Forse non essenzialmente io, ma io

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Bologna (itinerante), Bo, Italy
Nato a Taranto il 6 maggio nel segno del Toro. Il Giallo del collettivo Shingo Tamai, cialtrone poliedrico, dilettante eclettico, onnivoro relazionale, sempre in cerca di piaceri, di vezzi, di spunti e di guerre perse in partenza. L'idea di comparire in questi termini sulla rete è nata da un brainstorming con un amico, Leonardo Chiantini, qualunque fortuna possa avere il suo primo "quaderno di appunti" virtuale, è a lui che vanno i suoi ringraziamenti.
Benvenuti e buona lettura.
Ps. Aggiungetemi su Facebook e, con lo pseudonimo andrelebrogge, su Twitter

martedì 4 dicembre 2012

Angelo Calvisi - Un mucchio di giorni così

Titolo originale:
Autore: Angelo Calvisi
Anno 2012
Edizione: Quarup
Pagine: 122


"... Agata invece mi parla dello scrittore genovese
 Matteo Galiazzo, che a suo parere è un genio.
Io faccio l'indignato e dico che Matteo Galiazzo
 è un minchione insopportabile.
 Certe volte a me basta un White Russian
 per diventare arroganteed essere colto dal disturbo oppositivo.
 Nei casi di disturbo oppositivo gli astanti restano imbarazzati, anche Agata che infatti ha cambiato discorso.
Dice che la piazza dove ci troviamo è veramente caratteristica
 e chiede se gli appartamenti sono cari.
 Le rispondo che sono carissimi
e intanto realizzo che fino a pochi istanti fa
 Matteo Galiazzo non sapevo neppure che esistesse. ..."

L'immaginarmi ad aprire un cassetto per tirarvi fuori e spulciare le foto di adolescenza/giovinezza, mi suscita sempre una miscellanea variegata di sensazioni. E l'idea del richiamo istantaneo offerto dalla foto che è subito tra le mie mani e sotto gli occhi, non è che un inizio, al quale si accosta il viaggio casuale del pensiero che si muove per associazioni, il cui fine è trasportarmi ben oltre i bordi di quel fermo immagine fisico. Manciate di secondi lunghi come intere storie scalene.

Questo è più o meno quel che accade in questo breve quanto intenso libro in cui si sciolgono danzando avanti e indietro e intrecciandosi continuamente cinque istanti di vita di cinque differenti anni, raccontati con la voce di Paolo, il protagonista malinconico e lisergico, piegato nei propri sentimenti oltre che velleità dal quotidiano in cui vive, che poi è anche il nostro. Storie che avvicinano sempre più il lettore a riconoscerle e sentirle a pelle in quel loro modo di esprimere un atteggiamento, o nel percepire le sensazioni, o in quelle definizioni attraverso cui il protagonsta del romanzo scioglie il reale. Tutto questo mentre respira in ogni pagina la città di Genova, mentre i quartieri nel corso degli anni trascorsi nel libro diventano altro e tutto vortica e la vita da presente diventa ricordo sbiadito o sopraffatto da quell'alterazione propria delle sovrapposizioni temporali.
Un mucchio di giorni così è un libro che, tra una partita di calcio, l'ultimo taglio di capelli della carriera di un barbiere, aggressioni violente, i giorni del G8, amori dal groppo in gola, l'inaugurazione di un grande store musicale della catena MEGASTORE alla presenza di Valeria Rossi e molto altro ancora, coercizza ogni attenzione, ogni simpatia e lo fa con una morbidezza suadente anche negli stridii che descrive, anche nelle scene più grottesche, più tese. La sua è la bellezza perfetta della naturalezza, che l'autore ottiene sottraendo alla scrittura ogni fronzolo, una semplicità accurata che tratteggia un personaggio e una storia per molti versi romantica. Immagini nitide, come quella del sentire le trecce di una lei che fu sul proprio petto mentre si fa l'amore, che ognuno di noi si porta addosso per sempre.
E la naturalezza, si sa, vince sempre, anche nella sconfitta.
Buona lettura!

Ps. Ringrazio la casa editrice Quarup, per avermi ancora una volta inviato un ottimo libro!

2 commenti:

Commentate, ché solo nello scambio c'è ricchezza per entrambi.

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