Forse non essenzialmente io, ma io

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Bologna (itinerante), Bo, Italy
Nato a Taranto il 6 maggio nel segno del Toro. Il Giallo del collettivo Shingo Tamai, cialtrone poliedrico, dilettante eclettico, onnivoro relazionale, sempre in cerca di piaceri, di vezzi, di spunti e di guerre perse in partenza. L'idea di comparire in questi termini sulla rete è nata da un brainstorming con un amico, Leonardo Chiantini, qualunque fortuna possa avere il suo primo "quaderno di appunti" virtuale, è a lui che vanno i suoi ringraziamenti.
Benvenuti e buona lettura.
Ps. Aggiungetemi su Facebook e, con lo pseudonimo andrelebrogge, su Twitter

martedì 18 dicembre 2012

Marco Malvaldi - La briscola in cinque

Autore: Marco Malvaldi
Titolo originale: La briscola in cinque
Anno 2007
Pagine: 163
Editore: Sellerio editore Palermo

Praticamente io ho scoperto Malvaldi una sera della scorsa tarda primavera, venne a Bologna per una presentazione a cui volevo partecipare, poi però non riuscii a incontrarlo e mi rimase nella cannozza, avete presente quando mangiate qualcosa di particolarmente stoppaccioso che vi resta lì è non va né su né giù? Così. M'era rimasto nel mezzo.
La briscola in cinque fu quindi una sorta di consolazione, tanto lo sapevo che sarei andato a cascare sul morbido e che avrei letto un buon libro, nel frattempo avevo cominciato a fare qualche domanda in giro e mi avevano riferito solo buone qualità. Adesso però mi trovo nella difficoltà di dovervi raccontare com'è questo libro e più ci penso più mi ingrumo. Ché per comprendere questo libro bisogna averla vissuta la schietta ghiozzaggine toscana, sennò si pensa che sia una burla, un modo di catturare l'attenzione, mica lo si capisce che son così per davvero o che un contatto prolungato con loro ti trasforma in una persona profondamente diversa, dalla lingua prolifica e colorata come la loro terra.

Il linguaggio di Malvaldi, la scelta dei personaggi e il modo in cui li relaziona sono il segreto vero della bellezza di questo libro, un giallo d'intrattenimento puro. Siamo in una zona balneare, un paesino vicino Livorno che viene turbato dall'omicidio di una ragazzina e il fulcro dell'intreccio si svolge negli ambienti del BarLume, che ha tutto il sapore di quei circolini di provincia, sempre più rari ormai, che non fanno concertini trendy o dj-set, né lectio magistralis, ma sono rimasti a raccontare gli anni che son trascorsi, con la bottiglia di Carpano sempre piena a metà sulla cristalliera e le sedie in legno che cigolano quando le sposti. I dialoghi sono spassosi, conviviali, quotidiani, companatico coerente e ben costruito a una trama che ha l'occhio di bue non proiettato sui meccanismi dell'indagine, ma sui personaggi che la popolano. Il tutto mentre la polizia è goffamente al lavoro ed è estate e ci sono mille motivazioni a intrecciarsi e verità nascoste e si arriva con un salto improvviso al finale. Ma anche il lettore più pignolo gliela perdonerà questa fretta narrativa, perché l'omicidio è solo una scusa, l'omaggio del BarLume al caffè appena bevuto senza sovrappiù
E' la fine di una storia che ormai che sapevate com'era andata dall'inizio, anche se il treno che dovrà riportarvi a casa è lì lì che sta fischiando per partire, proprio il finale non potevate perdervelo.
Buona lettura.

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