Sei oggi fa, a Mosca in Russia, nell'ascensore del suo palazzo, fu trovato il corpo, reso senza vita da quattro proiettili, di Anna Stepanovna Politkovskaja, giornalista, scrittrice, ricercatrice di verità. Non esiste un colpevole per la sua morte, solo, in questo stesso giorno, un compleanno da non festeggiare.
Forse non essenzialmente io, ma io
- Andrea Broggi
- Bologna (itinerante), Bo, Italy
- Nato a Taranto il 6 maggio nel segno del Toro. Il Giallo del collettivo Shingo Tamai, cialtrone poliedrico, dilettante eclettico, onnivoro relazionale, sempre in cerca di piaceri, di vezzi, di spunti e di guerre perse in partenza. L'idea di comparire in questi termini sulla rete è nata da un brainstorming con un amico, Leonardo Chiantini, qualunque fortuna possa avere il suo primo "quaderno di appunti" virtuale, è a lui che vanno i suoi ringraziamenti.
Benvenuti e buona lettura.
Ps. Aggiungetemi su Facebook e, con lo pseudonimo andrelebrogge, su Twitter
domenica 7 ottobre 2012
sabato 6 ottobre 2012
Paolo Nori - Grandi ustionati
Titolo originale: Grandi Ustionati
Autore: Paolo Nori
Anno 2012
Edizione: Marcos Ultra
Pagine: 174
Autore: Paolo Nori
Anno 2012
Edizione: Marcos Ultra
Pagine: 174
"... E comunque il tuo libro,
ti dice il giornalista della Gazzetta di Parma,
m'ha colpito molto il fatto che l'arco di tempo in cui si svolge
è esattamente il tempo che è durata la mia storia con Cinzia,
comincia in aprile, finisce il quattordici ottobre.
Mi hai trafitto il cuore, dice, con quelle date.
Veramente il libro comincia in agosto.
Solo che non ho avuto il coraggio dirglielo.
Che poi mi diceva No, in aprile comincia.
Ci sono dei momenti che la vita mi sembra bellissima,
saranno le droghe che mi danno qui dentro."
Ogi e na bela giorna e il sole splende no come quando io compravo questo libro che cera unsaco di nuvole e cera la piogia non qela forte ma qela qe ti acorgi qe piove e poi dopo sei tuto baniato. Poi ero anqe con la mia compannia in libreria e cera lei qe dice compra un libro no qe non cio soldi compra un libro no qe diamo di freta compra un libro no qe poi dici qe me lo copri tu qe io sono povero e non volio qe spendi soldi compra un libro dice e io volio dire qe mi scapa lo stronzo e lo tengo da prima di colazione al bar prima del caffe e del apasta a la crema ma siamo in libreria e non poso e però facio puze qe la gente sente e dice qe a queli de la libreria di ciamare lo spurgo qe ce esse qualqe probrema.
mercoledì 3 ottobre 2012
Soundmagazine.it - Flora & Fauna - Flora & Fauna
Venti
minuti.
Una delle prime cose che si può trovare su Google
cercando: “cosa si può fare in venti minuti”, è una pagina di Yahoo answer, dove
una ragazza annoiata chiede cosa potrebbe fare in attesa che passino a
prenderla da casa.
Venti minuti.
Immagino si possano fare svariate cose in venti minuti.
Io gli ultimi ottanta minuti, cioè quattro volte venti,
li ho passati ascoltando Flora &
Fauna, ristampa - in uscita per il 19
ottobre, supportata dalla “Iceforeveryone” etichetta degli Zen Circus e
distribuita da Audioglobe in cd - del primo e unico disco in vinile dell’omonima
band (Enrico Amendola, Nicola Fraschetti e Simone Lalli) underground livornese.
lunedì 1 ottobre 2012
Aforisma del giorno
"Se c'è qualcosa che non sopporti più, quello che hai paura di perdere è solo il tempo che è già trascorso"
venerdì 28 settembre 2012
Soundmagazine.it - Epsilon Indi - Wherein we are water
Tutto
comincia con una distorsione elettrica gorgogliante, seguita da corde di
chitarre accarezzate e tasti di piano che si inseguono assecondando il timbro
di voce profondo perfetto di Alex Romagnoli, uno dei cantanti che guiderà il
disco. È Dawn, l’alba, un risveglio in uno spazio
infinitamente buio, lattiginoso, denso, che diventa sul finale caos, cacofonia,
colore e movimento.
mercoledì 26 settembre 2012
Selacapo.net - Lando - Over
Se qualcuno,
decisamente ben informato, sentisse il nome Lando pronunciato ad alta voce,
avrebbe un sussulto, poi la mente gli correrebbe indietro nel tempo a quando da
ragazzetto si chiudeva nel bagno con la donna invisibile a dargli una mano,
mentre con l’altra reggeva uno di quei fumetti che tanto rallegravano grandi e
piccini nei momenti di uggia sessuale. Per lo meno questo mi accadde un annetto
fa quando feci la conoscenza durante un live di questo formidabile trio lombardo
(Roberto Carioni – chitarre, seconda voce e synth; Fabio Viscardi - basso e voce; Michele Mandelli – batteria).
