Forse non essenzialmente io, ma io

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Bologna (itinerante), Bo, Italy
Nato a Taranto il 6 maggio nel segno del Toro. Il Giallo del collettivo Shingo Tamai, cialtrone poliedrico, dilettante eclettico, onnivoro relazionale, sempre in cerca di piaceri, di vezzi, di spunti e di guerre perse in partenza. L'idea di comparire in questi termini sulla rete è nata da un brainstorming con un amico, Leonardo Chiantini, qualunque fortuna possa avere il suo primo "quaderno di appunti" virtuale, è a lui che vanno i suoi ringraziamenti.
Benvenuti e buona lettura.
Ps. Aggiungetemi su Facebook e, con lo pseudonimo andrelebrogge, su Twitter

domenica 13 marzo 2011

Incontro con l'autore - Claudio Vergnani (12 marzo 2011)

"Che cos'è la Transilvania se non una campagna rumena?"

Come sempre più spesso piacevolmente accade, il Modo Infoshop diventa il luogo in cui i miei pomeriggi s'illuminano di divertimento. Quello di ieri prevedeva la presentazione del libro "Il 36° Giusto" di Claudio Vergnani edito da Gargoyle book, che mi ha anche dato l'occasione di rincontrare una mia vecchia, non troppo vecchia tutto sommato (aspettando che arrivi a decapitarmi con un'ascia), conoscenza, Jadel Andreetto del gruppo Kaizen; più in forma che mai dopo il suo viaggio in giro per l'altra metà americana (nord e sud) del mondo.

Il 36° Giusto è il secondo libro di una trilogia horror, cominciata con Il 18° vampiro, che verrà terminata da L'ora più buia, di prossima uscita. Il titolo è tratto da una leggenda della tradizione Ebraica; in questa si racconta che Dio stanco degli essere umani e delle loro nefandezze (e come gli si potrebbe dar torto) volesse distruggerli, ma che venga "redento" dal farlo, grazie alla presenza di 36 esseri umani (per ogni generazione), che con la loro bontà, lealtà e interezza, lo impietosiscono a tal punto da rimandare lo sterminio a data da destinarsi.

Vergnani, decide di ambientare, anche in questa seconda occasione, la vicenda nella nebbiosa e alienante pianura padana, ma assecondando una sua scelta molto coraggiosa, si allontana dalla struttura usata nel primo libro; difatti in questa seconda opera è con un intreccio di quattro "microracconti"che si avrà a che fare, i quali termineranno con un'apertura diretta al terzo e ultimo libro della storia.

Secondo l'autore, ma del resto è opinione comune, "... nella letteratura d'evasione paga sempre la ripetizione", perché quindi, ci si potrebbe chiedere, la scelta di modificare il taglio, vista l'ottima risposta data dal pubblico al libro d'esordio? 
La risposta, molto semplice anche se fin troppo spesso non perseguita dagli scrittori, è da ricercare nell'audacia di un autore che non ha voluto cristallizzare il suo stile e che ha voluto anzi ricercare nuove modalità di narrazione, intrecciando con ancora più verve, di quanto avesse  fatto in precedenza, le regole e le atmosfere appartenenti al genere horror con una grottesca ironia e una connessione, per quanto consentito dal sense of wonder offerto dai tratti del romanzo, alla realtà. 
Verosimiglianza, che tra l'altro, è facilmente riscontrabile negli stessi personaggi e nelle dinamiche di lotta tra poveri ed emarginati, in cui convergono inesorabilmente cacciatori e cacciati, messe in scena durante l'intera narrazione.

La saga di Vergnani ha tutte le carte in regola per entrare di diritto in un genere, quello horror, che non appartiene esattamente ai vampiri dalla vezzosità gagliarda o dalle storie d'amore improbabili, bensì in quell'orrorifico, quanto preoccupante, "vivono tra noi" esorcizzato dalla frase "siamo talmente nella merda che paradossalmente ci scappa da ridere" e qui la verosimiglianza ci sta tutta.
A presto e buona lettura.

1 commento:

  1. Bella recensione! Mi è praticamente venuta voglia di leggerla questa trilogia! Credevo si trattasse di amori impossibili! invece!
    ottimo lavoro!

    RispondiElimina

Commentate, ché solo nello scambio c'è ricchezza per entrambi.

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