Forse non essenzialmente io, ma io

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Nato a Taranto il 6 maggio nel segno del Toro. Il Giallo del collettivo Shingo Tamai, cialtrone poliedrico, dilettante eclettico, onnivoro relazionale, sempre in cerca di piaceri, di vezzi, di spunti e di guerre perse in partenza. L'idea di comparire in questi termini sulla rete è nata da un brainstorming con un amico, Leonardo Chiantini, qualunque fortuna possa avere il suo primo "quaderno di appunti" virtuale, è a lui che vanno i suoi ringraziamenti.
Benvenuti e buona lettura.
Ps. Aggiungetemi su Facebook e, con lo pseudonimo andrelebrogge, su Twitter

domenica 3 ottobre 2010

Valerio Aiolli - Fuori tempo

Titolo originale:
Autore: Valerio Aiolli
Anno 2004
Edizione: Sintonie Rizzoli
Pagine: 247


"La felicità non è mai fuori tempo"
Questo è il motto con cui l'autore, Valerio Aiolli, avviluppa in quarta di copertina il suo libro. Ed effettivamente è questo il leitmotiv della storia.

Protagonisti dell'intreccio sono Carlo Del Pozzo, professore universitario, ed Emma Fabiani, professoressa di liceo, entrambi prossimi alla pensione e con una situazione famigliare che pur nella sua normalità è continuamente sottoposta a equilibrio precario. "Storie di tutti i giorni", come le chiamerebbe Riccardo Fogli. La storia d'amore che nasce tra i due, raccontata dalla rispettiva voce/emotività di entrambi, è intervallata dalla voce/emotività dei loro famigliari co-protagonisti ed è questo escamotage narrativo, cioè quello di dare ad ogni personaggio il ruolo di voce narrante, di parti ora brevi, ora più lunghe, del romanzo, a celare l'inghippo. Infatti, benché tutti riescano a ritagliarsi la loro personale identità, gli intermezzi, nell'economia del romanzo, son privi di reale importanza, ancor di più per il fatto che risultano privi di una vera e propria conclusione.

Devo ammettere che non sono un amante dei romanzi sentimentali e non posso dire che Aiolli mi abbia sorpreso o catturato, questo nonostante la sua prosa, anche a volte un po' troppo barocca, ma assolutamente liscia e scorrevole. Ciononostante, alla fine di questa lettura mi son sentito avvolgere da una leggera veste di malinconia, la stessa, e non so dir perché, che avverto quando osservo quei quadri che hanno come soggetto il fronte dei palazzi; per intenderci, quelli in cui si intravedono finestre illuminate, qualche gatto sopra il tetto, qualche apparizione istantanea di uomini e donne intenti nelle loro quotidiane vite, tipiche soprattutto dell'illustrazione della mia infanzia.

Non so cosa ognuno di voi ricerchi in un romanzo sentimentale, ma se è il vento caldo e pensoso della malinconia, allora, questo
fuori tempo, vi piacerà.
Buona lettura.


Ps. L'illustrazione (che non è esattamente quella che avevo in mente, ma rende l'idea) è dell'illustratore Max Dalton.

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