Naturalmente oggi non sono stato vittima dello stesso
granchio di allora, sapevo bene e, per quel che non sapevo speravo, che i
ragazzi ripetessero la bellissima impressione del precedente disco. Così è
stato.
... continua qui.
Buona lettura!
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martedì 25 settembre 2012
Frivolezza del giorno
"Comunque Carofiglio ha ragione, si deve fare come lui: lo Strega non va dileggiato, va bevuto. Possibilmente una bottiglia in un sorso"
http://www.unita.it/culture/settanta-scrittori-contro-carofiglio-br-querelare-ostuni-e-intimidatorio-1.449431
http://www.unita.it/culture/settanta-scrittori-contro-carofiglio-br-querelare-ostuni-e-intimidatorio-1.449431
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domenica 23 settembre 2012
Terzo anno
![]() |
| Avvinazzamento Instagrammatico |
"Si sa che LettereeGiorni è nato in Bilancia
è un blog settembrino, è un blog settembrino
ma pochi si ricordano che oggi è il compleanno
perché non mi s'incula nemmeno per distrazion!"
Canto propiziatorio
Canto propiziatorio
Ehhh come vola il tempo, sembrava ieri che ne avevo due e già l'oggi è arrivato di nuovo.
Tre è il principio della serie "Numeri perfetti" e a noi ci piace. Ci piace così tanto che siccome non abbiamo paura delle nostre rughe ve le mostriamo tutte, nessuna esclusa, tra l'altro notare l'occhio pio e anche metà del fotografo instagrammatore che ha colto la perfetta sincronia maxillofacciale del mio stato alterato.
Esattamente ieri, tra l'altro, si è messa la parola fine al secondo volume shingotamaiano di Dei e Demoni, che avrà il titolo di "Carne e Acciaio". Per cui restate vivi e attendetene i dettagli che non tarderanno a venire!
Come sempre grazie per la vostra frequenza, anche in questi periodi di stanca scrittoria, grazie per la compagnia e per le tracce, anche se poche (disgraziati!), che lasciate qua e là su queste pagine di pixel. Dall'alto dello scranno su cui sono assiso, il mio comodo water in ceramica smaltata, vi benedico tutti ed è meglio che non sappiate, e magari nemmeno immaginiate solo, quale sia l'aspersorio che sto usando.
A presto e buona lettura!
venerdì 21 settembre 2012
Storizzamimimi #2
Venticinque oggi fa, a Fort Lauderdale in Florida, in seguito ad un treno di botte e successivo coma con emorragia cerebrale procurato da un buttafuori decerebrato e manesco, moriva Jaco Pastorius, prodigio della musica, nichilista, probabilmente il più grande bassista mai nato.
mercoledì 19 settembre 2012
Aforisma del giorno
"A cosa serve lo sbiancamento anale quando c'è Instagram?"
venerdì 7 settembre 2012
Estemporanea non originale
Simili perfette pagine non hanno bisogno di essere celebrate, anche se in questi tempi così balordi ci sarebbe da gioire anche per i più piccoli sprazzi di intelletto.
Comunque non per celebrare, oggi ho fatto una di quelle cose che normalmente non faccio mai, cioè creare un contenuto riportando l'altrui. La scelta di pubblicare questa "Amaca" nasce dalla volontà di ricordare per sempre queste parole, impreziosite da quel finale così immenso:
"Se questo avviene è solo perché il potere (anzi il dovere) di scegliere che cosa mostrare, di che cosa parlare è progressivamente venuto meno fino a scomparire dentro l'alibi ... - che bisogna "dare alla gente quello che vuole": ma la gente legge e clicca ciò che le viene offerto, non altro.
Non è la gente che fabbrica le notizie, sono i media.
Anche il più sclacinato dei bancarellai ha facoltà di decidere quali merci esporre. I media sono gli unici commercianti che danno sempre al cliente la colpa della loro merce avariata.".
Informatevi.
