Forse non essenzialmente io, ma io

La mia foto
Bologna (itinerante), Bo, Italy
Nato a Taranto il 6 maggio nel segno del Toro. Il Giallo del collettivo Shingo Tamai, cialtrone poliedrico, dilettante eclettico, onnivoro relazionale, sempre in cerca di piaceri, di vezzi, di spunti e di guerre perse in partenza. L'idea di comparire in questi termini sulla rete è nata da un brainstorming con un amico, Leonardo Chiantini, qualunque fortuna possa avere il suo primo "quaderno di appunti" virtuale, è a lui che vanno i suoi ringraziamenti.
Benvenuti e buona lettura.
Ps. Aggiungetemi su Facebook e, con lo pseudonimo andrelebrogge, su Twitter

venerdì 4 novembre 2016

All'improvviso

Fotografia di Nadia Quaranta
Non mi chieder di descriver la passione
le parole sono convenzioni
e ricalcano i limiti
demarcano frontiere
e risolvono

l'irrisolvibile bisogno 
di comunicarsi al mondo.

Eppure la carne sa ogni cosa
e gli occhi la riconoscono
e i corpi si scoprono impulsivi.
Come un bacio improvviso di amanti
che in strada si vedono soli
nel tutto.

venerdì 23 settembre 2016

Settimo anno

Eh beh, qui la famosa crisi del settimo anno si fa sentire tutta: pochi post, sempre meno recensioni, ormai si vive di rimessa e di rendita. Del resto si invecchia, caro il mio Lettereegiorni, il tempo passa, si cambia e i blog non se li incula più nessuno, manco i loro proprietari. Tutti lì a smanettare con i loro intelligentofoni, con i loro tavoletti, con i loro social. Un momento, salvo che i blog non siano quelli di gente famosa, che allora lì basta registrare una scorreggia e tutti a riprodurla come suoneria - vittime recidive del Gattino Virgola - e a postare in massa l'ultimo video che ha commosso il web.

Ma noi siamo di un'altra pasta Sig. Lettereegiorni, siam di quella razza che "l'è inutile far finta, ci ha trombato la miseria e siamo rimasti in cinta", diceva il sommo vate toscano, Monni. 
A ogni modo auguri, non è da tutti continuare a restare attaccato a un polmone d'acciaio e allenarsi ancora per andare a giocare alle Olimpiadi. Che si fa presto a dire andare a giorcare le Olimpiadi, lo sa che non si faranno nemmeno a Roma ed è un bel problema, se ci pensa, perché con i soldi che non possiede 'ndo cazzo se crede d'annà?

Tanti auguri a te 

Tanti auguri a te

Tanti auguri Sig. Lettereegiorni

Tanti auguri a te!

martedì 13 settembre 2016

Cul in aria #10. Ovvero: scintille di scrittura creativa in cucina

Waiting for Ebollizione dell'acqua

Spiarti è un mio piacere, come spogliarti il tuo. E i miei occhi sono voraci sulla tua carne, sull’increspature, sulle forme. Nell’eccitazione non esiste che perfezione ed è per questo che ti cerco i nei, per trovare nel caos in cui vivo il tuo essere vera che altrimenti sarei incapace di percepire. La nudità è un accogliente lembo di vestaglia che non copre nulla né nasconde, ma anzi afferma, sottolinea, non scivola, per ora, si mantiene mentre con una mano mitighi il caldo e il freddo dell’acqua, mentre soppesi il momento in cui l’esile caviglia distenderà in un istante il piede prima di posarlo nuovamente al suolo. Non sei immobile, ma ai miei occhi sei lenta o forse è il sangue nelle vene che mi rende veloce e ti scorgo espressioni che se non osservassi cautamente non potrei mai notare e invece voglio vedere ogni cosa, voglio saperti solo di occhi, di essenza, di suoni, senza tattilità, senza sapori, goloso e appagato dal tuo solo miraggio

