so se dodici o sedici mesi) inviandolo con tutt'altra (non più di sei) e sono il colore chiarissimo e l'odore e il sapore a confermarmelo. Quando poi scoprirò l'azienda, semmai accadrà, aggiungerò nomi e cognomi. Ché poi il problema dello scoprire la fabbrica sta nel fatto che non sono io l'acquirente principale, ma una pasticceria di Gallarate, quella dove lavora la mia ragazza, attualmente chiusa per ferie. Dico la pasticceria, non la mia ragazza. 
Vabbè ora vado. 
Buona lettura.


Ps. Oggi ho notato che uno di voi peripatetici si è scancellato (verbo usato dallo stesso prof di matematica di cui sopra, giacché siamo al tributo) guardate che io mi affeziono, prima di andarvene salutate. Davvero.
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