Buona lettura.
giovedì 6 settembre 2012
Garth Ennis & Jacen Burrows - Crossed
Titolo originale: Crossed
Autore: Garth Ennis - disegno Jacen Burrows
Anno 2012
Edizione: Panini comics
Pagine: 256
"Non avevo mai avuto il tempo per pensare
se fossimo davvero diventati amici o se
semplicemente fossimo sopravvissuti insieme.
Se il mondo non fosse cambiato, dubito che
lo saremmo mai diventati. Saremmo andati via
dal ristorante e poi dalla città. E altrettanto
avrebbe fatto Kelly. Cindy sarebbe rimasta fino
a quando Patrick non avesse avuto bisogno di
qualcosa di meglio. Non avrei mai incontrato
Kitrick, Geoff o Sheena, né Joel, Amy, Arwen,
Scott e Randal e nemmeno Brett. Dirò solo questo:
non fu l'ultima volta in cui vidi Thomas.
Ma è così che preferisco ricordarmelo."
Questo è l'anno della fine del mondo. Ormai lo sanno tutti. Anche senza chiederlo si legge nei volti della gente intorno, d'altronde solo la consapevolezza della fine imminente può offrire un simile modo stolido di affrontare l'assolutamente depravato quotidiano che tutti noi viviamo.
Vabbè via, dico le cose come stanno, avevo bisogno di un attacco e ho pensato di usare quello catastrofico, ora ritorno serio. Più o meno. A parte tutto, però, potrebbe esserci meno casualità di quanto io stesso immagini in questo mio imbattermi continuamente in film e libri che raccontino di una qualche apocalisse.
Crossed, l'ho conosciuto così:
- "Stavo leggendolo con fare dubbioso, poi a un certo punto c'era uno che piangeva, mentre erano lì a incularselo e mentre gli veniva succhiato e mangiato l'intestino e non ce l'ho fatta più."
- "E dallo a me allora!".
E' andata così, più o meno, e perché si capisca bene, il secondo ero io.
- "Stavo leggendolo con fare dubbioso, poi a un certo punto c'era uno che piangeva, mentre erano lì a incularselo e mentre gli veniva succhiato e mangiato l'intestino e non ce l'ho fatta più."
- "E dallo a me allora!".
E' andata così, più o meno, e perché si capisca bene, il secondo ero io.
lunedì 20 agosto 2012
Storizzamimimi #1
Duemilaquattrocentonovantuno oggi fa a Platea, circondato da centinaia di greci incazzati - soprattutto spartani -, moriva Mardonio, generale persiano, bullo, genero di Dario I Imperatore dei Re.
lunedì 13 agosto 2012
Frivolezza del giorno
"A furia di dare nomi alle ondate di caldo state diventando grotteschi.
Il prossimo chiamatelo Moana"
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giovedì 2 agosto 2012
Shingo Tamai Giallo - Le coincidenze di un agosto
SenzaBaffi era salito da un’ora sul treno Ancona-Chiasso e dai dieci minuti successivi al momento in cui si era seduto, stava maledicendo la sua sfortuna. A chi imputare sennò l’aver prenotato proprio quel posto in quella cabina occupata solo da altre due persone così egotiche, da aver bisogno di sentire le loro voci con quell’insistenza? Infatti CongliOcchiali e BarbaRiccia stavano parlando, anzi litigavano, scannandosi moderatamente, su questioni politiche, come se fossero stati in piena campagna elettorale e dovessero convincere un’invisibile platea a votar per uno di loro due.
Era già più di un’ora che sentiva ripetere ciclicamente gli stessi argomenti: “pensiero piccolo borghese”, “Agnelli è una persona rispettabile”, “fascista”, “comunista”; e tutto era cominciato con un commento al titolo dell’Unità che stava leggendo BarbaRiccia:
Se solo le loro opinioni non fossero state così divergenti e le loro voci così accalorate, forse avrebbe anche potuto provare a starsene sulle sue, con i suoi pensieri, invece non aveva nemmeno potuto provare a chiudere gli occhi e dormire per far passare il tempo più velocemente.
Non che non ci avesse provato, è che proprio non gli era riuscito.
Aveva fumato almeno otto sigarette, letto tutte le scritte del vagone, due volte, poi era ritornato nello scompartimento e li aveva trovati ancora intenti, anzi ancora più di prima.
Ormai era rassegnato, in fondo l’unica cosa che contasse di quel viaggio era che passasse in fretta, ogni minuto era un minuto in meno a separarlo da Clara.
Clara.
Erano passati tre mesi dall’ultima volta che avevano avuto l’occasione di vedersi.
