Forse non essenzialmente io, ma io

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Bologna (itinerante), Bo, Italy
Nato a Taranto il 6 maggio nel segno del Toro. Il Giallo del collettivo Shingo Tamai, cialtrone poliedrico, dilettante eclettico, onnivoro relazionale, sempre in cerca di piaceri, di vezzi, di spunti e di guerre perse in partenza. L'idea di comparire in questi termini sulla rete è nata da un brainstorming con un amico, Leonardo Chiantini, qualunque fortuna possa avere il suo primo "quaderno di appunti" virtuale, è a lui che vanno i suoi ringraziamenti.
Benvenuti e buona lettura.
Ps. Aggiungetemi su Facebook e, con lo pseudonimo andrelebrogge, su Twitter

I Peripatetici

martedì 26 maggio 2015

Soundmagazine.it - Eugenio in Via di Gioia - Lorenzo Federici

In un mondo indipendente italiano pieno di progetti musicali che si chiamano con nomi di donne nell’atto di fare, cercare o dire qualcosa (qui, qui, qui) porre nel proprio nome l’attenzione su un protagonista maschile è già un bel passo avanti, non dico verso una qualche originalità, ma almeno una non completa omologazione. 

giovedì 21 maggio 2015

Aforisma del giorno

"Tre passi indietro e puoi osservare, senza più alcuna spirale emotiva, anche Dio nella sua interezza umana"

venerdì 17 aprile 2015

Soundmagazine.it - Umberto Maria Giardini - Protestantesima



La bellezza dei neologismi è insita nel loro creare  istantaneamente descrizioni, piccole fotografie mentali non necessariamente univoche o uguali per tutti, ma caratterizzate tutte da questo esercizio teso a richiamare qualcosa, a riportare ad altro, guadagnandoci in forza espressiva.
Protestantesima è una di queste parole, un femminile inesistente che esplode sia per rimando al significato storico, quello al maschile, sia per il significante, che sembra gridare orgogliosamente il suo essere contro.
Così si presenta il terzo lavoro, - dopo La dieta dell’Imperatrice e Ognuno di noi è un po’ Anticristo - di Umberto Maria Giardini, con un titolo impetuoso e un’altrettanto surrealmente onirica copertina.

sabato 11 aprile 2015

Soundmagazine.it - Live 3 Aprile @ Funthomas Festival, Rimini

© Isabella Monti
Non è che so dire davvero se le cose più naturali sono sempre anche le più belle, certo è però che quando accadono naturalmente c’è una componente di tranquilla continuità che fa sì che tutto scorra, fluidamente.
Ad esempio, se stasera sono qui al Velvet di Rimini, che mi dà l’impressione di essere come in un grande capannone industriale addobbato a spalti, o meglio ancora in una singolare palestra post-moderna, è perché alla domanda: “vuoi venire a recensire questa serata?” non si risponde in nessun’altra maniera che: “Sì, ci sono, anche se potrei aver problemi per tornare a casa.” e quando l’ulteriore risposta è che il passaggio è già stato trovato, allora chapeau e si parte.
Festeggiare il compleanno di una persona che non c’è più è insieme un segno di amicizia e rispetto profondo per l’operato dell’essere umano in questione ed è questo che in questa serata di venerdì 3 Aprile accade: si festeggia il compleanno di Thomas Balsamini – fondatore del Velvet scomparso un paio d’anni fa – chiamando sul palco una line-up d’eccezione: Donà, Afterhours, Samuel e Boosta dei Subsonica.
© Isabella Monti
Mentre salgo gli scalini in cemento per appollaiarmi in alto e poter prendere appunti senza dover spalleggiarmi con qualche vicino troppo movimentato, con il rischio anche di sembrare un cameriere con il foglio del servizio in mano, Lou Reed e la sua Walk on the wild side mi accompagnano morbidi,  il tempo di sistemarmi e il primo a salire sul palco è un ragazzo barbuto in giacca da boscaiolo, Godblesscomputers, che arriva precisamente nel momento in cui cerco di sapere da un avventore la scaletta della serata, ché a noi ci piace fare le cose, non saperle prima di farle. Prima ancora di poter ringraziare il vicino, che si rivelerà anche piuttosto chiacchierone, veniamo investiti e assorbiti insieme, da linee sincopate a loro volta disfatte da un assalto dubstep... continua a leggere qui
Come sempre ringrazio Valentina e Soundmagazine, ma stavolta ringrazio anche Isabella per le foto, Michele per il passaggio a Rimini e Veronica, ché senza di lei non ci sarebbe stata per me nessuna serata.

