Forse non essenzialmente io, ma io

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Bologna (itinerante), Bo, Italy
Nato a Taranto il 6 maggio nel segno del Toro. Il Giallo del collettivo Shingo Tamai, cialtrone poliedrico, dilettante eclettico, onnivoro relazionale, sempre in cerca di piaceri, di vezzi, di spunti e di guerre perse in partenza. L'idea di comparire in questi termini sulla rete è nata da un brainstorming con un amico, Leonardo Chiantini, qualunque fortuna possa avere il suo primo "quaderno di appunti" virtuale, è a lui che vanno i suoi ringraziamenti.
Benvenuti e buona lettura.
Ps. Aggiungetemi su Facebook e, con lo pseudonimo andrelebrogge, su Twitter
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lunedì 7 luglio 2014

Avvenimento Estemporaneo. Lovecraft: The Dreamlands - DIY

Siamo sempre in attesa di qualcosa, ad esempio, io agogno che arrivi l'estate, quella vera dico, non necessariamente l'arsura che fai due passi e goccioli che nemmeno il pane inzuppato, mi basterebbe quella senza nuvole stronze a dirti di portare l'ombrello in tasca, che poi rischi anche figure barbine, rischi - tipo quelle de: "Hai un ombrello in tasca o sei contento di vedermi?"; ma se è per questo sono anche in attesa della trasposizione cinematografica delle Montagne della Follia - che so già, mi toccherà farlo registrare e farlo seppellire nella tomba dai miei discendenti.

domenica 4 novembre 2012

Alan Moore & Jacen Burrows - Neonomicon



Titolo originale: Neonomicon
Autore: Alan Moore - disegno Jacen Burrows
Anno 2012
Edizione: Bao publishing
Pagine: 174

“E’ la fine e il principio.
E’ sotto le acque, ora,
ma presto, tra pochi mesi,
sarà tra noi.
Fino ad allora, dorme.
E sogna.”

La grandezza di H.P.Lovecraft non è misurabile sulla base della sua scrittura, se fosse solo questo non sarebbe abbastanza grande. Ciò che lo rende impressionante è la sua veste orrorifico-onirica che copre tutto, una specie di “prima di me il diluvio”, piuttosto che il solito dopo di me. La sua potenza è aver creato un mondo popolato da incubi così perfettamente delineati da diventare leggenda, da diventare tutti i prossimi Babau. I Miti di Cthulhu sono la sua visionarietà nevrotica, surreale e spaventosa, la sua eredità.

martedì 1 maggio 2012

Howard Philip Lovercraft - Le montagne della follia

Titolo originale: At the Mountains of Madness
Autore: Howard Philip Lovecraft
Anno 2009 (1936)
Edizioni Grandi tascabili economici Newton & Compton
Pagine 153

"Quanto tempo aveva resistito la nuova città nelle caverne sottomarine? Si trovava forse ancora lì, come un cadavere di pietra in quell'eterna oscurità? Col tempo, le acque sotterranee si erano congelate? A quale sorte erano andate incontro le città sul fondo oceanico nel mondo esterno? Qualcuno degli Antichi era forse fuggito al nord prima dell'avvento della cappa di ghiaccio?"

Quando sentii parlare per la prima volta di questo romanzo, fu sul manuale di un gioco di ruolo ambientato proprio nelle atmosfere dei romanzi di H.P.L., ma descriveva tutt'altra vicenda, raccontava di un pullman in avaria, di un conducente che scendeva dal mezzo per controllare il guasto, che dopo l'accertamento si allontanava sulle montagne circostanti imbracciando il fucile senza più tornare. Non stava parlando di questo romanzo. Era semplicemente altro. 
In questo romanzo è la ricerca scientifica ad essere il mezzo che riporta in luce l'orrore dimenticato, quello che la storia della Terra nasconde in sé. L'Antartide poi, luogo in cui la vicenda è ambientata, è un mondo dentro il Mondo, con la sua impareggiabile temperatura, il senso infinito del suo essere un deserto di ghiaccio, l'inquietudine del suo silenzio bianco. L'Antartide è un posto che dire misterioso non è abbastanza, e anzi con tutte le sue curiosità (ad esempio quelle legate al Lago Vostok), colpisce nell'immaginario come pochi altri posti conosciuti. 

martedì 3 novembre 2009

Howard Philip Lovecraft - Il caso di Charles Dexter Ward

Titolo originale: The case of Charles Dexter Ward
Autore: Howard Philip Lovecraft
Anno 2007
Edizione: BUR scrittori contemporanei
Pagine: 202

Lovecraft, tra i padri della letteratura horror propriamente detta, è raramente annoverato tra i romanzieri ed in effetti, i suoi sono più spesso racconti che romanzi. Il caso di Charles Dexter Ward, anche per la finezza e la ricercatezza dello stile e della trama, però, appartiene meritoriamente alla categoria dei romanzi.
Non sono un appassionato di Lovecraft e non sarebbe la prima volta che lascio una recensione di libri che non hanno colpito favorevolmente la mia avidità di lettore; tuttavia, non posso far altro che esprimere un giudizio davvero più che positivo, di fronte a questo scritto così ben concepito, con caratteristiche orrorifiche così tanto appaganti.

La forza di questo romanzo lovecraftiano, si insinua soprattutto attraverso un linguaggio fluido che ritrae una storia continuamente ombreggiata, fin quasi a diventare completamente nera proprio nel momento in cui ci sarebbe più bisogno di luce. Una luce maestosa che illumini a giorno il manifestarsi dell'orrore puro.
Invece è proprio qui che la maestria dell'autore diventa maggiore. Gli umani devono sapere senza vedere, devono scoprire senza competere con l'orrore, salvo pagare un prezzo elevato per la loro curiosità e, come mostrano i protagonisti del libro, la morte non sempre è quello più alto.

Senza dubbio, uno dei migliori Lovecraft di sempre.

Buona lettura.
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