Per molte delle notti dopo non ebbe bisogno di nessun aiuto, gli bastava rivivere quell’unica visita per poter dedicarsi in solitudine al suo corpo, senza sentirsi nemmeno troppo in colpa, visto che Lei era la protagonista assoluta di quel breve peccaminoso sogno a occhi semichiusi. L’unico neo era stata quella squallida cameretta di quell’albergo nel mezzo della Città Vecchia di Taranto. Ma nel breve intervallo affannoso cui si era affidato in quelle notti d’assolo, non era tanto difficile farlo scomparire. L’albergo era una cosa a buon mercato, non potevano permettersi molto di più e non è che odiasse Taranto, solo che proprio non gli piaceva abbastanza. Innanzi tutto lui di Chiasso aveva vissuto come un sopruso l’essere sbattuto dalla parte opposta dello Stivale e poi secondo lui tre cose buone aveva quella città: il mare, il clima e il cibo, il resto era allucinante, a dir poco. E poi quelle industrie così ingombranti, così fetide.
“Aver messo il futuro di questa città nelle mani dell’industria”, gli aveva detto in confidenza il Capitano la prima volta che avevano trascorso insieme una libera uscita, “sarà la tomba di questo paradiso”. Dal canto suo non era intenzionato affatto a restare a rimirarne la fine. Se lo ripeteva ogni giorno, non ci sarebbe mai rimasto laggiù, per ora andava bene, ma finita la naja, allora avrebbe chiesto il trasferimento.
Era in buoni rapporti con alcuni ufficiali per cui di sicuro l’avrebbero appoggiato in questo suo desiderio. E poi non ci poteva stare senza Clara, odiava quel dover stare talmente poco assieme a lei dal doverci finire a letto più per desideroso bisogno, che per voglia di amarla.
La costa marchigiana scorreva con le istantanee veloci dei suoi trabucchi, conficcati nelle scogliere e calati a mare dai pescatori, a scandire più o meno precisamente i metri percorsi dal treno.
Il Sole del mattino faceva sembrare il mare un lenzuolo sfranciuglioso di paillettes
“Che terra magnifica abbiamo”, pensò.
Restò a osservare il treno allontanarsi gradualmente dalla costa ed entrare nell’assolata e verdeggiante terra romagnola. L’ennesima sigaretta tesa tra indice e medio a fumare da sola, col vento. Poi, dopo essersi goduto per un po’ la bellezza circostante accompagnata dal rumore ridondante del treno ed aver trangugiato senza piacere un pessimo caffè al bar, riprese a camminare tra i corridoi delle carrozze fino a ritornare all’interno del suo scompartimento. Passeggiando aveva immaginato di trovare addormentati i due, o magari distratti, uno dalla voglia di ritornare alla lettura del suo giornale, l’altro da un incontenibile bisogno urgente che avrebbe potuto espletare solo correndo verso il bagno più vicino. Quando apri la porta fu invece riportato alla realtà.
Il silenzio se l’era solo immaginato. Quei due parlavano.
Ancora.
- Ma lei non si rende conto nemmeno di quello che dice! Siamo governati da persone rispettabili altro che le chiacchiere che scrivono sui libri che legge lei!
BarbaRiccia era furioso, si intuiva dallo sguardo e dalle narici dilatate che forse l’unica cosa a trattenerlo dal rispondere come avrebbe voluto era l’età di CongliOcchiali, visibilmente più grande; infatti gli venne solo da mugugnare
- Certo, come no, siamo io e quelli che scrivono i giornali che leggo, che ci stiamo inventando la parola corruzione, che mettono in dubbio l’infallibilità dello Stato italiano. Abbiamo un aereo esploso sul cielo di Ustica in circostanze misteriose, ma siamo noi i criminali, mica i grandi statisti italiani che sembrano indignarsi di tutto quello accade senza mai fare nulla di concreto che abbia l’obiettivo di risolverlo.
- Vorrei anche vedere! – Sbottò CongliOcchiali – o forse vogliamo parlare di cosa hanno fatto i vostri “intellettuali” al Presidente Aldo Moro e al Dottor Bachelet?
- Ma abbia pazienza – rispose BarbaRiccia – io non sto difendendo azioni come quelle compiute dai Brigatisti. Azioni che comunque possono trovare delle spiegazioni…
- Ah ecco – lo interruppe – sapevo che l’avrebbe detto! Eccola qui a giustificarmi i suoi Compagni che sbagliano!
- No, io non sto giustificando, dico che ci sono delle spiegazioni se delle persone arrivano ad ammazzarne delle altre. L’azione scellerata di per sé non significa che non abbia dei motivi a spingerla.
SenzaBaffi stava appoggiato con la schiena al finestrino aperto a metà osservandoli in silenzio, e si maledì per quella sua inutile curiosità nell’istante stesso in cui CongliOcchiali guardò verso di lui come per cercare la sua approvazione
– Ha sentito? Adesso sembra quasi che abbiano fatto bene ad ammazzare un cristiano solo perché rappresentante dello Stato!