domenica 5 aprile 2015

Intermezzo Pasquale

- Ti avevo chiesto di non amarmi
- Infatti non t'amo. Non in senso metafisico.
- In senso metaché?
- Metafisico.
- Sì, quel che è! Mi hai amato, punto.
- Ma figurati!
- Eh figurati, non ora forse, ora non mi ami più, però mi hai amato!
- Non è vero.
- E' vero sì! Guarda, guarda qua sul labbro inferiore, guarda se non si vedono i segni?
- Ma che seg... Ah, cazzo! Fa male?
- E fa male sì, per Nettuno!
- Non volevo...
- Ma non dirlo neanche, stronzo, certe cose non succedono per caso.
- Poteva succedere a chiunque altro con chiunque altro.
- Sì, ma hai amato me e ti avevo chiesto di non farlo.
- Ma non sono stato io, è stata la canna.
- Sì vabbè. Se stessimo a badare tutte le volte alle canne, staremmo freschi!

" Dialoghi tra un pesce e un pescatore"



mercoledì 1 aprile 2015

Aforisma del giorno

"Ogni volta che penso a voi che mi dite: "Dai, che sei ancora giovane, hai tutta la vita davanti!", mi verrebbe da rispondervi che non è la vita davanti il problema, ma quella che c'ho di dietro"

sabato 28 marzo 2015

Cul in aria #7, Ovvero scintille di scrittura creativa in cucina

Waiting for Torta allo yogurt 


Partiamo da principio, cioè, che non è che un mal di testa è sempre furiero di sventure, metti ad esempio tu non voglia andare a lavoro, anzi, no no, meglio, tu non c'abbia voglia di scopare, un mal di testa, ma dico uno ogni tanto che sennò meglio consiglià na' biopsia, ti può anche salvare capre e cavoli.
E però, poi, ci sono quei mal di testa forti, tipo che lo senti proprio il sangue che ribolle e che son quelli di quando pure le guance ti diventano rosse e le orecchie bollenti e la bocca è riarsa e le mani sudate, ecco, quelli c'hanno due motivi: o è febbre e si curano più o meno sempre, più o meno tutti, o è il cuore e, se è il cuore, figlibbelli, allora i problemi alla testa son gli ultimi dei vostri pensieri.

venerdì 27 marzo 2015

Nichilismo del giorno - Di tragedie sociali più che social.

In tutti i social imperversano articoli e link che rimandano a quanto accaduto su quell'aereo. I fatti e il loro racconto siano benedetti, siano sempre benedetti e altrettanto il parlare per idee, il resto, signori, signore...
Troveranno, troverete, mai il buon senso di non aprire la bocca per sola egotica spinta di non restare in silenzio nella paura, immotivata, di apparire più ottusi, il buon senso di smetterla di giocare davvero alla consapevolezza di parlare di qualcosa, friggendo, invece, un'aria già quotidianamente satura e rarefatta di sproloqui e parole usate a casaccio?
 
Questa roba, questo vostro commentare e postare commenti di giornalisti e opinionisti è pornografia, è questa la roba per cui si dovrebbe provare ribrezzo, non due facce schizzate di sperma o un culo sfondato per lavoro.
Questo vostro scavare sudiciamente nel letame umano con l'intenzione di ritrovarvi del cibo non digerito da cui succhiare utile nutrimento.
Se di fronte a una tragedia siete solo in grado di speculare con la stessa attitudine con cui uno scarafaggio si nutre di scorie, siete un prodotto pubblicitario, rendetevene conto.
Buon venerdì...

venerdì 20 marzo 2015

Storizzamimimi #21

Ventuno oggi fa, rispettivamente all'età di trentatre e quarantacinque anni, mentre si trovavano a Mogadiscio come inviati di guerra, da ignoti vengono uccisi a colpi di kalashnikov la giornalista Ilaria Alpi e il suo cineoperatore Miran Hrovatin, che indagavano anche su un traffico internazionale di armi, rifiuti tossici e radioattivi, destinati agli africani, in cambio di tangenti e armi scambiate coi gruppi politici locali, in cui erano invischiati, tra gli altri, militari e personaggi dell'economia italiana. 
Oggi, mentre guardiamo l'eclissi per qualche istante, è bene ricordarsi che l'Italia non è al buio solo per qualche minuto.

