Forse non essenzialmente io, ma io

La mia foto
Bologna (itinerante), Bo, Italy
Nato a Taranto il 6 maggio nel segno del Toro. Il Giallo del collettivo Shingo Tamai, cialtrone poliedrico, dilettante eclettico, onnivoro relazionale, sempre in cerca di piaceri, di vezzi, di spunti e di guerre perse in partenza. L'idea di comparire in questi termini sulla rete è nata da un brainstorming con un amico, Leonardo Chiantini, qualunque fortuna possa avere il suo primo "quaderno di appunti" virtuale, è a lui che vanno i suoi ringraziamenti.
Benvenuti e buona lettura.
Ps. Aggiungetemi su Facebook e, con lo pseudonimo andrelebrogge, su Twitter

lunedì 25 novembre 2013

Soundmagazine.it - Massimo Volume - Aspettando i barbari

La parola barbaro non nasce come simbolo di tutto ciò che è selvatico e pericoloso, è, invece, un’onomatopea inventata dai Greci, che indicavano nella ripetizione bisillabica bar-bar i popoli non ellenofoni, letteralmente i balbuzienti. È col tempo, invece, che si evolve fino ad arrivare a noi e ad assumere il quotidiano significato negativo.

Una lettura stratificata, questa del percorso compiuto dalla parola nel corso degli anni, che perfettamente si adagia sull’ultima fatica dei Massimo volume, Aspettando i barbari, per certi versi detentrice della stessa ambiguità: da un lato mostrando due o più mondi che non parlano più o non hanno mai parlato lo stesso linguaggio e dall’altro delineando un collasso prossimo, minacciato dall’interno e dall’esterno, proprio come se fosse circondato e popolato da barbari, forse ancora lontani o magari già minacciosi per la presenza ravvicinata, ma assopiti.
E, ancora, lo fa nella copertina del disco, opera di Ryan Mendoza, dove una giovane donna è abbandonata completamente tra le braccia di un’altra e negli occhi spalancati di questa seconda si concentra l’inquietudine del non sapere se la sta rincuorando/sorreggendo, se la sta proteggendo da qualcosa – forse da noi osservatori del quadro – o semplicemente se una terza cosa, non ancora visibile allo spettatore, ne ha catturato improvvisamente l’attenzione interrompendo il suo socchiuder gli occhi nell’abbandono dell’altra.

Un’ambiguità che, infine, ha colto anche me, perché potrei scrivere due recensioni del disco diametralmente opposte.
Una prima, in cui sottolineo l’emotività cupa dei testi, apparentemente chiarissimi nella forma e nella sostanza, zeppi di citazioni e di spunti sui quali indagare e la voce temprata, ruvida, di Emidio Clementi a far da corollario a un post rock dalle linee ritmiche minimali, ridondanti, frammentate in elettrici pulviscoli sonori noise. Un suono denso, scuro, che stordisce, che tiene incollati fino all’ultima, cadenzata nota.
Una seconda, quindi, in cui mi chiedo come posso accettare da una scrittura così matura in grado di pensare, elaborare e produrre con potenza istantanea simili testi: “Vince chi resiste alla nausea, chi perde meno, chi non ha da perdere” – Dio delle zecche – “Ora che la sera accorcia le ombre noi ci ritiriamo. E di fronte allo specchio come spose ci acconciamo. In onore dei barbari.” – Aspettando i barbari - o un brano bellissimo come La cena; una canzone banale, poeticamente avvilente nel testo, senza alcun significato se non quello di andare a cercare chi sia su Wikipedia, come Vic Cesnutt o, peggio ancora, Il nemico avanza, nel suo raccontare vago e solo accennato, con elenchi da per sentito dire e semicitazioni di Giap, la brutalità della guerra.

E così me ne resto sospeso, da un lato apprezzando l’ultima fatica, a tre anni di distanza dalla precedente, di questo gruppo che per diritto è parte della storia della musica italiana, dall’altro restando incredulo di fronte a un tale sperpero cosciente di bellezza.
Aspettando i barbari, racconta di un Tardo Impero, da intendersi come accennavo inizialmente sull’orlo dell’abisso e, parafrasando la strizzata d’occhietto al pubblico urlata in Dymaxion song, "VI PIACCIA O NO", siamo tutti ad aspettare i barbari e, per qualcuno, quei barbari siamo noi. 


Ps. Ringrazio Valentina e Soundmagazine per l'opportunità.

Nessun commento:

Posta un commento

Commentate, ché solo nello scambio c'è ricchezza per entrambi.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...
Si è verificato un errore nel gadget