Diventi pelle e come pioggia l’acqua si fa goccia, rivolo, poi scroscio, ti investe bagnando i capelli segue il tuo disegno, moltiplica le tue immagini e la doccia diventa come un cosmo in cui puoi esistere senza riverbero esterno, perché tutto è riverbero e il tuo respirare e il pianto artificiale che precipita sul volto, sono la sola cosa in cui sei immersa.
Senza vociare puoi sentirti come vuoi e puoi sentirti accarezzare e puoi accarezzarti, senza un’estranea presenza il pensiero è così liberato da stanchezza e polvere da poter socchiuder gli occhi, abbandonata al tepore. L’acqua è l’asta di un tamburo, percuote sicura per produrre la musica e tu da maestra l’accordi, la suoni, l’interpreti, in una luce che si opacizza mentre irradia, mentre il vapore riempie i vuoti, ombreggia i muri. 
L’immobilità è la mia febbre, che solo lo sguardo tradisce e quando la tua mano asciuga le lacrime che piovevano fino a poco prima su di te e riapri gli occhi, ritorno al tuo respiro, il mio ritmo.
Ed è il sapere tutto questo a rendere spiarti il mio piacere, come spogliarti il tuo.


sabato 6 agosto 2016

Cul in aria #9. Ovvero: scintille di scrittura creativa in cucina

Waiting for Risotto allo zafferano

La parola neo applica a un sostantivo il concetto di nuovo e rappresenta insieme, nella sua accezione cutanea, il concetto di macchia o di imperfezione.
Ed è così che ti avrei amato, anzi no, che ti amerei: come si ama il nuovo che si incontra e folgora, perché folgorano tutte le prime volte, e come si ama l'imperfezione, che dà senso a tutto il resto, caratterizzandolo.

lunedì 1 agosto 2016

Soundmagazine.it - Pinguini tattici nucleari - Diamo un calcio all'aldilà

È risaputo che siamo indietro come gli zebedei canini – in relazione naturalmente alla fisionomia canina – e, infatti, questa recensione arriva in ritardo con un’approssimazione di circa sei mesi rispetto a quando sarebbe dovuta arrivare.
Ho scoperto questi polentoni ben azzimati dalla gioventù a Dicembre scorso con il pezzone con cui questo secondo disco – Diamo un calcio all’Aldilà – si chiude, Me want marò back; un raggae clamorosamente ben costruito – musica, testo, persino un videoclip esilarante – che rappresenta perfettamente il mio ritardo di cui sopra, dal momento che i Marò son momentaneamente(?) già rientrati.

giovedì 7 luglio 2016

Nichilismo del giorno

Ogni volta che succede una disgrazia, o qualcosa di altrettanto orribile, si verifica la magia della democrazia in cui ognuno può scrivere ciò che vuole, senza peso, parole in libertà, a pioggia come mosche sulla merda.
Ora, dal momento che è sempre interessante constatare come gli analfabeti della forma lo siano frequentemente anche nei contenuti, direi che il diritto di voto può cominciare da qui.
Buon giovedì.

sabato 18 giugno 2016

Frivolezza del giorno

Grazie a tutti e tutte voi - o meglio alla definizione di maggior parte - ho scoperto che il mondo si divide in due categorie nettissime: da un lato quelli che affermano qualunque minchiata - anche corretta - gli passi per il cervello e i loro proseliti e dall'altro I Rosiconi.
La critica non esiste, infatti, più e se esiste è perché si ha qualche cazzo in culo non adeguatamente digerito, del resto vorrei anche vedervi a digerire con l'intestino.
E io sono indeciso tra chiudermi in un mutismo rassegnato e sperare un impedimento di massa nella riproduzione.
Qualcuno scatti una fotografia.
Buon giovedì.

domenica 5 giugno 2016

Ciù Porn is megl' che uan

Una settimana ricca di avvenimenti è importante ricordarla con tutti gli onori del caso, che oggi ci siamo, diceva mia nonna, e domani "o mar' o sà". 
Sicché piacendoci le doppiette vi proponiamo i Porni della settimana.

Nella diapositiva, che dimostra il potere di Twitter e dell'hashtag #porn, potete avere qualche notizia su quest'uscita Frizzifrizzica, riguardante la rubrica Che ne sai tu di porno? e il talent-show più interessante delle ultime settimane: Sex Factor, per non dire di sempre. 

A quest'altro indirizzo, invece troverete la seconda parte della puntata porno di Ufficio Reclami, condotta da Massimo Vitali, che mi ha gentilissimamente invitato perché sa quanto unisca in me pratica e grammatica dell'argomento.

