Forse non essenzialmente io, ma io

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Bologna (itinerante), Bo, Italy
Nato a Taranto il 6 maggio nel segno del Toro. Il Giallo del collettivo Shingo Tamai, cialtrone poliedrico, dilettante eclettico, onnivoro relazionale, sempre in cerca di piaceri, di vezzi, di spunti e di guerre perse in partenza. L'idea di comparire in questi termini sulla rete è nata da un brainstorming con un amico, Leonardo Chiantini, qualunque fortuna possa avere il suo primo "quaderno di appunti" virtuale, è a lui che vanno i suoi ringraziamenti.
Benvenuti e buona lettura.
Ps. Aggiungetemi su Facebook e, con lo pseudonimo andrelebrogge, su Twitter

giovedì 31 maggio 2012

Max Brooks - World war Z. La Guerra Mondiale degli Zombi

Titolo originale:World War Z. An oral history of the Zombie War
Autore: Max Brooks
Anno 2007
Editore: Cooper storie
Pagine: 307

"I morti risorgeranno e i loro corpi saranno svegliati"
Apocalisse di Isaia 26,19

"Quindi la prossima volta che qualcuno prova a dirle che la vera perdita di questa guerra è stata la nostra "innocenza" o una parte della nostra "umanità", [sputa in acqua.] quello che è, amico. Vallo a raccontare alle balene"

Mentre stavo cominciando a scrivere forse l'aver ri-osservato la copertina mi ha fatto venire in mente: "This is the end, beautiful friend. This is the end, my only friend, the end", così sono andato sul tubo e ho messo i Doors. Che ci volete fare, il pensiero dell'Apocalisse è sempre suggestivo e sono sicuro che non serve essere nichilisti, per aver anche solo immaginato possibili scenari da fine del mondo e The End, va probabilmente bene per uno qualsiasi di quelli immaginati. 

sabato 26 maggio 2012

Selacapo.net - SMELL Festival 2012 - Tra letteratura e odorosi sensi. Ovvero incontro con Madame Paola Goretti

Perché si dice andare a naso?
Perché andare a naso significa
non avere dei filtri cognitivi troppo
marcati per mappare il territorio.
E allora vai a onde e se una cosa ti torna, vai.
P.Goretti

Non sempre si ha la fortuna, non solo lavorativa, ma proprio quotidiana, di incontrare persone che si affacciano al vivente con una sensibilità e una personalità talmente proprie da forgiare i contesti tutt'intorno. Diciamo che a volte premia il saper cercare, mescolato a quel pizzico di fortuna che non guasta mai. 
In questi giorni di SMELL - Terza edizione del Festival Internazionale dell'olfatto, sono riuscito a ritagliare un pomeriggio con una delle donne protagoniste di questo evento così tangibilmente vivace, l'umanista, Cinquecentista di formazione, storica del costume, saggista e scrittrice, Paola Goretti.
Non potendo partecipare alla sua presentazione di venerdì pomeriggio di una delle opere più accattivanti dell'autore Gianni Guadalupi, il Dizionario dei luoghi fantastici (scritto a quattro mani con Manguel Alberto, pubblicato originariamente nel 1982 e ristampato dall’Archinto nel 2010) ho chiesto a Madame Paola, madrina del Festival e ricamatrice dell'ambientazione suggestiva che vede incontrarsi, all'interno della programmazione, il mondo letterario con quello odoroso, la possibilità di scambiare quattro chiacchiere.
E mai come in questa occasione mi vien da pensare a quanto importanti siano le parole.


 ... l'intervista comincia qui.
Buona lettura.

lunedì 21 maggio 2012

L'alba dell'Indomani. Ovvero, aspettando lo SMELL

Aroma, emanazione, fragranza, profumo, aulenza, miasma, sentore, effluvio, puzzo, fetore, tanfo, graveolenza, maleolenza, afrore. 
Forse siamo al completo, o forse no, fatto sta che ognuna di queste parole si lega come sinonimo a odore, il che indica due cose in particolare: la prima che pur nella ricchezza offerta dal linguaggio, c'è nell'uso che se ne fa un impoverimento della forma; la seconda è che la parola odore, come la parola qualità, nel nostro vocabolario è semplicemente un contenitore neutro, cioè è priva di una connotazione negativa o positiva perché le contiene entrambe. 
A fare forse chiarezza o magari semplicemente a parafrasare il motto "abbiate naso", da domani al 27 maggio, Bologna, ma anche Ferrara, Modena e Rimini, ospiteranno le tappe-evento (quindi le tappento) della terza edizione dello Smell, il Festival Internazionale dell'Olfatto. Il sottotitolo di quest'anno è L'alba dell'indomani, che maturandosi nell'implicito "quale odore avrebbe secondo voi?" mi porta al motivo principale per cui son qui a scrivere questo post.

