Forse non essenzialmente io, ma io

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Nato a Taranto il 6 maggio nel segno del Toro. Il Giallo del collettivo Shingo Tamai, cialtrone poliedrico, dilettante eclettico, onnivoro relazionale, sempre in cerca di piaceri, di vezzi, di spunti e di guerre perse in partenza. L'idea di comparire in questi termini sulla rete è nata da un brainstorming con un amico, Leonardo Chiantini, qualunque fortuna possa avere il suo primo "quaderno di appunti" virtuale, è a lui che vanno i suoi ringraziamenti.
Benvenuti e buona lettura.
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lunedì 12 maggio 2014

AA. VV. - Dato il posto in cui ci troviamo

Titolo originale: Dato il posto in cui ci troviamo. Racconti dal carcere di Marassi
Autori: AA. VV. a cura di Claudio Bagnasco
Anno 2013
Edizione: Il canneto Editore
Pagine: 114 




"Ci sono momenti in cui mi chiedo: 
sono io il pazzo, o lo sono gli altri? 
L'unico motivo per cui non siamo tutti rinchiusi
 è che siamo in troppi. 
Viviamo basandoci su idee pazze riguardo all'amore, 
ai rapporti con gli altri, a tutto quanto. 
Sono giunto a credere che siamo pazzi a tal punto,
che se tutti sono d'accordo su qualcosa,
 quella cosa è sicuramente sbagliata."


Questa recensione comincia con una mail, la risposta all'aver ricevuto questo libro:
"Stavo per mettermi a scrivere una recensione per la webzine di musica con cui collaboro, quando la connessione internet è saltata. Sperando di non aver bisogno di alzarmi, ho occhieggiato cosa fare in attesa che il pc, come accade spesso, correggesse quanto di utile a riattivare internet.
Quindi: non potevo scrivere nessuna recensione, non potevo mandare mail, non potevo - vista l'ora - telefonare, non potevo guardare la tv, ché ho deciso di non averla nemmeno in casa. 
Il libro, dalla mattina in cui mi è arrivato, l'avevo tolto dalla busta in pluriball, l'avevo sfogliato, l'avevo posato sulla scrivania. Vedendolo e constatando che nel frangente non era avvenuto il miracolo dell'Immacolata Connessione, l'ho soppesato e ho cominciato a leggerlo.
Attualmente, ho letto fino all'ultima parola di "Queste persone". Sono rimasto inchiodato alla sedia impagliata della scrivania.
Se ti sta arrivando la mail è perché, per poterti dire cosa provo, mi hai costretto ad alzarmi e a riavviare il router..."
Ed è così che vi lascerà questo libro, inchiodati. 
Non è facile immaginarsi l'isolamento, il distacco dalla propria vita, l'obbligo di una vita a metà come espiazione di un torto commesso e giuridicamente punito, trovo anzi che sia più facile schermarsi dietro un giustizialismo spicciolo oppure dietro una benevolenza facilona, entrambi così tanto di moda. Invece questa raccolta di racconti, che in talune pagine diventano come una sorta di brevi interviste, riporta con i piedi per terra mostrando un mondo umano che a volte è cosciente dei motivi, altre volte no, a volte ancora prova odio e rancore, a volte agogna il perdono a prescindere, altre volte pensa che il suo posto non potrebbe essere in alcun altro posto che lì e solo il tempo semmai potrà parlare. 

Leggendo Dato il posto in cui ci troviamo, non vi ritroverete davanti a un bivio morale, né vi verrà chiesto di scegliere una via. 
Questo libro non è una direzione, è una richiesta di ascolto, perché nella vita si dovrebbe poter parlare di ciò che conta solo dopo aver ascoltato.
Buona lettura.

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