Forse non essenzialmente io, ma io

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Bologna (itinerante), Bo, Italy
Nato a Taranto il 6 maggio nel segno del Toro. Il Giallo del collettivo Shingo Tamai, cialtrone poliedrico, dilettante eclettico, onnivoro relazionale, sempre in cerca di piaceri, di vezzi, di spunti e di guerre perse in partenza. L'idea di comparire in questi termini sulla rete è nata da un brainstorming con un amico, Leonardo Chiantini, qualunque fortuna possa avere il suo primo "quaderno di appunti" virtuale, è a lui che vanno i suoi ringraziamenti.
Benvenuti e buona lettura.
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giovedì 27 dicembre 2012

Soundmagazine - Modern blossom - Beg for more


Riverbero, acqua glaciale di lago disintegrata e ricomposta nell’ingresso del tuffatore e inquietante indecifrabilità di una copertina in bianco – molto – e nero – poco – segata da una striscia viola.

Beg for more, opera prima del duo Modern Blossom, è un disco di quelli che finisce per ritornare in testa anche se tu e l’elettronica siete vicini come la pioggia e la voglia di farsi una passeggiata senza ombrello, con indosso un paio di scarpe scamosciate appena comprate, e lo fa con una ripetitività  presente in ognuno dei sette brani che compongono l’album e anche grazie a una peculiarissima quanto apprezzabile orecchiabilità. Tra l’altro scopro ora che nel press kit lo chiamano elettro pop e in effetti, sì, ci sta.
I testi anglofoni sono cantati da una voce maschile che risalta i toni cupi, ed è tutto perfettamente coerente, tutto combacia con la frammentazione delle linee di basso e l’irrigidimento algido e seduttivo insieme dell’armonia. Sette tracce tra le quali spicca di prepotente grazia, non Beg for more che dà il titolo all’album ed è ricco di incursioni wave, né la sfumata e ridondante Velvet Shulders, ma A common poetry, la prima del disco, un vero piccolo capolavoro, arricchito da un’intro strumentale che riassume in sé tutto quell’algoritmo di suoni spezzati e qualità che compongono il disco.

Beg for more, è un fotogramma di una una sala piena di persone irriconoscibilmente chiuse, ognuna nella propria individualità, in un sacco di plastica trasparente da coroner intente a ballare.
La morte è un attimo di perfetta sincronia.
Buon ascolto. 


Ps. Ringrazio Valentina e Soundmagazine per l'opportunità!

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