mercoledì 18 marzo 2015

Soundmagazine.it - Paolo Benvegnù - Earth Hotel

Molti anni fa, ero ancora negli enti, m'imbattei in quella che, allora non potevo saperlo, sarebbe stata una delle più belle graphic novel mai lette, La locanda alla fine dei mondi di Neil Gaiman. 

martedì 3 marzo 2015

Cul in aria #6, Ovvero scintille di scrittura creativa in cucina

 Waiting for Moscow mule

Sigarette su sigarette e il fumo che mangiava prima le pareti di quel locale di periferia e poi anche le nostre bocche con una voracità nient'affatto normale, ma cosa poteva ancora essere  normale dopo il nostro quarto giro di drink? E, certo, non avremmo potuto chiamare cena due ciotole di olive verdi.
Avevo finito il mio Moscow mule e tu mi parlavi dei tuoi problemi di donna, il tuo esser da sola al mondo senza nemmeno un uomo a sorreggerti le spalle, ma poi a che servivano gli uomini, forse aggiungevi, "portano guai". Io avevo già perso il filo di ogni tua parola, intorpidito com'ero nel fondo dei tuoi occhi, quelle lucenti pietre opache di luna, a inseguire il disegno delle tue labbra che emettevano suoni inascoltati di un'accogliente dolce nota civettuola.
Come magneticamente attratto, mi ero avvicinato sempre di più a quelle linee in movimento, vestite appena di quel che restava di un rossetto rosso veneziano, sempre più tenue di bicchiere in bicchiere, di sorso in sorso. I nostri respiri erano a meno di un palmo di distanza, nei tuoi occhi se davvero avessi voluto, avrei potuto vederci l'interezza del mio volto. Prima fui colpito dall'oliva, poi potei sentire il gusto viscoso del Manhattan, il tuo Manhattan, investire il mio viso. 
"Stronzo!", avevo potuto udire distintamente nel vociare del mondo intorno, poi eri scivolata sui tuoi tacchi neri giù dallo sgabello e il fumo intorno, nella penombra del locale, aveva mangiato anche te. 
"Un'altra vittima, non c'è tregua" pensai "per chi ha sempre vissuto nel blu di un cielo senza nuvole, la nebbia è senza poesia". Quando mi voltai verso il bancone il quinto Moscow mule già mi stava attendendo e chissà quanti ancora ne avrei baciati prima di addormentarmi.


lunedì 23 febbraio 2015

Soundmagazine.it - Havah - Durante un assedio

Il compito della storia è duplice: da un lato è mostrarsi impietosa di fronte ai fatti, granitica fino a prova contraria; dall’altro è didascalico, nella speranza implicita che ci sia qualcuno dotato di sufficiente attenzione da leggerne il monito e apprenderlo.

sabato 21 febbraio 2015

Cul in aria #5 Ovvero: Scintille di scrittura creativa in cucina.

Waiting for Passatelli in brodo

Hai ragione, lo vedo da me, lo so di non essere un gran bello spettacolo, con la camicia per metà fuori dai pantaloni, il braccio ciondoloni, la faccia paonazza, gli occhi arrossati, sembra che abbia leccato una di quelle cazzo di rane Polinesiane o quello che è. 
Sono talmente di fuori che potresti essere uno sbirro e ti parlerei comunque come ti sto parlando ora, però dai, sto solo pisciando su un muro, sono anche entrato in questo vicolo per non sentirmi dire niente, tu che cazzo di scusa hai per essere qui? 
E poi non sono io quello messo peggio. 
Lo vedi quel cassonetto grigio accanto alla Notte stellata di Van Gogh fatta di affettati misti, passatelli in brodo e vino rosso del ristorante Da Vito vomitati? Lì dietro c'è accartocciato Filippo. 
Sì, fa schifo anche a me, ma adesso lo riporto a casa. Pensa che all'inizio della serata aveva detto: "Però non faccio tardi".
Potrei giocarmi quello che vuoi, è così che iniziano la maggior parte delle notti più balorde della nostra vita.


