Forse non essenzialmente io, ma io

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Bologna (itinerante), Bo, Italy
Nato a Taranto il 6 maggio nel segno del Toro. Il Giallo del collettivo Shingo Tamai, cialtrone poliedrico, dilettante eclettico, onnivoro relazionale, sempre in cerca di piaceri, di vezzi, di spunti e di guerre perse in partenza. L'idea di comparire in questi termini sulla rete è nata da un brainstorming con un amico, Leonardo Chiantini, qualunque fortuna possa avere il suo primo "quaderno di appunti" virtuale, è a lui che vanno i suoi ringraziamenti.
Benvenuti e buona lettura.
Ps. Aggiungetemi su Facebook e, con lo pseudonimo andrelebrogge, su Twitter

lunedì 27 dicembre 2010

Antonio Tabucchi - Sostiene Pereira

Titolo originale:
Autore: Antonio Tabucchi
Anno 1996
Edizione: Universale Economica Feltrinelli
Pagine:214

"...Il rapporto che caratterizza in modo più profondo e generale il senso del nostro essere è quello della vita con la morte, perché la limitazione della nostra esistenza mediante la morte è decisiva per la comprensione e la valutazione della vita."

Quando venerdì scorso mi ritrovai alla stazione di Bologna per prendere uno dei miei soliti regionali, mi resi conto che una delle cose più importanti l'avevo dimenticata.
"Cazzo, il libro!", ho pensato. 
Così, vista l'attesa che mi sarebbe toccata, ho cominciato a guardarmi in giro con la speranza di trovare qualcosa che potesse fare al caso mio, speravo nei fantomatici libri della Newton & Compton da un euro.
Davvero, ci ho provato, ho provato a cercare qualcosa che fosse più frivolo, ma quando mi son trovato di fronte questo titolo, mi son ricordato di Mastroianni e non ce l'ho fatta, m'ha rapito la nostalgia, per restare in tema la saudade

Non ricordo nulla di quel film meraviglioso, eccetto la malinconia tutta italiana dell'espressione di quel mostro sacro del nostro eccezionale cinema, che paraltro mi ha accompagnato durante l'intera breve lettura.

Siamo nell'agosto del 1938 a Lisbona in Portogallo. Il regime salazarista controlla pressocché totalmente la società portoghese. Il Dottor Pereira è il capo redattore della pagina culturale di un piccolo giornale portoghese apparentemente indipendente, il Lisboa. Pereira è un uomo stanco, troppo impegnato a ricordare la meraviglia di ciò che era la sua vita per accorgersi davvero di quanto sia diventata triste. La sua intelligenza è sterilizzata da ogni scoppiettio creativo, la sua visione civile oscurata dal male di vivere che si porta addosso da quando gli è morta la moglie. Il contatto con il giovane e appassionato Monteiro Rossi e con la sua fidanzata Marta, è il suo primo passo verso il cambiamento, definitivamente innescato dall'incontro con il Dottor Cardoso.

State leggendo un'opera magistrale. Dai contenuti così straordinarii da colpire anche i più stanchi di voi. E' un romanzo civile, il suono della campanella scolastica che segna la fine della ricreazione. Pereira stesso è un uomo qualunque troppo debole e impegnato nei propri affari, per comprendere che esiste davvero molto poco (se esiste) del proprio mondo privato che non venga toccato da tutto ciò che appartiene alla società in cui si vive. Lo percepisce con consapevolezza tardivamente, ma non tanto tardi da impedirgli di far qualcosa.

Non voglio lasciar giudizi, inutili, fuorvianti.

L'unico consiglio è di leggerlo.
Leggetelo non come fareste con la lista della spesa, ascoltate le parole che s'innescano nella vostra mente durante la lettura. Trovate della lettura che state facendo un impegno. Date peso alle parole. Anche allora il tutto vi scorrerà come acqua fresca. Perché nel mondo che vivete ci sentirete quel "puzzo del compromesso morale" che questa civiltà fa quotidianamente con il potere, connivendovi.

Emozionatevi. Aprite gli occhi. Forse lo sosterrebbe anche Pereira.
Buona lettura.

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