Forse non essenzialmente io, ma io

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Nato a Taranto il 6 maggio nel segno del Toro. Il Giallo del collettivo Shingo Tamai, cialtrone poliedrico, dilettante eclettico, onnivoro relazionale, sempre in cerca di piaceri, di vezzi, di spunti e di guerre perse in partenza. L'idea di comparire in questi termini sulla rete è nata da un brainstorming con un amico, Leonardo Chiantini, qualunque fortuna possa avere il suo primo "quaderno di appunti" virtuale, è a lui che vanno i suoi ringraziamenti.
Benvenuti e buona lettura.
Ps. Aggiungetemi su Facebook e, con lo pseudonimo andrelebrogge, su Twitter

venerdì 17 aprile 2015

Soundmagazine.it - Umberto Maria Giardini - Protestantesima



La bellezza dei neologismi è insita nel loro creare  istantaneamente descrizioni, piccole fotografie mentali non necessariamente univoche o uguali per tutti, ma caratterizzate tutte da questo esercizio teso a richiamare qualcosa, a riportare ad altro, guadagnandoci in forza espressiva.
Protestantesima è una di queste parole, un femminile inesistente che esplode sia per rimando al significato storico, quello al maschile, sia per il significante, che sembra gridare orgogliosamente il suo essere contro.
Così si presenta il terzo lavoro, - dopo La dieta dell’Imperatrice e Ognuno di noi è un po’ Anticristo - di Umberto Maria Giardini, con un titolo impetuoso e un’altrettanto surrealmente onirica copertina.

Ed è l’ingresso a un disco che, aprendosi proprio con il singolo che dà il titolo all’album, caratterizzato da un’orchestrazione che nel descrivere con l’aggettivo magnifica, ho paura quasi di sminuire tanto è potente e trascinante insieme, da un lato è esplosione – Il vaso di Pandora; Urania - per contrarsi improvvisamente in meravigliosi intimismi – Seconda madre; C’è chi ottiene e chi pretende -  come a risucchiare in un buco nero l’emotività di chi ascolta dopo averla fatta sussultare. Armonicamente e ritmicamente è eccelso, mescolando un post rock di fortissima intensità a lunghi assoli strumentali dalle linee elettriche quasi psichedeliche, che seguono e innalzano le liriche dei testi nel loro raccontare da un lato visioni del mondo contemporaneo o dell’attuale scena musicale indipendente e dall’altro relazioni tra esseri umani, muovendosi magistralmente e mescolando immagini sognanti a immagini estremamente fisiche. Caratteristiche, queste, che lasciano in costante stato di stupore per la proprietà con cui arrivano dritte al bersaglio, cogliendo ed esprimendo i sentimenti, anche quelli di disgusto, con una maturità estetica di fattura notevolissima.
La cosa che mi stupisce sempre di Giardini è la sua eleganza, che anche quando diventa un tutt’uno negli abbassamenti di linguaggio, pure presenti nella sua poetica, non mi spinge a parlare di svilimento, ma anzi ne aumentano la mia ammirazione verso un suo uso così sapiente.
Protestantesima è uno dei più bei dischi italiani del 2015, “ma come”, direte voi, “siamo solo a Febbraio!”, ecco, immaginate allora da soli quanto io l’abbia trovato perfetto.
Buon ascolto. 


Ps. Ringrazio Valentina e Soundmagazine per l'opportunità!

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