Forse non essenzialmente io, ma io

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Bologna (itinerante), Bo, Italy
Nato a Taranto il 6 maggio nel segno del Toro. Il Giallo del collettivo Shingo Tamai, cialtrone poliedrico, dilettante eclettico, onnivoro relazionale, sempre in cerca di piaceri, di vezzi, di spunti e di guerre perse in partenza. L'idea di comparire in questi termini sulla rete è nata da un brainstorming con un amico, Leonardo Chiantini, qualunque fortuna possa avere il suo primo "quaderno di appunti" virtuale, è a lui che vanno i suoi ringraziamenti.
Benvenuti e buona lettura.
Ps. Aggiungetemi su Facebook e, con lo pseudonimo andrelebrogge, su Twitter

sabato 17 settembre 2011

Pineda sui Tubi. Ovvero Pineda e Marta sui Tubi live (15 settembre 2011)

- "Da vicino nessuno è normale"
- "... ma chi l'ha detto che le mucche fanno mu? 
Le mucche non fanno muuuuuu, fanno nnnn'gheee!"
Surrealmente tratto dal dialogo casuale 
tra la maglietta indossata da Mattia Boschi alsoundcheck 
e le rivelazioni di Umberto Giardini

Simone Sbarbati - Umberto Giardini
Meno male, meno male e infine meno male ancora, che all'evento mi ha accompagnato quel sant'uomo di Simone "Frizzi Frizzi" Sbarbati, non solo per l'indispensabile apparato grafico di cui si è fatto autore, ma soprattutto perché, diversamente, altro che concerto avrei visto; data la mia cialtroneria, infatti, sarei rimasto sotto il portone chiuso della sede invernale dell'Estragon... 
Comunque tutto è bene quel che finisce bene e dopo aver posteggiato la mia fedelissima bicicletta in un posto sicuro, che non racconto qual è sennò potrebbe cessare di esserlo in futuro, e dopo aver fatto il giro turistico sull'autobus 25, approdiamo al Parco Nord dove la Festa del PD (inteso come festa di partito e non come festa blasfema) è solo la copertura per quello che sulla mia personalissima carta è definito il concerto dell'anno: Pineda che aprono ai Marta sui Tubi a Bologna. Goal.
Simone Sbarbati - Floriano Bocchino
Non so se si è capito che stravedo per i cinque ragazzi, quindi qualora fosse ancora in dubbio, voglio rincuorarvi sull'esattezza delle vostre supposizioni; potrete immaginare, pertanto, la mia felicità nel saperli qui a mezzo passo da casa (leggasi checcazzo finalmente non faccio tre ore di treno per potervi gustare, sciagurati!), ma la presenza sul palco anche del progetto straordinario dei Pineda, fa sì che l'evento mi risulti come una specie di giorno di Natale prematuro.

Simone Sbarbati - Marco Maracas
Il primo tempo, che contiene anche la nostra (mia e di Simone) intromissione cattivikiana all'interno dell'incandescente padiglione 55 dedicato alla musica, le chiacchiere brevi, le birre (come si sa chi ben comincia è a metà dell'opera), i soundcheck dei rispettivi gruppi e la cena, si apre in realtà con i Pineda sul palco e io che voglio morire lì in quel momento mentre mi suonano come requiem dal vivo Give me some well-dressed reason, il quale brano definirlo stellare è darne un giudizio minimale. Ed è solo l'inizio. In una mezz'ora di musica i tre (Marco Marzo Maracas -chitarra-, Floriano Bocchino -piano rhodes-, e Umberto Giardini -batteria-), creano, manco fossero nel loro studio di registrazione le "Officine meccaniche", degli attacchi perfetti senza perdere un colpo e le loro sonorità mantengono la mirabile nitidezza, fascino e distorsione ritrovate nel disco; un precipuo connubio di surrealtà, che lascia incerti solo nel credere come sia possibile la realizzazione di una simile armonia tanto suggestiva. Ed è senza dubbio grazie a questa caratteristica, che il pubblico, normalmente distratto durante l'esibizione del gruppo d'apertura (o per lo meno in tal maniera, l'ho sistematicamente ritrovato io nelle mie esperienze), si fa sempre più attento e partecipe, e sempre più vicino al palco. Quando l'ultimo suono di Twelves universes prodotto dalla tastiera rhodes cessa, si sentono solo i meritatissimi applausi dei presenti, riscaldati a puntino tanto fisicamente quanto spiritualmente.