- Ma non sto dicendo questo! Le sto solo dicendo che per quanto siano da considerare discutibili le azioni terroristiche, colpire dei funzionari o dei collaboratori dello Stato, non è una cosa casuale o immotivata.
SenzaBaffi pensò che non è che quel pensiero appena espresso gli fosse tanto comprensibile, ma continuò a guardarli e con un sorriso vagamente conciliatorio, poi disse
- Onestamente non ho seguito molto la vostra discussione, ma è sempre molto difficile poter comprendere chiaramente azioni di questo tipo. Forse la cosa che colpisce di più è l’età di questi ragazzi.
Comunque il caldo di oggi è veramente fuori stagione, nemmeno con i finestrini aperti si riesce a sopportare!
- Già.
- Vero.
Dopo quest’ultima battuta meteorologica il silenzio si impadronì dello scompartimento.
Un miracolo.
Parlare del tempo aveva avuto un inaspettato effetto soporifero sulla discussione. Non era stato quello il suo intento, ma in qualche modo c’era riuscito.
Passarono venti minuti, BarbaRiccia, aveva ripreso il suo giornale. Lo stava leggendo e più continuava a far scorrere gli occhi sul foglio, più era percepibile il ridimensionamento del suo furore.
CongliOcchiali, dal canto suo, aveva approfittato dei primi cinque minuti di silenzio proferendo a mezza voce
- Con permesso
Più per forma che per vero bisogno di attirare l’attenzione verso quello che stava per andare a espletare.
SenzaBaffi stava guardando fuori dal finestrino il sole, una palla incandescente che senza pietà, tanto era forte, sembrava riflettersi persino sul terreno opaco.
I cartelli bianchi a neri segnalarono l’arrivo in stazione, i freni del treno cominciarono a entrare in azione fino ad arrestare completamente quel lunghissimo serpente di ferro
- Bologna. Stazione di Bologna - Echeggiò la voce baritonale di un uomo maturo dagli altoparlanti - il treno Ancona-Chiasso in attesa sul primo binario partirà con due minuti di ritardo -
Entrò nello scompartimento CongliOcchiali, rimettendosi a sedere. SenzaBaffi si avvicinò al finestrino per vedere se fosse possibile aprirlo di più, il caldo a treno fermo era insopportabile. Si affacciò. Sotto il sole agostino poteva vedere gli interni in marmo della sala d’aspetto di seconda classe della Stazione di Bologna centrale. L’orologio appeso alla pensilina del primo binario segnava le 10:25. Guardò la lancetta dei secondi scandire il tempo
“Chissà quanto dovremo aspettare ancora”, pensò, asciugandosi la fronte con il fazzoletto di stoffa che portava sempre con sé.
Si voltò verso i due, SenzaBaffi stava sbottonandosi il colletto e allentandosi il nodo troppo stretto della cravatta celeste spento, BarbaRiccia invece stava sventolandosi con la copia dell’Unità piegata in quattro parti, la maniche della camicia bianca se l’era già da un pezzo tirate su fin quasi ai gomiti. “Son due ore che siamo qui dentro e ancora non ci siamo presentati”.
- Chi di voi sa niente del russo dal nome impronunciabile con cui si scontrerà stasera Patrizio Oliva in finale?
In quell’istante, dentro una valigia ticchettante abbandonata nella sala d’aspetto di seconda classe dell’ala ovest della stazione, brillò una luce, inizialmente nessuno la vide, ma tutti ne sentirono il rumore.
martedì 24 luglio 2012
Mark Millar & John Romita Jr. - Kick Ass
Titolo originale: Kick-ass
Autore: Mark Millar - disegno John Romita Jr.
Anno 2010
Edizione: Panini comics
Pagine: 224
"... Andiamo siate sinceri con voi stessi.
A un certo punto della nostra vita,
tutti avremmo voluto essere un supereroe.
...
A proposito, quello non ero io.
Era solo un armeno con una lunga serie di problemi mentali
che aveva letto di me sul New York Post."
Ne avevo sentito parlare, poi ne avevo spizzicato le prime pagine nel cesso di casa di un amico, inteso come nel bagno della casa e non che la casa dell'amico sia un cesso, infine trovato il tomo unico, di non ricordo quanti euri sopra il venti, durante il mio brevissimo soggiorno di qualche giorno fa a Siena, l'ho letto tutto d'un fiato per intero, che poi se avessi avuto più tempo col piffero mi ci sarei dedicato prima di Planetary, e invece...
