Forse non essenzialmente io, ma io

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Bologna (itinerante), Bo, Italy
Nato a Taranto il 6 maggio nel segno del Toro. Il Giallo del collettivo Shingo Tamai, cialtrone poliedrico, dilettante eclettico, onnivoro relazionale, sempre in cerca di piaceri, di vezzi, di spunti e di guerre perse in partenza. L'idea di comparire in questi termini sulla rete è nata da un brainstorming con un amico, Leonardo Chiantini, qualunque fortuna possa avere il suo primo "quaderno di appunti" virtuale, è a lui che vanno i suoi ringraziamenti.
Benvenuti e buona lettura.
Ps. Aggiungetemi su Facebook e, con lo pseudonimo andrelebrogge, su Twitter

venerdì 9 novembre 2012

Soundmagazine.it - Mimes of wine - Memories for the unseen


Non so se capita anche a voi di essere attratti prima ancora che dal progetto musicale, di cui del resto non sempre si sa nulla, dal suo nome. Memories for the unseen, ultimo album anglofono degli italianissimi Mimes of wine (Laura Loriga, Stefano Michelotti, Luca Guglielmino, Matteo Zucconi, Riccardo Frisari) più che essere stato scelto mi ha scelto, un’accoglienza casuale, o diciamo meglio personale, di richiami che mi ha spinto ad ascoltarlo e assorbirlo letteralmente a pelle.

Rapisce dalla prima rapidissima traccia Under the lid, grazie alle armonie avvolgenti della musicalità e del lirismo vocale di Laura Loriga, autrice dei dodici pezzi del disco e centro di questa paurosamente bella creazione artistica. Paurosamente perché negli acuti della di lei voce il cuore sussulta e ti lascia poi cullare dalle armonie musicali che su di lei si costruiscono, che intorno a lei sono intrecciate, come accade in Charade o in Silver steps. Dodici tracce, dodici storie di cose non dette e di coraggi ritrovati o tempi ritagliati per dirle, dodici vite in voci che tornano per riportare il passato al presente e, in questo rimembrare, sembra di essere parte di un viaggio onirico, di assistere alla danza in immagini di un proiettore che trasmette brevissimi cortometraggi in bianco e nero dove gli attori sono muti e le parole sono un racconto, non un dialogo. E’ un lavoro impressionante, dai contorni accesi ed evanescenti insieme, che mi ha lasciato di stucco ancor di più proprio per essermici imbattuto casualmente e vi colpirà con la sua perfezione tecnica, con i suoi testi che sembrano brevi poesie.
Non ho altre parole. Mi è veramente piaciuto. E’ bellissimo.
Buon ascolto.




Ps. Ringrazio Valentina e Soundmagazine per l'opportunità.

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