Forse non essenzialmente io, ma io

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Bologna (itinerante), Bo, Italy
Nato a Taranto il 6 maggio nel segno del Toro. Il Giallo del collettivo Shingo Tamai, cialtrone poliedrico, dilettante eclettico, onnivoro relazionale, sempre in cerca di piaceri, di vezzi, di spunti e di guerre perse in partenza. L'idea di comparire in questi termini sulla rete è nata da un brainstorming con un amico, Leonardo Chiantini, qualunque fortuna possa avere il suo primo "quaderno di appunti" virtuale, è a lui che vanno i suoi ringraziamenti.
Benvenuti e buona lettura.
Ps. Aggiungetemi su Facebook e, con lo pseudonimo andrelebrogge, su Twitter

martedì 14 dicembre 2010

"De violenza". Ovvero:"Ma state giustificando la violenza davvero?"

"Ma state giustificando la violenza?"
Oggi, 14 dicembre, lo stato italiano nelle sue principali città sta vivendo vari momenti di "guerriglia" urbana (potremmo telegiornalisticamente dire, pochi facinorosi stanno bestializzandosi). 

Diciamo, che il motivo fondamentale di questo sommovimento urbano è che pare, che un numero non ben precisato di gente (vorrei poter esprimere con più premura che si tratta di una gran fetta di troppo silenziosi italioti), si senta satolla della gestione accapponante della Res Publica. Leggendo e intervenendo mi sono imbattuto in questa sorta di domanda retorica: "ma state giustificando la violenza davvero?"
Vorrei quindi rispondere con l'intenzione di fugar via qualche dubbio a riguardo.
Giustificare la violenza avrebbe lo stesso valore di giustificare la vita dei sassi.
Qui non si giustifica nulla. Si discute, semmai, sul significato del lemma violenza.
Quindi, cos'è violenza?

Violento è uno Stato che affama la cultura, impedendo, appena, che il presente sia vitale, e annientando totalmente il futuro.
Violento è uno Stato che fomenta i facinorosi, leggasi coglioni, la cui madre è sempre incinta (proprio come quella dei cretini, potrebbe trattarsi infatti di un secondo matrimonio), a scaricare la loro furia, in modo da poter giustificare la violenza, molto più grave, delle forze dell'ordine sulla folla. Molto più grave, perché il loro ruolo sarebbe quello di proteggere la cittadinanza, anche da se stessa, non di massacrarla lungo le strade.

Violento è uno stato democratico che fa compravendita dei voti come se gli individui fossero caramelle dal pizzicagnolo.
Violento è attaccare una camionetta, violento nei confronti dell'ignara quanto neutra camionetta, s'intende.
Violento è il rumore che produce la fodera di cuoio di un manganello o la plastica oscillante di un bastone da banderuola su una guancia, arrossando la pelle, escoriando l'epidermide, spaccando il dente retrostante.

Violenti sono i pugni, i bastoni, le pistole, ma marginalmente e inusitatamente meno, di qualunque frusciare assordante di banconote, passato di mano in mano. E' la stessa differenza che passa tra l'annichilimento  tragico e istantaneo di Hiroshima e l'affamare il popolo africano, cancellando ogni sua speranza in divenire. La differenza che passa tra una qualunque manifestazione di piazza finita in tragedia e l'avvicendamento quotidiano, sempre più buio, che stiamo vivendo in Italia.

Violento è dire: "ma state giustificando la violenza davvero?"; senza però comprendere quanta violenza silenziosa venga quotidianamente compiuta da ignoranza e grettezza, senza comprendere la terribile e indiscriminata contagiosità di quest'ultime.
Violento è il popolo italiano che non capirà mai nulla di diverso dall'adattarsi a qualunque cosa cercando il personale prima ancora del civico, che non capirà mai la differenza tra democrazia e oclocrazia.

Violento è non considerare i diritti una conquista da tenere ben stretta e non una sedia da cui pigramente amministrare i propri doveri.
A presto e buona lettura.

4 commenti:

  1. amen Broggi :(
    (Nadine)

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  2. Un contributo video alle parole di Andrea che condivido dall'inizio alla fine.
    Anche se questo post si sarebbe tranquillamente potuto chiamare "de ignorantia". E non parlo della cultura elitaria e accademica ma di quella del saper guardare, incontrare, sun-patire.
    E sembrano parole aliene oramai in questo medioevo della politica e della socialità.

    http://tv.repubblica.it/edizione/roma/dopo-l-assalto-la-polizia-ha-perso-la-testa/58294?video

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  3. Grazierrime per la vostra visita e per il contributo assolutamente accapponante.
    A presto.
    A.

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  4. Stanotte mi è apparso in sogno San Julian Assange, che mi ha fatto la segvente Ryvelazione: i blogger berlusconiani sono, in realtà, semplicemente dei troll! (per la definizione di troll vedi wikipedia, non confondere con quelli di ambientazione fantasy). Altrettanto dicasi per la vita reale: chi vota PDL (o come lo chiameranno alle prossime elezioni, visto che quel trademark [!] non possono più usarlo perchè comproprietà di Fini [che ha anche registrato il marchio (!) "il vero centrodestra"]) non lo fa perchè gli piaccia il sig. B., ma solo per far gyrare i colyoni agli altri!

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Commentate, ché solo nello scambio c'è ricchezza per entrambi.

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