Ok, poniamo che il mondo vi appaia nel suo grigiore o ancora più buio di quel che è, nel caso di un vostro qualche disturbo sempre più frequente oggigiorno, poniamo che abbiate l'età giusta, anche se si sa che non è l'età a maturare proposizioni differenti, semmai è utile a maturare differenti modalità, poniamo infine che siate un appassionato di fumetti o di manga o di film d'azione, o di giochi di ruolo, o di qualunque cosa possa aver a che fare con lo straordinario, ecco che potrebbero aumentare le percentuali quotidiane di sentire il bisogno di "trasformarvi" in un super eroe, intendendo l'intraprenderne la carriera, o almeno in un vigilante in costume, ché si sa l'identità segreta è importante.
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domenica 22 luglio 2012
L'estate sta passando
"Non c'è che una stagione: l'estate.
Tanto bella che le altre le girano
attorno.
L'autunno la ricorda, l'inverno la invoca,
la primavera la
invidia e tenta puerilmente di guastarla."
Ennio Flaiano
Il mio professore di matematica del liceo diceva: "quando non sai che fare, fai il minimo comune multiplo", che non so bene applicato alla realtà a cosa potrebbe corrispondere, ma se dice funziona, funziona.
Comunque, prima di tornare a vedere la seconda stagione di Dexter, cosa che farò tra meno di dieci minuti, volevo dirvi che nei prossimi giorni, spero almeno, ci sarà la recensione di almeno una graphic novel (che a seconda del giorno ha come articolo indeterminativo quello femminile o quello maschile) e un romanzo breve, poi qualche recensione musicale.
Volevo però chiudere con una lamentela sul Parmigiano Reggiano comprato alle fabbriche sconvolte dal terremoto. No, perché lo hanno venduto con una stagionatura (non so se dodici o sedici mesi) inviandolo con tutt'altra (non più di sei) e sono il colore chiarissimo e l'odore e il sapore a confermarmelo. Quando poi scoprirò l'azienda, semmai accadrà, aggiungerò nomi e cognomi. Ché poi il problema dello scoprire la fabbrica sta nel fatto che non sono io l'acquirente principale, ma una pasticceria di Gallarate, quella dove lavora la mia ragazza, attualmente chiusa per ferie. Dico la pasticceria, non la mia ragazza.
Vabbè ora vado.
Buona lettura.
Ps. Oggi ho notato che uno di voi peripatetici si è scancellato (verbo usato dallo stesso prof di matematica di cui sopra, giacché siamo al tributo) guardate che io mi affeziono, prima di andarvene salutate. Davvero.
giovedì 12 luglio 2012
Brunori SAS live (10 luglio 2012)
e per sempre vi accompagni ..."
Dario Brunori
In un mondo bolognese fatto di sole, sudore e afa, le 20.00 di Piazza Verdi stabiliscono l'esatto confine tra il preferire la morte violenta, all'asfissia e lo scoprire che esiste almeno un posto cittadino non alberato in cui posare le terga, da un certo orario in poi, in attesa che la sera porti la sua frescura, o qualcosa che le somigli. E quindi, mentre ero lì a frescheggiare in quella piazza semideserta in che m'imbatto? Nel soundcheck dei Brunori SASsssss, che tra un loro pezzo e un altro strimpellano anche Master of puppets dei Metallica. Via, mento sapendo di mentire. In verità, l'obiettivo (peraltro raggiunto ampiamente) della serata, era sentire finalmente un loro live, stringere la mano all'esimio con-terrone cosentino e rompergli i cogliomberi, chiedendogli la mail, cosa che in previsione della fila da fare in chiusura, ho pensato bene di risolvere prima dello spettacolo, sicuro che la mano sarebbe stata giustamente più che meritata.
Questo appunto alle ore 20.00 o giù di lì.
lunedì 9 luglio 2012
Aforisma del giorno
"Trovatevi un passatempo, poi un lavoro"
sabato 7 luglio 2012
Colapesce live (5 Luglio 2012)
"... Io la notte ancora sto sveglio
a pensare al tempo che ho perso
e ne accumulo altro..."
Colapesce - Bogotà
Vivere i tempi dell'attualismo, significa, tra le altre cose, ritrovarsi in poco tempo nello stesso posto e ritrovarci la stessa gente della volta prima, come se si vivesse in un quadro dalla scena tripartita e statica. A cambiare son naturalmente gli spettatori e in questo mondo rovesciato, se il pubblico e l'ambiente sono il quadro, gli spettatori finiscono per essere gli artisti sul palco. Tutto questo pippone, era per dire che dopo nemmeno due giorni son tornato al Vicolo Bolognetti per trovarci questa volta Colapesce.
giovedì 5 luglio 2012
Quando Facebook si fida più dei tuoi amici che di te. Ovvero: "Cavallo curioso"
Alcune delle cose che succedono non sono esattamente commentabili.
