Forse non essenzialmente io, ma io

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Bologna (itinerante), Bo, Italy
Nato a Taranto il 6 maggio nel segno del Toro. Il Giallo del collettivo Shingo Tamai, cialtrone poliedrico, dilettante eclettico, onnivoro relazionale, sempre in cerca di piaceri, di vezzi, di spunti e di guerre perse in partenza. L'idea di comparire in questi termini sulla rete è nata da un brainstorming con un amico, Leonardo Chiantini, qualunque fortuna possa avere il suo primo "quaderno di appunti" virtuale, è a lui che vanno i suoi ringraziamenti.
Benvenuti e buona lettura.
Ps. Aggiungetemi su Facebook e, con lo pseudonimo andrelebrogge, su Twitter

domenica 11 settembre 2011

Giuseppe Tomasi di Lampedusa - Il Gattopardo

Titolo originale: Il Gattopardo
Autore: Giuseppe Tomasi di Lampedusa
Anno 1958 
Edizione: Feltrinelli editore 
Pagine: 254

"Perché tutto rimanga com'è bisogna che tutto cambi

Ci sono un discreto numero di buoni motivi per cui poter parlare di questo meraviglioso romanzo, dalle fortune postume (Elio Vittorini, che al tempo lavorava per conto dell'editore Einaudi, non volle pubblicarlo e solo dopo la morte di Tomasi grazie a Feltrinelli vide la luce della stampa), ma su tutti solo uno è quello veramente fondamentale, l'aver fatto il lettore di parti dell'opera collaborando con la Compagnia TenTeatro.
E proprio alla fine di questa tenzone semiteatrale, che si è chiusa ieri con la visione del film di Luchino Visconti (che devo ammettere, spero non bestemmiando troppo, mi ha impressionato molto meno del libro), ho pensato di scrivere delle brevi impressioni, su un romanzo che poco importa se non può essere considerato strettamente legato al filone "storico", resta una magnifica e appassionata dichiarazione di sofferente amore per la Sicilia, terra che a centocinquant'anni di distanza dall'unificazione d'Italia appare molto simile a quella riscontrabile in queste pagine.
Eccettuando quello posto su un ristrettissimo gruppo di personaggi (il Principe Salina, Tancredi, Padre Pirrone, e qualche altro), comunque tutti maschili, non è su loro che è posizionato l'occhio di bue dell'autore. La sapienza di Tomasi è tale, che nel Gattopardo è la mescolanza tra linguaggio, caratteri umani, eventi e luoghi a creare un elisir di elevatissima delicatezza letteraria e la sua attenzione è concentrata esattamente su questo connubio. L'ambiente e le persone che ne fanno parte sono un tutt'uno, tanto che l'uno risponde, in un modo che sembra quasi da interazione diretta, sempre agli stimoli dell'altro. Lo stesso Principe (che sembra in tutto e per tutto rappresentare l'autore all'interno dell'opera) in questo superbo monologo confonde, proprio per questo loro essere un tutt'uno, siciliani e Sicilia.

Leggerlo è un'esperienza fantastica, lo è ancora di più per la sofferente, rabbiosa e disarmante consapevolezza, che quella indolente ineluttabilità può avere il nome di Italia.
Buona lettura.

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