Forse non essenzialmente io, ma io

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Bologna (itinerante), Bo, Italy
Nato a Taranto il 6 maggio nel segno del Toro. Il Giallo del collettivo Shingo Tamai, cialtrone poliedrico, dilettante eclettico, onnivoro relazionale, sempre in cerca di piaceri, di vezzi, di spunti e di guerre perse in partenza. L'idea di comparire in questi termini sulla rete è nata da un brainstorming con un amico, Leonardo Chiantini, qualunque fortuna possa avere il suo primo "quaderno di appunti" virtuale, è a lui che vanno i suoi ringraziamenti.
Benvenuti e buona lettura.
Ps. Aggiungetemi su Facebook e, con lo pseudonimo andrelebrogge, su Twitter

lunedì 30 aprile 2012

Incontro con l'autore - Federico Platania (27 Aprile 2012)

"Mi chiamo Alvise Mariani 
e sono il direttore marketing 
di una catena alberghiera. 
Ma è di Dafne Delirio  che voglio parlarvi. "
 
"Mi chiamo Gabriele Rossetti, 
lavoro come operatore 
nel centro prenotazioni 
di un grande ospedale di Roma 
e non voglio avere figli. 
A parte questo
credo di essere una persona normale."

E siamo a due su due, ché forse è vero è un po' presto per tirar su statistiche, ma comincia a venirmi in mente che quelli di Fernandel hanno la passione per le storie bislacche, attraversate anche nei momenti di pathos da una lettura sardonica o ironica della realtà. Insomma, il tardo pomeriggio di venerdì, l'ho trascorso alla libreria Feltrinelli di Piazza Galvani, quella che: "Tutti ci passano davanti, ma poi vanno a comprare alle Due Torri.", dove i mattacchioni di Fernandel avevano organizzato la presentazione del libro: Bambini esclusi di Federico Platania, accompagnato in questa data da due intervistatori mai visti né sentiti su queste pagine (come no!), Alberto Sebastiani, e Gianluca Morozzi, che prima o poi mi si presenteranno con un'ingiunzione del tribunale accusandomi di stalking.

sabato 28 aprile 2012

Iotatòla live (27 Aprile 2012)

"... Stai tranquillo anche se la fabbrica
sta pisciando nel Mediterraneo
sarebbe molto peggio se chiudesse."
Iotatòla - Giuralo Mario

Maremma impestata devo scegliere: o smetto di bere o divento un alcolista e smetto di sentire le campane di NotreDame, che così non si può continuare assolutamente. Un mal di testa ingovernabile da stamattina. 
Comunque con un po' di acciacchi e di ritardo eccoci qui, ché non è che io vada a vedere i concertini solo perché mi ci possa eventualmente divertire, eh no, troppo facile sarebbe. Poi a dirla tutta questo resoconto (non proprio questo questo, intendo uno simile) l'avrei già dovuto pubblicare da un pezzo.

giovedì 26 aprile 2012

Andy Violet - Il leghista omosessuale


Questa per me è l'unica famiglia:
Uomo e donna, seguendo la natura
La madre, il padre, un figlio ed una figlia
Come tramanda la nostra cultura.


Ora l'Unione Europea ci striglia
E chiede sia famiglia anche l'impura
Coppia di chi nel culo se lo piglia
E d'adeguarvi la legislatura.


Mi oppongo! Farò muro contro muro!
Un simile disegno no! Lo boccio!
Se ognuno fosse gay, quale futuro?


Eppure, quando salgo sul carroccio,
Con tutti i militanti che l'han duro,
Lo ammetto: pure io tento qualche approccio. 