Questa è una di quelle.
Questa è una di quelle.
Probabilmente una cosa simile è capitata a ognuno di voi, o capiterà nelle prossime ore. "Denunciate" dove e come potete.
Questi metodi da Gestapo fanno schifo, pur essendo una domanda fatta a cazzo, pur non avendo apparentemente alcuna gravità o alcun risvolto.
Perché Facebook dovrebbe chiedere questa cosa ai propri utenti?
Perché non arrivano notifiche attraverso le quali gli utenti vengano informati di simili procedure?
A cosa servono simili informazioni?
Perché terzi dovrebbero rispondere a domande che mi riguardano?
Perché terzi dovrebbero rispondere a domande che mi riguardano?
A presto e buona lettura.
Selacapo.net - Maria Antonietta live (2 Luglio 2012)
Vicolo Bolognetti, cioè la mia bestia nera. Essì, perché praticamente
eccettuando questa occasione, è la prima volta che cercando di
arrivarci da solo, non mi sono perso. Ed il fatto che raggiungere questa
particolare location bolognese, sia facile come bere un bicchier
d’acqua, la dice lunga sulla mia dabbenaggine. Comunque quest’estate non
ci ero ancora mai stato e di primo acchito ho trovato tutto più che
apprezzabile: posto fresco (e con i quaranta gradi bolognesi di questi
giorni, il fresco rappresenta la differenza tra la vita e la morte);
gente ganza, calendario eventi clamoroso e ieri sera, che poi è il
motivo per cui ero esattamente lì e anche quello per cui son qui a
scrivere, la presenza della ragazza brunorissassiana con i capelli color lampone, Maria Antonietta, della quale qualità artistica già nella compilation di inizio anno vi avevamo offerto un assaggio.
Alla chiusura del Dj set pre-serale, con lei salgono sul palco i suoi
due uomini: Damiano Simoncini (batteria) e Lorenzo Pizzorno (basso e
seconda voce).
... continua qui.
Buona lettura!
lunedì 2 luglio 2012
Incontro con l'autrice - Laura Liberale (27 Giugno 2012)
Uno dei miei lavori degli anni senesi, fu il libraio in un grosso franchising editoriale che al tempo si affacciava su Piazza Gramsci (o Gramisc, come i meno fortunati nella pronuncia riuscivano a dire). Questa libreria aveva tutto in comune con la UBIK di via Irnerio eccetto: un camminamento espositivo sopraelevato a pianta quadra, raggiungibile per mezzo di un'arricciata scala in marmo, che si affacciava all'interno del locale, un disordine imperante anche nei tempi di reso cosmico e una memorabile empatica simpatia dei commessi (in quest'ultima potrebbe esserci qualcosa di sarcastico).
Ok, forse pensandoci non c'era poi così tanto in comune, ma i grandi cuboni centrali, presenti in ambedue, benché ben ordinati in questa bolognese, mi hanno rimandato agli anni verdi in Chiantigiana, che per me erano verdi verdissimi.
Comunque, altra libreria altro evento.
mercoledì 27 giugno 2012
Rimembranze
Trentadue
anni fa, alle 20.59, nel cielo tra Ustica e Ponza, un aereo Douglas DC-9 dell'Itavia
si squarciò in volo all'improvviso e scomparve in mare.
Ottantuno esseri umani finirono in un lampo.
Alle indagini seguirono depistaggi, manomissioni e cancellazioni di importanti prove.
Lo stato italiano, il minuscolo è un dato di fatto non un errore, ha sempre affermato di essere estraneo ai fatti.
Talmente estraneo da non essersi interessato nemmeno a trovare i colpevoli.
Buon mercoledì.
A presto e buona lettura.
lunedì 25 giugno 2012
Federico Aldrovandi mi sembrava morto di noia
Il 21 giugno, quattro giorni fa, una pagina orripilante della storia nazionale della polizia italiana è stata chiusa in Cassazione con una condanna definitiva, ripeto, Condanna DE - FI - NI - TI - VA, a tre anni e sei mesi di carcere per i quattro macellai in divisa che si fregiano dei nomi di: Paolo Forlani, Monica Segatto, Enzo Pontani, Luca Pollastri.
