Forse non essenzialmente io, ma io

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Nato a Taranto il 6 maggio nel segno del Toro. Il Giallo del collettivo Shingo Tamai, cialtrone poliedrico, dilettante eclettico, onnivoro relazionale, sempre in cerca di piaceri, di vezzi, di spunti e di guerre perse in partenza. L'idea di comparire in questi termini sulla rete è nata da un brainstorming con un amico, Leonardo Chiantini, qualunque fortuna possa avere il suo primo "quaderno di appunti" virtuale, è a lui che vanno i suoi ringraziamenti.
Benvenuti e buona lettura.
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lunedì 21 ottobre 2013

Soundmagazine.it - Kutso - Decadendo (su un materasso sporco)

In campo musicale non ci sono scoperte migliori di quelle che si possono fare durante un live, i Kutso, per esempio, visti qualche settimana fa a Firenze all’incontro annuale del Keep On,  son stati decisamente una scoperta più che sensazionale – anzi rimpiango abbastanza di essermeli persi finora nel marasma di uscite indipendenti annuali - ho quindi smarmellato [cit.] le scatole a Valentina, che mi ha prontamente accontentato nella richiesta, sicché in un lampo mi son ritrovato per le mani Decandendo. Su un materasso sporco, opera prima di questa band romana.

Paragonando il disco al live la prima caratteristica degna di nota e anche quella più evidente, è che l’energia è dimezzata. Questi ragazzi, in tutti e quattro i loro reparti, sono bestie da palco, sono un’atomica musicale e questa verve esplosiva purtroppo, come molto spesso accade con i progetti più frenetici e istrionici, non arriva, del resto l’ascolto defice inevitabilmente di tutta quella componente creativa che invece si imprime immediatamente sulla retina e lascia di stucco.

Superata questa differenza, mi vorrei soffermare un istante sulla presenza di due anime in aperto e continuo contrasto: da un lato l’anima puramente rock, condotta fantasticamente da controtempi ritmici, partizioni musicali elettriche, talvolta piacevolmente distorte, come nella cover deandreiana della Canzone dell’amor perduto o in Questa società – quest’ultimo sicuramente tra i pezzi più belli che ho ascoltato nel 2013 – e da una voce dalla potenza di cannone che negli acuti assume un timbro vicinissimo a quello di Ivan Graziani, dall’altro lato un’anima pop – Marzia, Via dal Mondo -, emergente dai testi, che nella forma strizzano molto l’occhietto al pubblico e nelle trovate metriche assumono tratti più banali e apparentemente meno maniacalmente curati.

Decadendo, pur nell’offrire il fianco a qualche critica, a qualche mia critica intendo, esprime chiaramente la percezione di un reale grottesco, esasperato, a tratti demenziale, gestito artisticamente in un modo tale da risultare credibile e sempre in qualche modo coinvolgente, ben fatto e mai in nessun caso imbarazzante.
E’ un disco piacevole che nella sua mezz’ora  - o poco più – vola letteralmente sotto il naso di chi ascolta, lasciando con un certo sorriso compiacente.
Ah, stavo quasi per dimenticare una cosa essenziale, si scrive Kutso, ma si pronuncia cazzo.
Buon ascolto!


Ps. Ringrazio Valentina e Soundmagazine per l'opportunità!

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