Buona lettura e abbiate prudore!


sabato 4 giugno 2016

Accadimenti estemporanei di ieri sul nostro domani odierno

Mentre le ragazze che non diremmo più teen, ma nemmeno trentenni si affrettano quasi a cedermi il posto a sedere sull'autobus, in quella rincorsa a chiamarmi "signore" e a darmi del lei, le mamme, alle casse dei supermarcati o in fila per qualcosa, mi salutano dandomi del tu e sorridono gioviali e scambiano battute complici sui figli discoli e sulle vacanze al mare, mettendo le mani sulle loro fedi: a indicarmele, sì, ma anche a nasconderle; e cercano anche di sapere quanto ci ho messo a farmi crescere i capelli o quanto sia abbronzato nonostante il tempo.
E a questo punto, per questo essere sempre fuori tempo non so se sentirmi lusingato o preso per il culo dalla vita.
Nella didascalia musicale di Pretty Vacant cuociono due bistecche di suino, che non hanno niente a che vedere con il resto del discorso, ma sono il mio pranzo.
Buon sabato e buona prandialità.

venerdì 29 aprile 2016

Frivolezza del giorno. Prepensionamento

Ieri girovagavo per Bologna sulla bicicletta di un amico, che con la Primavera tutto diventa piacevole quanto basta da non trasformarsì in chiazze acquose sparse per il corpo e facce paonazze, e in quell'ultimo scampolo di vita che si attacca alla vita, che chiameremo orgoglio per facilitarne la comprensione, nel costatare l'andatura di un ragazzo di vent'anni tronfio sulla sua Bianchi, ho cominciato a pedalare anch'io.
Dall'Unipol alla rotonda antistante l'Xm non ho idea quanti metri di strada ci siano, ma li abbiamo fatti a un'andatura pazzesca io su questa montain bike, lui sulla sua Bianchi, schivando macchine, trovando tutti i semafori sul verde, senza nemmeno guardarci tra di noi. Non so esattamente cosa ci fosse in palio per lui, per me solo la velocità, era solo una questione di velocità. Per larghi tratti ho pensato anche: "Bada lì se ti svernicio", ma il senso era gareggiare fino all'arrivo di uno dei due.

Alla rotonda della mia destinazione, quella dell'XM, nonostante momenti alterni, nonostante tutte le risorse di muscoli e polmoni mi aveva staccato di buoni venti metri, è in quel momento, mentre assaporavo la beffa dell'ammettere che quel fine anni novanta mi aveva fatto un culo da record, che ho pensato al prepensionamento.
Basterà abituarcisi, forse.
Buon venerdì pomeriggio.


giovedì 14 aprile 2016

Aforisma del giorno

Trent'anni:
Singolare decennio della vita umana durante il quale gli amici si sposano e figliano e i personaggi famosi della tua infanzia muoiono.

giovedì 24 marzo 2016

Frivolezza del giorno

Estitica, s.f. 
1. Settore della filosofia che si occupa della conoscenza del bello naturale e artistico, ma con difficoltà nella comprensione e rielaborazione.

domenica 13 marzo 2016

Soundmagazine.it - Intervista agli Eugenio in Via Di Gioia (Febbraio 2016)



Sono passati ormai quasi due anni dalla prima volta che li vidi in un mini live durante Il Tutto Molto Bello – manifestazione musico-calcistica bolognese che coinvolge a livello nazionale molte dell’etichette indipendenti del nostro panorama musicale - e da allora son diventato uno dei loro più accaniti fan. Si parla degli Eugenio in Via di Gioia, progetto artistico tra i più giovani e propositivi degli ultimi anni che dopo aver co-vinto (si potrà dire o dichiariamo licenza poetica?) il premio Buscaglione, hanno nel Settembre scorso vinto il Rivelazioni Live di Keep On dell’anno 2014/2015. Li abbiamo seguiti live, li abbiamo visti su palchi grandi in aperture ad altre band e in minuscole sale affollatissime e a noi ci piacciono di molto, vi dirò. Sicché alla fine, ma magari è un inizio, riuscimmo anche a intervistarli. Tutti e quattro.

Attualmente portano in giro il loro primo disco “Lorenzo Federici”, che è stato a sua volta preceduto da un Ep.

sabato 12 dicembre 2015

Di mondi di cui ci si sente parte e di ottima scrittura (non mia)

Qualche giorno fa, per essere petulanti, prima che possa esserlo qualcun altro, il 4 dicembre, Vecchioni, il cantautore, quello che "ha anche vinto un Festival di Sanremo" [cit.] - che usato così il mica cotiche è automatico -, ha osato affermare l'inaffermabile, additando la Sicilia come isola di merda che si butta via, che svende e non difende la sua bellezza, popolata da incivili incapaci di vivere socialmente come un unico insieme - mafia e Questione meridionale a parte - ha proprio parlato di uomini, donne e quotidiano
"E arrivi tu dopo otto giorni? Ben svegliato principessO", direte voi.