Potrei soffermarmi sul fatto che tre anni e sei mesi mi sembrerebbero adeguati per una rapina a mano armata a un mercato ortofrutticolo, piuttosto che rincuorarmi che per una volta i matti con una divisa addosso non l'hanno passata liscia - non ce n'è bisogno, ma siccome i cerebrolesi son a distanza di un click, è evidente che non tutti quelli che indossano una divisa sono matti o bestie. Bene, se hai avuto bisogno di leggere questa annotazione, amico o amica, ho due notizie la prima è che a usare le generalizzazioni si rischia di incorrere in inutilità scrittorie, la seconda è che appartieni alla categoria dei cerebrolesi - oppure potrei soffermarmi sul fatto che Paolo Forlani ha sporto querela nei confronti della madre del ragazzo massacrato di botte: 54 lesioni constatate dal medico legale sul suo corpo di diciottenne.
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martedì 19 giugno 2012
Incontro con l'autore - Saverio Fattori (12 Giugno 2012)
non ci fossero più politici corrotti
o cattivi imprenditori,
ma perché la gente smise di sostenerla
quando vi riconobbe tra gli indagati
il vicino di casa ..."
Gherardo Colombo
Tutto ha un suo soggettivo tempo di elaborazione, è un dato di fatto e quindi non stupisca se per scrivere del mio incontro con questo libro ci abbia messo così tanto. Il tempo è infatti legato al personale revival vissuto durante buona parte della presentazione. L'inciso iniziale è invece una perfetta citazione di Alberto Sebastiani, relatore all'evento svoltosi martedì pomeriggio scorso alla libreria Mel del centro rizzoliano bolognese. La sua perfezione è insita in quel suo esprimere attraverso un parallelismo quel "nessuno è innocente" o "tutti si macchiano di crimini", a seconda di quel che vi piace di più, che caratterizza ogni pagina del libro.
lunedì 11 giugno 2012
George R. R. Martin - Il battello del delirio
Titolo originale: Fevre Dream
Autore: George Raymond Richard Martin
Anno 1982
Pagine: 393
Editore: Gargoyle Pocket
"Il mio nome è Ozymandias, Re dei Re:
Guardate nelle mie opere,
o voi Potenti, e disperate!
Nulla accanto rimane.
Intorno alla rovina di quel colossale relitto,
senza confini e nude le solitarie
e piatte sabbie si stendono all'infinito"
Percy Bisshe Shelley - Ozymandias
Vorrei poter dire che lo avrei comprato, ma pur avendo letto altri libri di Martin, oltre alle Cronache del ghiaccio e del fuoco, non potrei affermare questa cosa con certezza. Sta di fatto, però, che ritrovandomelo coperto da un carinissimo incarto, l'ho letto di gusto; perché, tralasciando il desiderio grafico di vendere il libro mettendo 'sti canini in prima di copertina, inutilissimo spoiler a una parte abbastanza significativa del libro, ero davvero curioso di scoprire cosa avrebbe aggiunto Martin al (già allora) più che navigato mondo vampiresco.
domenica 10 giugno 2012
Frivolezza del giorno - Fanfullata di Costantino
"Se in un jpeg ti ritrovi con un dente che sembra di ferro, pulisci lo schermo potrebbe essere una macchia"
Proverbio irochese
venerdì 8 giugno 2012
Aforisma del giorno
"La gratitudine è una forma di schiavitù"
giovedì 7 giugno 2012
Gianrico Carofiglio - Testimone inconsapevole
Titolo originale:
Autore: Gianrico Carafiglio
Anno 2002
Editore: Sellerio editore
Pagine: 327
"Il mio cervello cercava freneticamente una scusa per scappare.
In fondo erano quasi le due di notte,
io dovevo lavorare il giorno dopo,
avevamo passato una bella serata,
sicuramente ci saremmo rivisti,
non ti preoccupare ti richiamo io,
poi ho anche un leggero mal di testa.
No, non c'è nulla che non va a parte il fatto che sei un'alcolizzata, drogata probabilmente ninfomane e a me viene voglia di piangere. Davvero, ti richiamo ..."
Non mi piacciono gli avvocati, e mentre ci penso mi sento di ritornare bambino, seduto al posto davanti del passeggero, mentre è la voce di mio padre a dirmi questa cosa o a dirsela da solo ad alta voce. Il pensiero immediatamente successivo che realizzo, è che alcuni retaggi te li porti dentro e non c'è proprio un cazzo da fare.
Comunque, dicevo, non mi piacciono gli avvocati e c'è un motivo: sono l'emblema del sorrisino da stronzi, quello che nasconde la facciata furbina del chi sa, ad esempio, che la lingua con cui sta per parlarti o la sai o non la sai e già solo per questo sta per mettertelo al culo.
E a me gli stronzi piacciono solo in uscita.
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