Forse non essenzialmente io, ma io

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Bologna (itinerante), Bo, Italy
Nato a Taranto il 6 maggio nel segno del Toro. Il Giallo del collettivo Shingo Tamai, cialtrone poliedrico, dilettante eclettico, onnivoro relazionale, sempre in cerca di piaceri, di vezzi, di spunti e di guerre perse in partenza. L'idea di comparire in questi termini sulla rete è nata da un brainstorming con un amico, Leonardo Chiantini, qualunque fortuna possa avere il suo primo "quaderno di appunti" virtuale, è a lui che vanno i suoi ringraziamenti.
Benvenuti e buona lettura.
Ps. Aggiungetemi su Facebook e, con lo pseudonimo andrelebrogge, su Twitter

giovedì 17 ottobre 2013

Paolo Di Orazio e Vincenzo Perrone - Primi delitti

Titolo originale:
Autori: Paolo Di Orazio e Vincenzo Perrone. Disegni: Marco Soldi
Anno 2007
Edizione: 001 Edizioni
Pagine: 64
 

Non trattate male i bambini. Loro, prima o poi, crescono

Ricordo sempre i miei sogni e considero questa dote una singolare grazia ispiratrice, questo pur essendo il mio uno di quei casi, non so quanto rari, in cui la violenza quotidiana del mondo in cui siamo immersi attecchisce in essi con particolare alacrità. Faccio spesso, infatti, sogni di sangue e altrettanto spesso mi capita di avere sogni ricorrenti.


Di tutti questi notturni, ho però un ricordo distinto di solo tre sogni ricorrenti: il primo di quando avevo quattro anni, ebbe come protagonista una riproduzione - deformata nella sua mostruosità - della Gioconda che occupava la parete del pianerottolo tra la rampa di scale del pian terreno e quella del primo piano della villa in cui sono nato; una bandiera degli Iron Maiden, in cui un Eddy - mascotte del gruppo heavy metal – vestito da fante britannico e con in pugno l’Union Jack imperialista, interpretava il brano The trooper fu la causa del secondo orrore ricorrente; il terzo infine fu causato anche dall’incontro con le storie racchiuse in questo libro.

Era il 1991, quando un amico di mio fratello, impegnato com’era nel traslocare, venne a casa nostra portando con sé una ventina di riviste tenute alla meno peggio, con l’intenzione di regalarmele.  Abituato com’ero al Corriere dei Piccoli e a Il Giornalino, che per qualità non finirò mai di rimpiangere abbastanza, quel regalo assolutamente inaspettato aveva una doppia valenza, il primo era che un “adulto” – mio fratello e i suoi amici di quegli anni erano sempre più grandi di me di almeno sette anni – mi stava facendo un regalo da adulto, il secondo era che quelle riviste di fumetti, rappresentavano una specie di passaggio di testimone. Naturalmente la carica emotiva era solo mia, lui, che pure aveva avuto un pensiero gentile, praticamente voleva solo disfarsene senza buttarle. La maggior parte di esse aveva sul titolo la parola SPLATTER, qualcuna HORROR, io sapevo già allora molto bene cosa significassero anche se non avevo compiuto nemmeno undici anni.
Le divorai, in pochissimi giorni finii di leggerle tutte, alcune storie ebbi addirittura modo di rileggerle più di una volta e, come da copione, scioccarono talmente tanto la mia immaginazione di bambino da terrorizzarmi fino alle lacrime nel mezzo della notte. Alla terza notte consecutiva di risvegli improvvisi urlati, a nulla valsero i miei no, mia madre prese il malloppo e lo cestinò. Da oggetto da collezione futuro a carta da macero nel giro dei minuti sufficienti a raccogliere tutto, metterlo in una busta, aprire la porta di casa, scendere le scale del primo piano, guardare a sinistra e a destra, attraversare la strada, mettere il piede sulla leva del cassonetto, aprirlo e tirarci dentro il sacchetto pieno di fogli di carta colorati con su scritto Splatter e Horror. Adieu.
Ma solo fisicamente. 


Oltre al vago ricordo delle riviste, tra tutte quelle lette due storie in particolare mi rimasero impresse, una in cui un uomo deforme s’ingozzava di caramelle e una seconda in cui un gemello di tre, friggeva i genitori e segregava i fratelli. Quando ho visto il volto di Michael, il gemello di cui sopra, sulla copertina di un albo edito dalla 001 Edizioni, il presente ha vomitato così tanti ricordi che ho potuto solo dire alla mia compagna: “No, non ci credo. Questa è una delle cose più sinceramente raccapriccianti che io abbia mai letto”.
Primi delitti, è una raccolta di quattro storie a fumetti che, alla sua uscita, subì un’interrogazione parlamentare che aveva lo scopo di censurarne i contenuti e vi disgusterà, vi farà voltare lo sguardo per poi sbirciare lentamente la pagina, forse vi impressionerà e ne subirete gli effetti nei sogni, ma mentre lo leggete, è importante, tornate con gli occhi agli anni Ottanta.
Buona lettura.

Ps. Dalla regia mi dicono di farvi sapere che a Lucca Comics di quest’anno, quindi tra qualche giorno, esordirà la nuova edizione di Splatter proprio con la direzione di Paolo di Orazio e Paolo Altibrandi. 

Non so se esserne lieto o no, ho sempre paura che le riedizioni non riescano a entusiasmare quanto le prime uscite, presumibilmente per ovvie ragioni temporali, ma come coincidenza, quella di incontrare questa raccolta a pochi mesi dal ritorno di quei fumetti così parte della mia storia personale, non è per niente male. E comunque prendete e leggetene tutti.

1 commento:

Commentate, ché solo nello scambio c'è ricchezza per entrambi.

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