mercoledì 11 febbraio 2015

Soundmagazine.it - Intervista ai Non voglio che Clara

Ogni intervista necessita di un suo incipit, mi dicono dalla regia, e indeciso se generare una qualche vaga nostalgia raccontando in quale mondo vivessimo e cosa facessi io nel 2004, anno di Hotel Tivoli, il loro primo disco, oppure raccontare dell’incontro casuale proprio durante la disponibilità di questa intervista di una ragazza dagli occhi blu che li segue da sempre e che mi ha praticamente detto tutto quel che avrei voluto sapere su di loro, neanche fosse la biografa ufficiale, ho pensato di optare per una riflessione diretta sul ruolo che nello scrivere un’intervista mi piacerebbe sempre avere.

venerdì 6 febbraio 2015

Nichilismo del giorno. Ovvero di "Big Snow" e del Paese del Disservizio

Mi dicono che avete soprannominato sto cazzo nel culo di neve "Big Snow", quasi che a dargli un nome simpatico magari si renda più accettabile tutto: "Dai bambini adesso arriva Big Snow e vi porta la cioccolata calda nel letto" vi venisse una gelata a testicoli e ovaie in modo da non assemblare più inutili atomi umani.
Mi piacerebbe che per una cazzo di - bestemmia a piacere - di volta, questo Paese del Disservizio riuscisse a non farsi piegare dal tempo annunciato come se fossimo ancora dipendenti dai calessi.
Magari fino alla fine arriverò vecchio e sgangato e potrò dire: "Beh dai nonoshtante tutta queshta neve, alla shfine Trenitalia porta shciolo shcinque minuti di ritardo, l'Autoshtrada funziona e i marciapiedi shciono percorribili. Coshcì shci ho pure tempo per un grondino di bianco, prima d'uschì di casha".
In attesa, però, vi auguro che la diarrea vi svapori tipo fumi dell'Ilva dalle mutande.
Con rispetto.
Buon venerdì.

lunedì 19 gennaio 2015

Soundmagazine.it - Edda - Stavolta come mi ammazzerai?

La foto di un album di famiglia mancante del padre, comunque presente in qualità di fotografo e una domanda: “Stavolta come mi ammazzerai?”, che nasconde in sé la “rassicurante” certezza che succederà, a far da titolo al terzo album di Edda, al secolo Stefano Rampoldi, sono l’involucro di un lavoro per cui riuscire a trovare il modo per esprimere delusione e stupore ammirato, è come una specie di prova d’equilibrio sospesi sulla catastrofe,

giovedì 8 gennaio 2015

Aforisma del giorno

"Me lo ripeto tutti i giorni e tutti i giorni, puttana miseria, lo rifaccio, prima o poi imparerò a non leggere più i commenti lasciati in giro per la rete.
C'è da piangere, c'è da mettersi con la faccia sulla tazza del cesso e sperare che per il troppo piangere l'acqua non trabocchi prima di arrivare con la mano allo scarico
"

martedì 6 gennaio 2015

Nichilismo del giorno. Del vostro essere sudici

In merito alle due ragazze in Siria, non capirò mai la volgarità che vi spinge al commento - che anzi mi offende come se fossi io il vostro obiettivo - , ma soprattutto, né come possiate voi che credete in un qualche più o meno benevolo dio, proferire simili parole prive di alcuna carità, comprensione, rispetto; tantomeno capirò cosa debba essere accaduto nella vostra storia, per voi che non credete, da disumanizzarvi al punto di pensare alle vostre tasche piuttosto che alla vita umana.
Perché, indipendentemente da cosa abbiate nel cervello, stiamo parlando di ragazze di vent'anni - e tra voi ci sono padri, madri, fratelli, sorelle, nonni, porca puttana - umiliate nelle intenzioni e nel corpo e private della loro libertà.
E se vi commuovete per la tigre Birka che fa il ruttino e non per questo, signore e signori, fatevi vedere da un analista, ché per voi non c'è altro da poter fare
.

 

martedì 30 dicembre 2014

Prima di partire.