Io non sono siciliano. 
Sono nato a Taranto - so già tutto guarda, non cominciamo con i senti chi parla - da genitori tarantini, mio padre è invece figlio di genitori siciliani, loro sì: di mia nonna Maria so poco e nulla, silenzioso il suo passato come piena di Ave Marie la sua vita, di mio nonno Vincenzo so che fu figlio di un armatore di una ricca famiglia milanese con pure un palazzo nel centro di Milano, e visse, dove nacque, ad Augusta fino a trasferirsi a Taranto. Della Sicilia so quello che le mie quatto visite in trentacinque anni mi hanno lasciato, i racconti ricevuti, quel che ne ho letto e sento che le parole di Vecchioni le potrei riferire anche Taranto, motivo per cui il suo dire lo ritengo un buon dire.
Ma tornando al "ben svegliato", è che oggi mentre cazzeggiavo sulla rete cercando nuovi spunti e letture mi sono imbattuto in una pagina memorabile che vorrei dire di giornalismo, ma diciamo, forse meglio, di lettera ai lettori, un editoriale (ecco!), che mi piacerebbe talvolta leggere su tutte queste testate con i nomoni, perché sì, magari sentirsi dire alcune cose fa incazzare, però l'intelligenza e anche l'onestà intellettuale sono beni necessari.

Così, mentre ho dovuto sorbirmi i vostri moti di orgoglio, che invece vorrei quotidiani e non solo presenti quando mossi da pseudo-affronti esterni e mi alletta l'idea di farvi presente che è il caso di riconsiderare, e molto, la propria intelligenza, se la presunta accusa a un mondo di cui ci si sente parte la si vive come un'accusa personale, ringrazio Renato Polizzi, che potrei non aver mai nemmeno la fortuna di incontrare casualmente su Facebook, per quanto scritto e che vi consiglio di leggere.

http://www.itacanotizie.it/siciliani-brutta-gente-vecchioni-ha-ragione/
Buona lettura quindi e buon sabato.

Ps. Ad un argomento si risponde con attinenza, bofonchiare "Siamo stati culla e faro della cultura mediterranea"; "Abbiamo prodotto Pirandello, Sciascia e... Leo Gullotta"; mi fa venire in mente da un lato il: "ma ha fatto anche cose buone" di post-mussoliniana memoria; dall'altro: "... e le foibe?".

sabato 14 novembre 2015

Parigi val bene una messa. Ovvero: "Complessivamente schifo anche al cazzo"

Un mese e mezzo di silenzio, non che non avessi o non abbia cose da dire, ma questo non è un diario, ho sempre evitato di usarlo come se fosse un raccontami cos'è successo oggi. E invece è arrivata l'attualità. Dovremmo essere tutti informati di cosa sia successo nella notte di ieri a Parigi, se non lo foste leggete qui, qui, qui, e qui.
Non avrei mai scritto per i motivi di Parigi, non perché i fatti non siano importanti, ma perché è la  mia voce a non esserlo per i fatti e di fatto non scrivo della notte parigina, ma di questo:


E quindi faccio appello a quanto già scritto altrove: ma voi questa puzza di merda non la sentite? Ve ne sentiti immersi? Lo sapete che siete voi a produrla per primi? 
Ma, mi si dirà, voi non siete tra quei cerebrolesi che inneggiate al razzismo, no, infatti, voi siete quegli altri che cambiate la vostra faccia con la bandiera della Francia e mettete emoticon - EMOTICON PORCA PUTTANA - per esprimere la vostra tristezza per qualcosa di così immenso che nemmeno avete gli occhi per percepire. Ma prego, fate pure sentire che ci siete spegnendo le luci alle 18.00, ops esattamente ora che vi scrivo.
A proposito riuscite a leggermi al buio? 

