Forse non essenzialmente io, ma io

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Bologna (itinerante), Bo, Italy
Nato a Taranto il 6 maggio nel segno del Toro. Il Giallo del collettivo Shingo Tamai, cialtrone poliedrico, dilettante eclettico, onnivoro relazionale, sempre in cerca di piaceri, di vezzi, di spunti e di guerre perse in partenza. L'idea di comparire in questi termini sulla rete è nata da un brainstorming con un amico, Leonardo Chiantini, qualunque fortuna possa avere il suo primo "quaderno di appunti" virtuale, è a lui che vanno i suoi ringraziamenti.
Benvenuti e buona lettura.
Ps. Aggiungetemi su Facebook e, con lo pseudonimo andrelebrogge, su Twitter

lunedì 1 febbraio 2010

William Seward Burroughs - Il pasto nudo

Titolo originale: Naked lunch
Autore: William Seward Burroughs
Anno 1959
Edizione: Gli Adelphi
Pagine: 272

Potrei cominciare, nel parlare di questo libro, citando l'omonimo film di Cronenberg del 1991 e chissà quali altri tra autori, artisti e musicisti, si siano ispirati alla sua opera. L'unico problema è che la mia conoscenza, si ferma esattamente con la consapevolezza della loro esistenza, senza coincidere con la conoscenza dei loro rispettivi prodotti "surrogati".
Detto questo, il Pasto nudo è un viaggio. Innanzi tutto nei meandri profondi e tutto sommato non troppo conosciuti dell'omosessualità, ma naturalmente non solo.
E' piuttosto complesso stare al passo con la convulsa, frammentata, narrazione di questo libro. Trovo, però, che il viaggio identifichi eccellentemente l'opera finita per due essenziali ragioni: la prima è il fondamento stesso della trama, un fluire di pensieri, anzi meglio un insieme di istantanee fotografiche, legate solo dal fluire limpido (meglio metterlo tra virgolette) dei pensieri; la seconda è che la scena spaziale è talmente ampia, che solo la parola "viaggio" è in grado di comprenderla e spiegarla totalmente.

Quel che fa Borroughs, è raccontare senza schemi, nè coerenza o reale fluidità narrativa, una storia di una mente allucinata, stordita, da varie sostanze psicotrope (di cui un elenco viene fornito, con tanto di catalogazione narrativa dell'autore, a fine libro), e delineare, attraverso essa, le immagini brevi e pittoresche, che compongono il suo alterato stato intellettivo.

Un lavoro, questo, privo di morale e di qualunque moralismo di sorta, pulsante d'ingegno e patologica, depravata, visionaria, creatività.
Buona lettura.

4 commenti:

  1. io lo reputo uno dei capolavori della beat generation.

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  2. Non sono un grande esperto di beat generation, la quale, ti dirò, ho il sentore che mi stia vagamente sul cazzo.
    Ad ogni modo Il pasto nudo è sconvolgente.
    E' un'arma batteriologica endovenosa.
    E capolavoro è la parola più perfetta per descrivere quest'opera.
    A presto.
    Andrea

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  3. beh, può stare sul cazzo ma credo sia stato uno dei passaggi fondamentali per la cultura pop americana.
    il pasto nudo è una follia (positiva) ma devo dirti che anche I sotterranei non è niente male

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  4. Cercherò! ^^
    Quanto alla considerazione sulla beat hai indiscutibilmente ragione. Infatti è probabile che sia per la parola pop che li ho sul cazzo...
    Ma sono mie tribolazioni, nulla da obiettare!

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Commentate, ché solo nello scambio c'è ricchezza per entrambi.

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