Forse non essenzialmente io, ma io

La mia foto
Bologna (itinerante), Bo, Italy
Nato a Taranto il 6 maggio nel segno del Toro. Il Giallo del collettivo Shingo Tamai, cialtrone poliedrico, dilettante eclettico, onnivoro relazionale, sempre in cerca di piaceri, di vezzi, di spunti e di guerre perse in partenza. L'idea di comparire in questi termini sulla rete è nata da un brainstorming con un amico, Leonardo Chiantini, qualunque fortuna possa avere il suo primo "quaderno di appunti" virtuale, è a lui che vanno i suoi ringraziamenti.
Benvenuti e buona lettura.
Ps. Aggiungetemi su Facebook e, con lo pseudonimo andrelebrogge, su Twitter

lunedì 17 giugno 2013

Soundmagazine.it - El Bastardo - Wood and steel

A ben cercare sul disco, che fisicamente non ho avuto il piacere di poter spulciare - MP3 rules - son certo che troverete scritto da qualche parte: "Non sparate sul musicista" e, al peggio, se non scritto sulla copertina o suo retro, lo ascolterete, in forma di sottinteso, nelle prime schitarrate accompagnate dall'armonica di There's a train you can't step out of,
prima traccia di Wood and steel, ultimo disco di El Bastardo, musicista tra i principali esponenti dell'attuale scena one man band italiana.
E' un'atmosfera dal singolare sapore western, quella che attraversa il disco, magari non una di quelle dalle linee  morriconiane, con le armonie ampie e le orchestrazioni sfumate, ok, ma pur sempre polverose e piene di uomini che masticano e sputano tabacco, vestiti con giacche di pelle marrone con le frange e robusti cappelli da cowboy a coprire gli occhi e a riparare dalla pioggia. E appena oltre le porte a spinta, immaginerete anche voi di vedere sullo sgabello vicino al bancone, il vecchio sciancato del saloon con una manciata di denti in bocca buttati a casaccio, urlare rauco e strascicato "cheeeee mi venga un colpo se quello non è il vecchio Sam".

Wood and steel, è una quarantina di minuti in cui risuonano nove tracce, comprese di due cover - Hit the road Jack di Ray Charles, The enterteiner di Scott Joplin - e cinque strumenti - chitarra acustica e resofonica, armonica, ukulele mandolino e kazoo -, è l'eco del ricordo di un mondo semplice, ma non meno duro o peculiare, è l'espressione di una musica senza troppi fronzoli non tanto di moda o in tono con i tempi, ma sempre apprezzabile.
Buon ascolto.

Ps. Ringrazio Valentina e Soundmagazine per l'opportunità! 
Pps. Se qualcuno sapesse indicarmi un link da cui poter condividere in forma di embedd qualcosa del disco, avrebbe la mia gratitudine.

Nessun commento:

Posta un commento

Commentate, ché solo nello scambio c'è ricchezza per entrambi.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...
Si è verificato un errore nel gadget