giovedì 17 maggio 2012

Charles Bukowski - Pulp. Una storia del XX secolo

Titolo originale: PULP
Autore: Henry Hank Chinaski (Charles Bukowski)
Anno 1996
Editore: Universale economica Feltrinelli
Pagine: 182

"Dedicato alla cattiva scrittura"
C.B.

"Quindi eccomi lì. Seduto ad ascoltare la pioggia.
Se fossi morto in quel momento nel mondo intero
non si sarebbe versata neppure una lacrima.
Non che lo desiderassi. Ma era strano.
Quanto solo poteva diventare un babbeo?
Ma il mondo era pieno di vecchi stronzi come me.
Che stavano seduti ad ascoltare la pioggia,
a chiedersi dove va a finire tutto quanto.
E' quando capisci che sei vecchio,
che sei seduto lì a chiederti dove va a finire
"

Non è che sia proprio impossibile scrivere come Bukowski, probabilmente basterebbe bere abbastanza da stordirsi senza diventare un geyser umano di succhi gastrici e pezzettoni. Problema diverso, invece, è avere le sue storie, i suoi processi creativi.

lunedì 14 maggio 2012

James Greer - Fallire

Titolo originale: The failure
Autore: James Greer
Anno 2012
Edizioni Quarup
Pagine 173
"... Guy Forget... fin da giovane 
sognava di arricchirsi velocemente, 
il che io credo sia il cuore del sogno americano.
Per gli americani che sono nati tali,
la frase "arricchirsi velocemente"
significa esattamente  quello che dice:
che improvvisamente e senza sforzo pioverà addosso
tanto denaro che potranno vivere
 nel lusso senza preoccupazioni... "
" - Se non rinunci potrei prendere
decisioni drastiche.
- Tutte le decisioni sono drastiche.
E' solo questione di tempismo.
- Non sei capace di prendere nulla
sul serio. Perché hai paura.
- Penso che sia vero. Ma non penso 
che abbia importanza.
- Perché?
- Perché non posso farci niente.

Prima che la Quarup mi inviasse il comunicato stampa di questo libro e me ne spedisse una copia cartacea, come fin troppo spesso mi accade, di James Greer non sapevo nulla, eccetto che il nome sarebbe potuto essere usato in qualcuno dei miei giochi di ruolo. Bello, mi piace proprio.

domenica 13 maggio 2012

William Thackeray - Le terribili avventure del Maggiore Gahagan

Titolo originale: The tremendous adventures of Major Gahagan
Autore: William Makepeace Thackeray
Anno 1993
Edizioni Passigli
Pagine 144
"... 
ARTOTROGO
Dunque: in Cilicia sono centocinquanta,
cento a Scitolatronia, trenta a
Sardi, Macedoni sessanta.
Quelli che tu hai liquidato in un solo giorno.
PIRGOPOLINICE
E la somma qual è?
ARTOTROGO
Settemila.
PIRGOPOLINICE
Sì, dev'essere così. I conti li tieni benissimo.
ARTOTROGO
E nota che non ci ho nulla di scritto,

tutto a memoria, io."
Plauto - Miles Gloriosus Atto I

Essendo March of the Guards to Finchley di William Hogart la copertina del libro in questione e non avendo trovato nient'altro che potesse andar bene, ho optato per questa scelta, mettere direttamente il quadro.

sabato 12 maggio 2012

Dichiaro di non crederci. Ovvero Tecnologia vai affa... in avaria.

