Forse non essenzialmente io, ma io

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Bologna (itinerante), Bo, Italy
Nato a Taranto il 6 maggio nel segno del Toro. Il Giallo del collettivo Shingo Tamai, cialtrone poliedrico, dilettante eclettico, onnivoro relazionale, sempre in cerca di piaceri, di vezzi, di spunti e di guerre perse in partenza. L'idea di comparire in questi termini sulla rete è nata da un brainstorming con un amico, Leonardo Chiantini, qualunque fortuna possa avere il suo primo "quaderno di appunti" virtuale, è a lui che vanno i suoi ringraziamenti.
Benvenuti e buona lettura.
Ps. Aggiungetemi su Facebook e, con lo pseudonimo andrelebrogge, su Twitter

lunedì 19 aprile 2010

Chuck Palahniuk - Rabbia

Titolo originale: Rant
Autore: Chuck Palahniuk
Anno 2007
Edizione: Piccola Biblioteca Oscar Mondadori
Pagine: 355

Mi trovo a dover parlare di un libro come questo e il mondo delle idee, in cui latito, mi appare confuso. D'altro canto, con un autore come Palahniuk la situazione non potrebbe essere molto diversa...
Partiamo dall'inizio... più o meno.

Rabbia è un libro non immediatamente classificabile, appartenente al genere horror, thriller, drammatico e, considerando l'ambientazione e la speculazione narrativa spazio-tempo, anche fantascientifico. Ad ogni modo cercherò di non lasciare troppi spoiler, per cui seguitemi senza fare domande, almeno fino a quando non avrete letto il libro.

Il protagonista assoluto è Buster "Rant" Casey, uno dei peggiori criminali della storia dell'umanità e insieme, a seconda dei punti di vista, uno dei più grandi miti generazionali; la voce del quale, più che giungere in prima persona, arriva attraverso i personaggi di questa storia, surreali, normalmente depravati e polifonici. Si tratta infatti di un romanzo che tratteggia lo stile del racconto biografico orale, in cui tutto viene narrato attraverso varie testimonianze, e si direbbe, retoricamente, che appare assai singolare quanta gente sia in grado di parlar di te dopo che sei morto.
Sarete proiettati dunque in un mondo alternativo, in cui esistono diurni e notturni separati da una campanella, la quale, una volta suonata, da il via ad un mondo rispettivamente banale o impazzito, in cui avere la rabbia rappresenta la peggiore delle sciagure o una delle mode per cui vendersi l'anima e, infine, l'ultimo sballo del momento sono i Party Crusching, serate a tema in cui si gioca una specie di autoscontro urbano a dir poco vivace.

Il tratto è quello solito di Palahniuk, duro, crudo, e, se mi vien permesso, benché catturante, sia per trovata scrittoria che per linguaggio usato (arriverete a fine libro e vi chiederete: "Com'è possibile che ho letto così velocemente 355 pagine?"), anche la scelta del finale è tipica di Palahniuk. Per lo meno per me, lettore di Fight club e Invisible monster.
E' vero, sto restando un po' sul vago, ma ammetto che si tratta di un libro piuttosto complesso da raccontare senza mettervi di fronte l'unica vera cosa, salvo che non siate amanti assoluti dello scrittore, che vi terrà incollati fino all'ultima pagina, la storia. E, vi assicuro, non è sul Party Crusching che vi ritroverete, per così dire, scimmiati.
Non me la sento di negativizzare. Vorrei, ma sarebbe un giudizio affrettato e, tutto sommato, niente affatto veritiero. Facciamo che lo leggete e poi se volete se ne parla.

Adesso ritorno a perplimermi, anche se dalla Crusca l'uso di questo modo verbale non è particolarmente apprezzato...
Buona lettura.

2 commenti:

  1. Ho letto Fight Club di Palahniuk ed è stato davvero illuminante. Rabbia o Ninna Nanna sarà il mio prossimo. Grazie per la recensione!

    RispondiElimina
  2. Ciao,
    innanzi tutto grazie della pazienza della tua lettura e grazie per essere diventato un Peripatetico di Lettere e Giorni!
    Fight Club è un libro decisamente potente sia nel messaggio, sia nella forma accattivante con cui viene espresso.
    In generale però ho trovato Palahniuk, molto più pop di quanto dovrebbe essere e soprattutto un po' troppo ripetitivo soprattutto negli escamotage narrativi.
    A presto buona lettura e grazie a te!
    A.

    Ps. Un autore, decisamente diverso da Palahniuk, che ti consiglio è McGrath. Qui puoi trovare la recensione al suo "Grottesco"!

    RispondiElimina

Commentate, ché solo nello scambio c'è ricchezza per entrambi.

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