Simone Sbarbati - Carmelo "av' na testa quanto the lion" Pipitone
Con lo stesso silenzio con cui erano saliti, i tre Pineda si dileguano dietro le quinte, al loro posto ad aprire il secondo tempo sciamano a tutto palco i tecnici che con velocità ferraristica smontano ogni bene e rimontano per gli attesissimi Marta, i quali a un padiglione enorme e ormai surriscaldato dal caldo asfittico bolognese, rispondono con un tutto esaurito.
Simone Sbarbati - Mattia Boschi
Con Cristiana aprono e i Marta cominciano a fare quel che sanno fare da Dio, mettere in scena una delle loro memorabili performance, di quelle che lasciano volti soddisfatti nella gente e gole rauche l'indomani. Scovare tra il pubblico il tastierista dei Pineda durante l'esibizione dei Marta e vederlo cantare La Spesa è uno dei modi con cui voglio ricordare la straordinaria esperienza live di cui ogni volta questi ragazzi mi rendono partecipe.
Simone Sbarbati - Senz'asta si può cantar distesi!
Nemmeno la rottura dell'asta del microfono di Giovanni (appena comprata) e un suono che il luogo non rendeva esattamente equilibrato, hanno inficiato sulla loro assolutamente bellissima prestazione. 
Con Coincidenze e un ennesimo, quanto visibilmente sentito, "Grazie Bologna" è finito il lunghissimo concerto complessivo; poi con passo pavoneggiante, con la nostra faccia da schiaffi e il nostro braccialettino verde al polso ci siamo introdotti nel backstage, ma questa è un'altra storia...

Simone Sbarbati - Ivan Paolini
Grazie Pineda, grazie Marta e imboccallupo per tutto.
A presto e buon ascolto!


Simone Sbarbati - Grand finale

Ps. Tutte le foto sono proprietà di Simone Sbarbati, che potete ammirare qui, a cui vanno i miei ringraziamenti,  
N.b. Niente furbate, se le volete prendere, prima chiedetele. Grazie.
Pps. Comunque devo smettere di andare ai concerti, ché sto cominciando a bere un po' troppa birra.
Ppps. Il guinzaglio rosso, realizzato dalla simpaticissima Maria, ragazza calabrese conosciuta nel backstage, e appeso sul palco a fine concerto è stata una chicchina ganzerrima.
Pppps. Ringrazio Carmelo "Gentilezzafattapersona" Pipitone per tutte le "piccole" cose.
Ppppps. Ringrazio, infine (avevate paura di altri post scriptum, vero?), sentitamente Federico, non solo per la sua assoluta e gentilissima disponibilità, ma anche perché avendomi fatto trovare il buon Pischedda tra le Compact memories dell'evento, mi lascia la possibilità di testimoniare alla mia metà che non sono una brutta persona e anche di insegnarle il significato della parola ricatto... 
Federico Pini - Paolo Pischedda

6 commenti:

  1. Che seratona che mi sono persa... :(
    Ma ci sarà una prossima occasione!
    Complimenti per la recensione, come sempre un ottimo lavoro!

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  2. bravo compare! come sempre e ancor di più!

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  3. Ho appena letto la recensione dalla pagina dei grandi maestri! complimenti!

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  4. Giovanni ha rotto l'asta? ma come ha fatto?!
    Bella recensione

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  5. Letta tutta dun fiato!
    Bella,belli loro,i Pineda non li conosco ma li ascolterò presto,devono essere bravi per aver aperto un concerto dei Marta. Bella l'idea delle compact,quando sono andati a vederli io non c'erano, peccato.Ste

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  6. Ciao a tutti,
    grazie a voi per gli apprezzamenti!

    A presto
    A.

    Ps. (sì mi piacciono i post-scriptum) Giovanni ha rotto il treppiedi dell'asta sbatacchiandolo come fa sempre sul palco... stavolta gli ha detto picche! ^^

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Commentate, ché solo nello scambio c'è ricchezza per entrambi.

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