A volte il silenzio è colpanza (vecchia citazione scolastica di un uomo, Mimmo Pagliara, che fa parte del mio ricchissimo bagaglio affettivo) nostra, a volte, forse più spesso, siamo vittime di circostanze fortuite. 
Insomma uno è lì che si sveglia al mattino proprio con la voglia ancestrale di usare internet per godersi la nuova, e tuttora non vista, puntata sottotitolata del Trono di Spade, quando trova il pc in stato di caricamento permanente di qualcosa. Qualcosa di non specificato, intendo. Optando per una scelta drastica si pigia il power, spegnendolo anche con una certa acrimonia. Finché... finché insomma alla ri-accensione il pc non comunica che il giorno dell'Apocalisse è giunto, l'hard disk non esiste e c'è solo una cosa da fare per salvarsi, ma lo scopriremo domani. No dico davvero, domani aprirò il pc. E probabilmente non c'è altro modo che chiamarlo, se non colpo di culo galattico, l'aver salvato su un hard disk esterno il salvabile. Adesso se vi state chiedendo con cosa io vi scriva, sappiate che è grazie a un amico coraggioso che mi ha messo in mano un minipiccì con "l'inaffondabile" Linux (che già in altre occasioni ho mandato a mignotte) come sistema operativo.

Comunque questo è il motivo del mio prolungato silenzio. C'è di buono che questa privazione, mi ha rimesso addosso una voglia di leggere encomiabile, tanto che ho consumato ben quattro libri in cinque giorni e direi che come media mi pare pure buona, tutto sommato. 
Godetevi 'sto sabato sera, io da domani ricomincio a spammare di brutto.
... che poi, a pensarci, non si poteva vivere di luddismo?
A presto e buona lettura.

Ps. Ah, a proposito nel frattempo siamo arrivati a 32...
Pps. Tengo a precisare che sono molto più bello di quel che sembro... o così si dice.

lunedì 7 maggio 2012

Frivolezza del giorno

"Sarebbe bella la Primavera, se i pioppi smettessero di fare i bukkake alle città"

venerdì 4 maggio 2012

Soundmagazine.it - En roco - Né uomini né ragazzi


Terribilmente statico
male in arnese a scrivere
mi trovo sempre disperato
quando ti vedo spoglia
Carta

Se si parla di armonia musicale il controcanto è sicuramente una delle pratiche che mi lascia sempre piacevolmente incantato (oggi andiamo per assonanze), diciamo quando ben eseguito naturalmente (oh ma certo monsieur Lapalisse si accomodi prego, che c’è posto). E questo disco è continuamente stato in grado di appagarmi, un bello schiaffo nei miei confronti da parte del pop, verso il quale il mio dileggio è frequente come la presenza dei formaggi nella mia dieta. Questo a testimoniare primo che io sia un gran consumatore di formaggi, quindi anche che c’è pop e pop e non è che tutta la produzione nostrana sul genere sia da non considerare, anzi.

martedì 1 maggio 2012

Howard Philip Lovercraft - Le montagne della follia

Titolo originale: At the Mountains of Madness
Autore: Howard Philip Lovecraft
Anno 2009 (1936)
Edizioni Grandi tascabili economici Newton & Compton
Pagine 153

"Quanto tempo aveva resistito la nuova città nelle caverne sottomarine? Si trovava forse ancora lì, come un cadavere di pietra in quell'eterna oscurità? Col tempo, le acque sotterranee si erano congelate? A quale sorte erano andate incontro le città sul fondo oceanico nel mondo esterno? Qualcuno degli Antichi era forse fuggito al nord prima dell'avvento della cappa di ghiaccio?"

Quando sentii parlare per la prima volta di questo romanzo, fu sul manuale di un gioco di ruolo ambientato proprio nelle atmosfere dei romanzi di H.P.L., ma descriveva tutt'altra vicenda, raccontava di un pullman in avaria, di un conducente che scendeva dal mezzo per controllare il guasto, che dopo l'accertamento si allontanava sulle montagne circostanti imbracciando il fucile senza più tornare. Non stava parlando di questo romanzo. Era semplicemente altro. 
In questo romanzo è la ricerca scientifica ad essere il mezzo che riporta in luce l'orrore dimenticato, quello che la storia della Terra nasconde in sé. L'Antartide poi, luogo in cui la vicenda è ambientata, è un mondo dentro il Mondo, con la sua impareggiabile temperatura, il senso infinito del suo essere un deserto di ghiaccio, l'inquietudine del suo silenzio bianco. L'Antartide è un posto che dire misterioso non è abbastanza, e anzi con tutte le sue curiosità (ad esempio quelle legate al Lago Vostok), colpisce nell'immaginario come pochi altri posti conosciuti. 
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