Forse non essenzialmente io, ma io

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Bologna (itinerante), Bo, Italy
Nato a Taranto il 6 maggio nel segno del Toro. Il Giallo del collettivo Shingo Tamai, cialtrone poliedrico, dilettante eclettico, onnivoro relazionale, sempre in cerca di piaceri, di vezzi, di spunti e di guerre perse in partenza. L'idea di comparire in questi termini sulla rete è nata da un brainstorming con un amico, Leonardo Chiantini, qualunque fortuna possa avere il suo primo "quaderno di appunti" virtuale, è a lui che vanno i suoi ringraziamenti.
Benvenuti e buona lettura.
Ps. Aggiungetemi su Facebook e, con lo pseudonimo andrelebrogge, su Twitter

martedì 13 novembre 2012

Robert Barr - La compagnia dei distratti

Titolo originale: The absent-minded coterie
Autore: Robert Barr
Anno 2003
Edizione: I bassotti - Polillo editore
Pagine: 58

Qual meraviglioso animaletto è il bassotto non avrei forse sufficienti parole, soprattutto il bassotto a pelo raso che si fa tendenzialmente archetipo della razza. Mio archetipo personale, intendo... Questo, benché io apprezzi molto di più ben altre stazze di cani, meno salottiere per intenderci. Ho notato, tra l'altro, che la sola presenza di un suo disegno o di una sua icona cattura anche più facilmente la mia attenzione, mi succede nel ritratto, nell'abbigliamento e anche con questa collana della Polillo editore non ho mancato di verificarlo, così, anche se non sono un appassionato del giallo o del poliziesco, non in particolare almeno, più che altro perché letto Poe, Doyle e Christie, e poi Simenon, il genere mi ha raccontato ampiamente quel che poteva, è da un po' che avevo voglia di imbattermi in una delle edizioni rosso scarlatte della casa editrice milanese. Il fatto poi che mi sia trovato Robert Barr con il suo La compagnia dei distratti è stata solo casualità. Talmente fortunosa, che per poter parlare di qualità editoriale, dovrò necessariamente abusare nuovamente della sorte e dell'edizioni in questione.

Eugène Valmont, che nell'intreccio collabora con Spenser Hale di Scotland Yard alla risoluzione di un caso che ha per protagonisti una banda di esperti falsari, è un damerino francese che vive a Londra, dotato di straordinario acume e senso logico e di sopraffino eloquio. Ha tendenze a stuzzicare continuamente la penuria di arguzia altrui e un'indole sufficientemente irritante da bastarne la metà. Ed è un peccato il non poter parlare della sua caratteristica principe, che poi lo contrappone a tutti i suoi celebri colleghi, difatti se ve ne parlassi rovinerei il finale.

La compagnia dei distratti si legge praticamente d'un fiato, mi son bastate con pause incluse le due ore e quarantacinque minuti del treno Bologna - Milano, e fino a poco prima della fine ho pensato di trovarmi di fronte a qualcosa di estremamente noioso. Invece a conti fatti e copertine chiuse mi sbagliavo. Certo non è uno di quei libri che ti salva una cena tra amici, che racconti con le parole che si inseguono e gli occhi strabuzzati, innescando una querelle sull'argomento. Ma resta una di quelle piccole perle del genere che possono essere raccontate con un semplice: "Hai mai letto Barr? Ecco, dagli un'occhiata!"
... e poi, diciamocelo, cinque euro e cinquanta centesimi, per passeggiare immersi nelle nebbie londinesi in compagnia di un francese arguto che metta in evidenza la stolidità da bulldog degli inglesi,  è un prezzo molto più che ragionevole.
Buona lettura.

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