Forse non essenzialmente io, ma io

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Bologna (itinerante), Bo, Italy
Nato a Taranto il 6 maggio nel segno del Toro. Il Giallo del collettivo Shingo Tamai, cialtrone poliedrico, dilettante eclettico, onnivoro relazionale, sempre in cerca di piaceri, di vezzi, di spunti e di guerre perse in partenza. L'idea di comparire in questi termini sulla rete è nata da un brainstorming con un amico, Leonardo Chiantini, qualunque fortuna possa avere il suo primo "quaderno di appunti" virtuale, è a lui che vanno i suoi ringraziamenti.
Benvenuti e buona lettura.
Ps. Aggiungetemi su Facebook e, con lo pseudonimo andrelebrogge, su Twitter

domenica 16 dicembre 2012

Etnia Supersantos & Pablo Ciallella live (15 dicembre 2012)

Locandina di Gaetano Maiorano
"La Democrazia è una escort vestita da sposa,
è una bugia..."
Pablo Ciallella

Una t-shirt rossa con su una stampa nera e un materassino gonfiabile a forma di coccodrillo, troneggiano sul palco in penombra, già allestito e zeppo di cavi e strumenti musicali, post soundcheck appena illuminato dall'intermittenza dei riflessi di una strobo appesa in alto.
Non manca molto prima che nel calore della taverna del Chet's Club, si concluda la rassegna "Tutta roba pugliese", organizzata dall'etichetta indipendente La Fabbrica, con la doppietta Pablo Ciallella ed Etnia Supesantos. Diciamo quanto basta, perché immerso nelle atmosfere groove e funky del dj-set preserata con il mio pantalone, la mia cravatta blu e la mia acconciatura fungoide mi senta proiettato in un film anni Settanta, quantomeno il migliore degli ultimi cinque anni - dico il dj-set non il film.

Non faccio nemmeno in tempo a finire il mio viaggio, che sul palco arriva il personaggio spalla della serata armato di una chitarra elettrica, un timbro roco, graffiante e testi di giorni in scorrimento a metà tra la canzone e il racconto a voce alta. Pablo Ciallella fa della semplicità un'arma perfetta con la quale arriva dritto all'immaginazione di chi ascolta, strappandogli un sorriso o un pensiero dilettevole e senz'altro tutta la sua attenzione. Il cambio della guardia arriva con Si viaggia, reprise di una canzone che il cantautore aveva poco prima suonato in solitaria di chitarra e voce, riadattato insieme ai quattro quinti degli Etnia, che subito dopo ritornati al completo aprono il loro spettacolo con i suoni giamaicani de L'escursione sul Monte Sinai.  
Se la semplicità diretta è l'arma di Pablo, gli Etnia, come già costatai ascoltando il loro ultimo album, sorprendono per completezza armonica e per energia manifesta accompagnata nel live da una diffusa sensazione di divertentismo, quest'ultimo perfettamente espresso, tra le altre cose, dalla fisicità in danza di Bruno e, nei brevi momenti di non impegno strumentale, anche in quella degli altri componenti della band terronica. Eppure questo non basta a descrivere il benessere di vedere una folla di gente che, conoscente o meno i pezzi vecchi e nuovi del loro repertorio, è stata come posseduta dallo spirito dell'ola da stadio e, gradualmente riscaldata, si è fatta trascinare dalle note rocksteady, disco '70, groove, psichedeliche e pop suonate dai cinque ragazzi uniti dal pallone più entropico del creato. Un'ora e mezza di concerto che tra un Amore e un'Infetta, tra un Abominevole uomo delle fogne e una Cazzuola non cazzuola e la coverizzazione de L'ultima luna di Dalla e di El Diablo dei Litfiba, ha mandato tutti a nanna - o meglio ha spento le luci sul palco che a nanna son poi andati in pochi -, in pieno rispetto dello spirito natalizio, con una versione riarrangiata di Jingle bells seguita da una marcetta di Tu scendi dalle stelle versione karaoke, un omaggio al compleanno di una delle ragazze del pubblico.
Una serata che a chi non c'era non resta che riceverne i racconti, per tutti gli altri selezionare altro prodotto o ritirare il resto. Grazie e arrivederci!

Ps. Grazie a Nika per l'apparato diapositivico, che potete ammirare al completo cliccando sul suo nome.

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