Forse non essenzialmente io, ma io

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Nato a Taranto il 6 maggio nel segno del Toro. Il Giallo del collettivo Shingo Tamai, cialtrone poliedrico, dilettante eclettico, onnivoro relazionale, sempre in cerca di piaceri, di vezzi, di spunti e di guerre perse in partenza. L'idea di comparire in questi termini sulla rete è nata da un brainstorming con un amico, Leonardo Chiantini, qualunque fortuna possa avere il suo primo "quaderno di appunti" virtuale, è a lui che vanno i suoi ringraziamenti.
Benvenuti e buona lettura.
Ps. Aggiungetemi su Facebook e, con lo pseudonimo andrelebrogge, su Twitter

giovedì 24 settembre 2009

Riflessioni su "Il deserto dei Tartari"

Titolo originale: Il deserto dei Tartari
Autore: Dino Buzzati
Anno 1945
Edizione: Oscar Mondadori classici moderni
Pagine: 202

Ci sono alcuni libri, ma forse dire "alcuni" è riduttivo, che capitano nei giusti momenti della vita, dove giusto non sottointende positività, ma solo temporalità.
Questo libro è stato questo per me.
Ho sempre saputo che "Il deserto dei Tartari" era un viaggio attraverso l'inquieta solitudine umana. Non è così, non solo almeno.
E' una critica a questa società prestampata, monoporzione, un manifesto contro la routine alienante che ci imprigiona ogni giorno di più, sorridendoci, disarmandoci, illudendoci. Illudendoci che domani qualcosa nella nostra vita in attesa cambierà.
Menzogna quotidiana, a cui finiamo tragicamente per credere.


Buona lettura.

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