Forse non essenzialmente io, ma io

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Bologna (itinerante), Bo, Italy
Nato a Taranto il 6 maggio nel segno del Toro. Il Giallo del collettivo Shingo Tamai, cialtrone poliedrico, dilettante eclettico, onnivoro relazionale, sempre in cerca di piaceri, di vezzi, di spunti e di guerre perse in partenza. L'idea di comparire in questi termini sulla rete è nata da un brainstorming con un amico, Leonardo Chiantini, qualunque fortuna possa avere il suo primo "quaderno di appunti" virtuale, è a lui che vanno i suoi ringraziamenti.
Benvenuti e buona lettura.
Ps. Aggiungetemi su Facebook e, con lo pseudonimo andrelebrogge, su Twitter

mercoledì 3 ottobre 2012

Soundmagazine.it - Flora & Fauna - Flora & Fauna

Venti minuti.
Una delle prime cose che si può trovare su Google cercando: “cosa si può fare in venti minuti”, è una pagina di Yahoo answer, dove una ragazza annoiata chiede cosa potrebbe fare in attesa che passino a prenderla da casa.
Venti minuti.
Immagino si possano fare svariate cose in venti minuti.
Io gli ultimi ottanta minuti, cioè quattro volte venti, li ho passati ascoltando Flora & Fauna, ristampa - in uscita per il 19 ottobre, supportata dalla “Iceforeveryone” etichetta degli Zen Circus e distribuita da Audioglobe in cd - del primo e unico disco in vinile dell’omonima band (Enrico Amendola, Nicola Fraschetti e Simone Lalli) underground livornese.

L’album esordisce e stordisce con Materia 4, un’entrata strumentale in cui gli accordi di basso, batteria e chitarra son lì a chiedere un giro di pogo per tutti, mentre io me ne resto immobile e indeciso se alzarmi dalla sedia e cominciare a saltare per la stanza da solo o fare il ritroso voglioso e restare seduto al pc.
Ma è solo un’apparenza, perché il secondo dopo son già all’interno delle loro linee minimali, dei loro giri ipnotici, delle frasi ripetitive da lavaggio del cervello dei loro microtesti. In venti minuti l’energia del gruppo toscano mi esplode addosso, dipingendomi nei suoi testi spezzati, persino nella prosa surrealista di Lezioni di volo e mi sbatte in macchina, un bolide decapottabile rosso fiammante che mi pare uscito dal videogame Cadillacs & dinosaurs e che viaggia come una palla di fuoco su una strada sterrata in mezzo al nulla.
E siamo là in quattro che ci dimeniamo nella macchina ritmicamente impazzita.
Nell’istante successivo all’ultima derapata polverosa, la macchina senza dare segni di preavviso si ferma in mezzo al nulla lasciandomi, al diradarsi del fumo, seduto al volante con il motore spento.
Intorno a me, nell’erba, solo le mucche con al collo i pesanti campanacci di Cantilena.
Sbatto gli occhi incredulo e quando li riapro ho la luce del monitor in faccia e vedo sul palazzo di fronte gli operai che smontano le finestre con un martello pneumatico.
Non sono certo che mi faccia bene, ma sto per premere di nuovo il play.
Buon ascolto!


Ps. Ringrazio Valentina e Soundmagazine dell'opportunità

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