Scendere al Sud mi crea sempre un atavico malessere e poi un vago ma denso senso di contrizione, sia per i modi sia per le forme di vita di cui si sente parlare, in cui ci si può facilmente immergere fino a comprendere quanto vi si sia drammaticamente invischiati. Eppure stavolta è stato diverso, come se alla fine alla furia della mia mancanza di accettazione verso tutta questa palpabile, quasi ineluttabile, inerzia, vi si sia sostituita una specie di pazienza.
Sia come sia, sette giorni sono volati e per la prima volta dopo sedici anni, vado via da Taranto senza alcun pensiero di disprezzo dentro, solo comprensione, un po' di amarezza, come nel vedere la fotografia di una nonna che per senilità ha smesso di poterti parlare, ma negli occhi le leggi ancora tutto.

Buon martedì e nell'anno che ormai giunge vi auguro di poter raccogliere quanto abbiate finora seminato.
Sigla.

venerdì 26 dicembre 2014

Soundmagazine.it - Yamaliva - Uomini si nasce schiavi si muore

Le copertine, a volte, raccontano molto dei dischi che contengono e in questo caso un occhio proiettato su un mondo astratto fatto d’acqua di lacrime, di cielo, di valli, cascate e piume, o di qualunque altra cosa vi vediate che non vi ho visto io, sembra parlare della dimensione onirica in cui intendono proiettarvi gli Yamaliva con questo loro Uomini si nasce, schiavi si muore -

martedì 23 dicembre 2014

Pecore e Lupi - Ovvero la vera storia di Cappuccetto Rosso.

C’era una volta la piccola Cappuccetto rosso
che correndo verso casa della nonna a più non posso
dovea attraversar una selva oscura
che a chiunque nel percorrerla avrebbe fatto paura ...

Tutte le storie, come le conosciamo oggi, hanno origini in altre storie, in altre parole e la vera bellezza di queste origini è nel creare un immaginario immortale da cui poter attingere come se il quotidiano fosse da allora, fino a oggi, ancora immutato. 
L'ispirazione della nostra Pecore e lupi, rivisitazione in versi della fiaba di Cappuccetto Rosso, è quella scritta da Charles Perrault nei Racconti di Mamma Oca del 1697, ché a noi la Provvidenza non piace e nella fiaba originaria nessuno l'aveva prevista.

Non so se con questo piccolo prodotto creativo, partorito durante i miei anni milanesi e poi perfezionato anche con le illustrazioni e le musiche di mani sapienti e di amici caratterizzati da un'umanità strepitosa e da un'incredibile bravura, siamo riusciti in questo ossequio nei confronti di una storia immortale come quella dell'autore francese, ma potrebbe bastare un vostro sorriso e un vostro pensiero, anche fugace, a un'infanzia mai veramente abbandonata, per restituirci ogni minuto di divertimento trascorso nel realizzarlo. 
E, credetemi, c'è voluto davvero molto molto tempo per arrivare anche solo fin qui.

Io, Andrea De Bernardi e gli Etnia Supersantos vi auguriamo un buon Natale, questo è il nostro regalo per voi.
Buona visione e ricordate due cose: portate con voi sempre un asciugamano [cit.] e... se non avete testa, abbiate gambe!
Andrea Broggi



Pecore e Lupi
Testo e voce narrante
Andrea Broggi

Illustrazioni 
Andrea De Bernardi

Musiche ed effetti 
Etnia Supersantos

Ps. Si ringrazia il Centro Scalo Records di Bologna per le registrazioni e la sopportazione della nostra presenza! 

martedì 16 dicembre 2014

Soundmagazine.it - Mezzafemmina - Un giorno da leoni

Innanzi tutto partiamo dai fondamentali “… l’Italia è un paese da distruggere.”, perché questa frase tratta dall’ottimo film: La meglio gioventù; è quanto mi ha riportato alla mente, già dal primo ascolto, con i suoi contenuti attuali il disco Un giorno da leone – Controrecords 2014 - di Mezzafemmina, al secolo Gianluca Conte.

venerdì 12 dicembre 2014

Cul in aria #4 Ovvero: Scintille di scrittura creativa in cucina.

Waiting for Scaloppine al limone  

Un mese, che poi son trenta giorni, in questo caso, che diventano a loro volta settecentoventi ore, quarantatremiladuecento minuti e due milioni cinquecentonovantaduemila secondi e si direbbero sufficienti per capire.
E invece non lo sono abbastanza, ché certe cose non si capiscono, a volte si assimilano, più spesso, nell'abitudine, si dissipano, si distendono e basta.