V A F F A N C U L O

Siete così pidocchiosi, a fronte di ogni forma di tragedia, da essere non molto meglio di tutto quel giornalismo che usa la sofferenza altrui per scriverci sopra milioni di litri di liquami biologici, solo per ricevere click da gente come voi. 
Siete subumani al pari dei razzisti, nemmeno di un'unghia la vostra ipocrisia è migliore della loro lapalissiana inettitutidine. Siete una pubblicità sulla povertà che mostra bambini africani ingrassati da aria, malattie e acqua insalubre su cui nugoli di mosche si posano senza sosta. 
Siete non meno di quegli altri interdetti nell'encefalo, lo scempio di cosa la democrazia del pensiero, per cui ognuno può dire la sua, arrivi a creare quando privata di consapevolezza e responsabilità.
Tutto questo fa complessivamente schifo anche al cazzo.
Buona lettura, sì, ma buon sabato?

giovedì 24 settembre 2015

Sesto anno

Questo post sarebbe dovuto uscire ieri, se solo qualcuno avesse avuto il tempo di scriverlo.
Invece è uno dei tanti auguri in ritardo che compaiono per il web: di quelli che "guarda te li stavo per fare poi son rimasto chiuso fuori di casa e non ce l'ho fatta", ma anche di quelli che "eh, sono proprio il solito, scusa e auguri in ritardo" oppure quegli altri che "Oh, comunque auguri, eh!". 
Così, più o meno.
E invece noi avremmo voluto qualcosa di più esplosivo, ché a sei anni alla tua età io già facevo la primina da un anno e raccoglievo lucertole ed entravo nei bagni delle bambine della mia età per vedergli le mutande bianche!
Purtroppo però dopo una settimana di Cammino di Santiago e Vigo e isole Cies, siamo a Madrid e c'è il Sole, 28° e Ryanair ci ha portato davanti a una connessione internet solo oggi.
Per cui:
Tanti auguri a te 
Tanti auguri a te
TantiaugurinritardoLettereegiorni
Tanti auguri a te!
Buona lettura e buon giovedì.

 

venerdì 11 settembre 2015

venerdì 4 settembre 2015

Aforisma del giorno

"Ché l'attesa sarà anche essa stessa piacere, ma il piacere non è che abbia molta voglia di attendere"

venerdì 21 agosto 2015

Nichilismo del giorno: In morte di un mafioso

Pare che alla tenera età di 65 anni un mafioso di qualche stampo sia morto di qualcosa non ben specificato e il funerale sia stato celebrato in una qualche chiesa romana.
Ora, senza star nemmeno a sperticarmi in sproloqui su nostra madre Chiesa e sul suo modo di riconsiderare la meritocrazia dell'Aldilà, ché son cose loro, di celebrazione si è trattata dato che i nostri sempre capaci giornali parlano di evento, con tanto di carrozza, elicotteri a gettar petali sulla folla e prefiche al seguito del circo.
E mi fa venir in mente quando una fiction è sul filo dell'esaltazione della malavita, come se tutto diventasse epico o carico di un qualche significato encomiabile tipo: "Non son criminali, son birichini arricchiti". 
E invece no, son stronzi con la prepotenza in mano.
Ed è sempre bellissimo quando la realtà diventa fiction e il linguaggio subisce queste deviazioni mentali.
All'anima de li mortacci vostra, loro e della vostra deontologia professionale che ormai si chiama "leccoculi".

mercoledì 19 agosto 2015

Frivolezza del giorno

Ché io me lo vorrei immaginare Salvini, tutto sghignazzante, lì a pensare alla cacata da scrivere su Facebook: "Aspè adesso gli metto la foto di un negro con in mano una borsa da signora e gli scrivo sotto che Franceschini ha autorizzato le poste a consegnare le pensioni direttamente nelle mani degli extracomunitarii. No, no, meglio, gli scrivo quella della tassa sui cani commutata come mensilità a tutti i bazoola scafisti, sì dai che è estate e la gente è più sensibile alle bestie.
Chissà quanti like che busco stavolta, lo vedi che botto che faccio".
Ecco, io me lo vorrei immaginare, a scrivere robe con le spalle che gli tremano dalle risate per la burrasca che scatenerà con la sua dabbenaggine tra fedeli e contrari. Avrebbe pure più senso.

E invece, dev'essere solo un altro povero cristo pagato a buste di piscio con un contratto a progetto. 

venerdì 14 agosto 2015

Cul in aria #8, Ovvero scintille di scrittura creativa in cucina

waiting for Parmigiana

Molti da giorni sperano che piova e considerando che odio la pioggia più per il suo rendere impresentabile ogni cosa, che non per l'aspetto climatico in sé, il fatto che sia arrivato e stia spadroneggiando il caldo - che poi in qualche parte d'Italia la pioggia è già ampiamente arrivata - mi va anche bene. Ma questo è irrilevante.

