Forse non essenzialmente io, ma io

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Bologna (itinerante), Bo, Italy
Nato a Taranto il 6 maggio nel segno del Toro. Il Giallo del collettivo Shingo Tamai, cialtrone poliedrico, dilettante eclettico, onnivoro relazionale, sempre in cerca di piaceri, di vezzi, di spunti e di guerre perse in partenza. L'idea di comparire in questi termini sulla rete è nata da un brainstorming con un amico, Leonardo Chiantini, qualunque fortuna possa avere il suo primo "quaderno di appunti" virtuale, è a lui che vanno i suoi ringraziamenti.
Benvenuti e buona lettura.
Ps. Aggiungetemi su Facebook e, con lo pseudonimo andrelebrogge, su Twitter

lunedì 21 marzo 2011

Soundmagazine.it - Cabeki - Il montaggio delle attrazioni

Immaginate di avere tra le mani il vostro ingiallito e polveroso album fotografico delle vacanze, quello in cui disordinatamente avete messo le fotografie più belle dei vostri viaggi. Immaginate di averlo ritrovato casualmente in mezzo a chissà a quali altre cianfrusaglie, magari quelle maracas arancioni a pois verdi comprate a Cancun, o quella maschera da kabuki giapponese con quelle strisce blu e rosse a contornare gli occhi cavi.
L'estasi di una scoperta inaspettata. Una ri-scoperta in questo caso, ma pur sempre estatica. 

Ho voluto aprire in questa maniera proustiana (per la quale a causa della mia cialtroneria, il legittimo proprietario del termine starà rigirandosi nella tomba), perché in questo suo "Il montaggio delle attrazioni" edito da Tannen records, il compositore veronese Andrea Faccioli,  attraverso il suo progetto strumentale Cabeki, ci lascia apprezzare in ogni brano le immagini sprigionate dalle sue eclettiche qualità artistiche, arricchite dall'uso di strumenti convenzionali, folk ed etnici, a meno convenzionali strumenti/giocattolo come Ukelin, Autoharp e Stylophone, saltando dal post rock al blues, dalla musica da camera all’elettronica minimale, viaggiando dalla morigeratezza western di "Nelle tasche rotte" all'energia elettronica di "Tokio New Orleans" (per citare due degli undici brani).

E se è vero che si prova un fitto senso di smarrimento in questo carosello di suoni, di rumori e di melodie, questo è solo dipendente dalla nostalgia; quella che proveremmo sfogliando quel meraviglioso arlecchino ingiallito contenenti le istantanee dei nostri viaggi, perdendoci per la meraviglia dei ricordi, un po' nostri e un po' di quelli che immagineremmo appartenenti agli inconsapevoli passanti, circoscritti loro malgrado, nel nostro ritrovato passato in miniatura.
Buon ascolto!

Ps. Ringrazio Valentina e Soundmagazine per l’opportunità.

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