Immobili come i deserti restano lì a mescolare polvere, terra, ad accumulare strati e a emanare calore di giorno, fresco di sera.
In silenzio, forse muti.

venerdì 5 dicembre 2014

Storizzamimimi #20

Quaranta oggi fa, all'età di sessant'anni, a causa di una grave forma di cirrosi epatica muore a Roma, Pietro Germi, regista,  sceneggiatore attore e produttore cinematografico italiano, premiato a vario titolo, spesso politicamente osteggiato, straordinario osservatore della miseria umana al punto da riuscire a comprendere quanta commedia vi sia anche nelle più tragiche delle condizioni.

sabato 29 novembre 2014

Frivolezza del giorno

"Siamo alla frutta, gente. Siamo alla frutta, gente", qua so quarant'anni che siamo alla frutta, forse sarebbe il caso di dire al cameriere che ste banane avanzano e se ci portasse conto e caffè andremmo anche a casa.

venerdì 21 novembre 2014

Cul in aria #3. Ovvero: Scintille di scrittura creativa in cucina

Waiting for Thé alla Vaniglia


Lo so. Lo so com'è.  
So come sei fatta, come sono fatto, il mondo in cui siamo.
Però, seguimi, poniamo, anche solo per un momento, che si sia di fronte tu e io, ma non tu e io così come siamo, o meglio così come sappiamo l'un l'altro di essere, ma che si sia tu e io con i nostri capelli, i nostri occhi, i nasi, le orecchie, la bocca, i nei, le spalle, le tue tette, i miei peli, i vestiti anche, così tu e io come siamo e basta, senza conoscerci.
Ecco, se fossimo di fronte tu e io, così, di primo acchito, ci verresti di là a mostrarmi come fai l'amore? 
Perché è a questo che servono i corpi, la pelle, le mani, le labbra, a ricordarci di non aver paura di godere.



mercoledì 19 novembre 2014

Soundmagazine.it - Cesare Malfatti - [Una mia distrazione] + 2

Non è la prima volta che mi trovo di fronte questo disco, per lo meno dal punto di vista dell’ascolto, ma quando ho avuto il piacere del live, pur in tutta la sua bellissima parentesi serale la sorpresa mi aveva tolto l’attenzione per il particolare, regalandomi solo un generalizzato, sensibile, benessere.

venerdì 31 ottobre 2014

Frivolezza del giorno

"Siccome voi sapete una sega di cosa significhi essere nerd, ché pensate vi basti aver visto Big Bang Theory e indossare gli occhiali quadrati per sentirvi parte di un insieme che a oggi va particolarmente di moda, ma che è sempre esistito e anzi in passato avete etichettato più volte come sfigato, deridendolo, deridendoci, volevo dirvi che al posto di cercare befane arrapate e improbabili Batman di duecento chili per la città, potreste giocare di ruolo, la qual cosa oltre al darvi il merito di potervi promuovere davvero come nerd, vi farebbe pure bene."

venerdì 3 ottobre 2014

Cul in aria #2. Ovvero: scintille di scrittura creativa in cucina

Waiting for spaghetti al pomodoro

L'amante nell'atto dell'orizzontale, sudato, movimentato, concepimento di un infarto, il pianto di un bambino che rompe gli indugi di un sonno speranzoso di null'altro che di altro sonno, il bisogno di cibo dell'ultimo residuo di THC fumato, che riapre nello stomaco gli occhi della voglia, la veglia della disperazione di un esame da preparare prima che la sveglia regalata dai genitori per quel primo lontano anno d'espatrio dalla propria casa suoni assillante, le sirene di un'ambulanza nell'istante di vita del respiro tra un semaforo e un altro di un volto sudato nello sforzo di spingere fuori da sé la vita.
 

La notte li contiene, li nasconde tutti e se il Sole è l'oro sonante, la pragmaticità della realizzazione, moneta che compra ogni volontà, i sogni, così com'è il colore della Luna, si pagano in argento.
 

sabato 27 settembre 2014

Frivolezza del giorno

Leggo che uno degli slogan politici dell'M5S sia: "A riveder le stelle". Io per restare in tema fumettistico, trovo invece imbattibile: "Fletto i muscoli e sono nel vuoto"; anche "Per il Potere di Greyskull, a me il potere" funziona un bel po', ma forse è troppo specifico.
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