Ps. Di lui avevo parlato già su queste pagine (precisamente qui), voi però potete trovare questo piacevolissimo poeta contemporaneo su queste pagine. Abbiatene cura.

mercoledì 25 aprile 2012

25 Aprile

Ricorda, o cittadino, questa data
E spiegala ai tuoi figli
E ai figli dei tuoi figli
Racconta loro
Come un popolo in rivolta
Si liberasse un giorno
Dall’oppressore
E narra loro
Le mille e mille gesta di quei prodi
Che sui monti, nei borghi e in ogni passo
Sbarrarono il passo all’invasore
Né ti scordar dei morti
Né ti scordar di raccontare
Cos’è stato il fascismo
E il nazismo
E la guerra
Ricorda le rovine, le stragi, la fame e la miseria
Lo scroscio delle bombe e il pianto delle madri
Ricordati di Buchenwald
Delle camere a gas, dei forni crematori
E tutto questo
Spiega ai tuoi figli
E ai figli dei tuoi figli
Non perché l’odio e la vendetta duri
Ma perché sappian quale immenso bene
Sia la libertà
E imparino ad amarla
E la conservino intatta
E la difendano sempre.

Lapide dell'ex-municipio di Scandicci

sabato 21 aprile 2012

Selacapo.net - Intervista ai Laser Geyser


Ieri nel mio girovagare per la rete ho trovato il video di uno scrittore romano che chiudendo la presentazione del suo ultimo libro con il motto “io me sono rotto anche un po’ er cazzo” nelle risate generali del pubblico presente ha buttato a terra il libro, estratto una pistola automatica e fatto fuoco due volte sull’opera cartacea, mutando in meno di un secondo le risate della gente in panico e urla diffuse.
Ecco, se dovessi pensare ai Laser Geyser non troverei altro paragone più preciso. Il suono di questo duo bolognese, JJ e Cangio (già ex-Laida Bologna crew), è infatti perfetto e immediato come l’esplosione di un colpo di pistola improvviso. Quando ho pensato a chi intervistare, nel random musicale è arrivata la loro Carchardan Carcarias, il ritrovarmi a scrivergli è stato un tutt’uno e il buon Cangio si è premurato di rispondermi.  

- Ciao ragazzi, la prima domanda per eccellenza che so di dovervi fare è: qual è il motivo del vostro nome e come nascono i Laser Geyser?

La paternità del nostro nome va attribuita ad un nostro caro amico, Michael Cohn, che da quasi una decina di anni conduce una vita solitaria ed appartata su quell'eremo di montagna che è Manhattan (http://twitter.com/#!/badmanshark). Ora come ora mi sfugge il momento della genesi, ma siamo con lui soliti intavolare conversazioni di un certo spessore, essendo tutti noi dei raffinati intellettuali: hai presente quel delirio non-sense che caratterizza le amicizie di lunga data, il vecchio adagio di cazzateatuttospiano
... continua qui.
Buona lettura!

venerdì 20 aprile 2012

Afterhours - Padania

"Padania è l'ultimo disco degli Afterhours.
La Padania non esiste.
L'ultimo disco degli Afterhours non esiste"
Sillogismo maccheronico

E quest'anno son tornati pure gli Afterhours. La mia fortuna (o magari è il segno principale del mio catastrofismo) è che non ho miti, questo mi mette almeno nella condizione di non trovarmi disorientato nell'osservare la desolazione dove un tempo tutto era rigoglioso e vispo nella sua originalità. 

martedì 17 aprile 2012

Incontro con l'autore Anna Melis (13 aprile 2012)

"Questo libro è un affresco"
Michela Murgia

Balente  - Nella comune accezione è un uomo particolarmente saggio e capace (valente) nel suo lavoro e pertanto rispettato dalla comunità,  per estensione è colui che reagisce agli abusi facendosi rispettare.

Seguendo i buoni propositi già presentati altrove, ho trascorso l'ultima parte del pomeriggio di venerdì alla libreria Melbookstore, di nuovo sì, assistendo alla presentazione del libro (tra i titoli finalisti al premio Calvino 2011) Da qui a cent'anni, edito da Frassinelli,  della scrittrice Anna Melis intervistata dallo scrittore molisano Alfredo Colitto.
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