Ciò che è rilevante, invece, è che d'Estate, nelle notti di cielo sereno, si riscopre il piacere primordiale di camminare, nonostante le scontatezze provenienti dalle macchine involate sui viali fino al prossimo semaforo rosso, rivolte da sciroccati urlanti a qualche ragazza succinta intenta a lavorare, che poi a vederla a piedi, da vicino, appare meno merce e più essere umano - come dovrebbe essere sempre - di quando si è in macchina ed è solo un'altra parte del paesaggio che ti scorre ai lati. E poi, le luci dei lampioni, quelli che ancora funzionano in attesa della messa a punto settembrina, che riverberano tremolanti e le automobili, poche, che sembrano ultimi cigolanti avanzi neolitici postmoderni di tutti i mesi precedenti ad Agosto.
Perché la città, almeno le città come Bologna, cambiano la loro natura di prigioni accoglienti, con i fiori ad affacciarsi oltre le grate, e diventano finalmente respirabili proprio in Agosto, quando gli umani, con tutti i loro mezzi, sono fuggiti chissà dove lasciando ai profughi quel che resta della pietra.

lunedì 10 agosto 2015

Soundmagazine - ManzOni - Si aspetta l'Inverno



C’è stato un tempo, nemmeno molti anni fa, in cui un titolo come Si aspetta l’inverno avrebbe fatto rispondere solo a me e a pochi altri che l’inverno sta arrivando, ora ne immaginerei ben di più visto l’ormai sdoganato messaggio in codice.

Aforisma del giorno

"Ne uccide più l'accidia della penna"

giovedì 30 luglio 2015

Nichilismo del giorno

Ok, giornalismo italiano, dato che immagino a Roma tutto quello che scrivete sia sempre accaduto, c'è un motivo particolare per cui vi siete svegliati in questi ultimi dieci giorni? Così magari correggiamo gli articoli e al posto di parlare del vostro accanimento ci dite, ma chiaramente però, quale testa volete che salti e perché.

martedì 21 luglio 2015

Soundmagazine - Incontro con l'autore - Giacomo Toni e Francesco Pignalosa Live (3 Luglio 2015)

Il Parco Pincherle è uno di quei deliziosi posti bolognesi in cui ci s’imbatte anche con una certa frequenza, ma che se ti vengono nominati possono essere individuati solo aggiungendo altre indicazioni stradali, tipo: “Hai presente il Mercato delle erbe? Ecco, lo superi e poi più giù sulla stessa strada trovi questa piazzetta di palazzi con al centro questo parchetto alberato”, o cose così. E dato che in questo primo venerdì di Luglio la rassegna del Pincherle Social Garden presentava un’apertura molto amica e uno dei cantautori più interessanti in circolazione, ho deciso di abbandonare la mia torre di avorio e perseguire la via della socialità.

mercoledì 8 luglio 2015

Aforisma del giorno.

"Calvino ha la potenza inarrestabile di chi ti sta raccontando qualcosa che ha capito, senza il pregiudizio che tu sia uno sciocco, senza l'egoismo del convincerti, senza la volontà del non farti capire il suo pensiero.
E bisogna leggerlo. Tanto
"

giovedì 25 giugno 2015

Storizzamimimi #22

Centotrentanove oggi fa, nei pressi del fiume Little Bighorn in Montana, un'alleanza di indiani Lakota Sioux, Arapaho e Cheyenne, comandati da Toro Seduto, Cavallo Pazzo e Gall dopo aver attirato in una trappola il 7° Reggimento di Cavalleggeri guidato dal Generale Georg Armstrong Custer, ne accerchiano gran parte della formazione da combattimento e li annientano sul campo, uccidendo tra gli altri il Generale Capelli lunghi.
La vittoria non garantì la salvezza degli indiani d'America, non cambiò le sorti della loro resistenza alle Riserve, né ne preservò le tribù, resta a monito, però, per tutti gli oppressori futuri, che gli oppressi potranno perdere anche la loro guerra, ma non la loro dignità di esseri umani liberi senza prima rispondere allo spargimento di sangue con il sangue.

mercoledì 24 giugno 2015

Soundmagazine.it - Filarmonica Municipale la crisi - Sento cadere qualcosa

Sento cadere qualcosa è uno di quei titoli che ha l’imbarazzo della lettura, in tutti quei pieni puntini di sospensione che attendono la scoperta di cosa sia effettivamente caduto.
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