Forse non essenzialmente io, ma io

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Bologna (itinerante), Bo, Italy
Nato a Taranto il 6 maggio nel segno del Toro. Il Giallo del collettivo Shingo Tamai, cialtrone poliedrico, dilettante eclettico, onnivoro relazionale, sempre in cerca di piaceri, di vezzi, di spunti e di guerre perse in partenza. L'idea di comparire in questi termini sulla rete è nata da un brainstorming con un amico, Leonardo Chiantini, qualunque fortuna possa avere il suo primo "quaderno di appunti" virtuale, è a lui che vanno i suoi ringraziamenti.
Benvenuti e buona lettura.
Ps. Aggiungetemi su Facebook e, con lo pseudonimo andrelebrogge, su Twitter
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venerdì 27 marzo 2015

Nichilismo del giorno - Di tragedie sociali più che social.

In tutti i social imperversano articoli e link che rimandano a quanto accaduto su quell'aereo. I fatti e il loro racconto siano benedetti, siano sempre benedetti e altrettanto il parlare per idee, il resto, signori, signore...
Troveranno, troverete, mai il buon senso di non aprire la bocca per sola egotica spinta di non restare in silenzio nella paura, immotivata, di apparire più ottusi, il buon senso di smetterla di giocare davvero alla consapevolezza di parlare di qualcosa, friggendo, invece, un'aria già quotidianamente satura e rarefatta di sproloqui e parole usate a casaccio?
 
Questa roba, questo vostro commentare e postare commenti di giornalisti e opinionisti è pornografia, è questa la roba per cui si dovrebbe provare ribrezzo, non due facce schizzate di sperma o un culo sfondato per lavoro.
Questo vostro scavare sudiciamente nel letame umano con l'intenzione di ritrovarvi del cibo non digerito da cui succhiare utile nutrimento.
Se di fronte a una tragedia siete solo in grado di speculare con la stessa attitudine con cui uno scarafaggio si nutre di scorie, siete un prodotto pubblicitario, rendetevene conto.
Buon venerdì...

giovedì 8 gennaio 2015

Aforisma del giorno

"Me lo ripeto tutti i giorni e tutti i giorni, puttana miseria, lo rifaccio, prima o poi imparerò a non leggere più i commenti lasciati in giro per la rete.
C'è da piangere, c'è da mettersi con la faccia sulla tazza del cesso e sperare che per il troppo piangere l'acqua non trabocchi prima di arrivare con la mano allo scarico
"

lunedì 19 novembre 2012

mercoledì 7 novembre 2012

Estote parati

Lo so a ben vedere qualcuno col senno di poi lo troverà dissacrante quel titolo, ma è così, così ... così perfetto! Immaginate a quante cose si debba essere pronti. Estote parati è calzante anche per gli attendisti.
Ma non è per discutere di Baden Powell che sono qui o dei suoi motti volevo comunicarvi che quel che doveva succedere è successo, cioè non proprio quello che doveva succedere, una cosa che gli si avvicina molto, però.
Mi sono fatto convincere da un amico a darci dentro e siccome è da un po' che ci si rimuginava su, questa volta l'abbiamo fatta, non ci siamo sprecati in nulla, anzi abbiamo già le idee molto chiare. 
Tutto questo è per dirvi, che potrete trovarmi anche sul magazine online Frizzi Frizzi e lo so che non fate altro che morire dalla voglia di saperne di più, ma non ne avrete letteregiornine e letteregiornini, no, no, no! 


Ci vediamo sabato alle 9.00 su Frizzi Frizzi.
Estote parati!
Buona lettura e abbiate prudore...


mercoledì 5 ottobre 2011

La situazione è grave, forse ora anche seria

Quando ci accorgeremo che gridare "basta" è paragonabile a parlare con il muro nella speranza che ci spieghi come risolvere il problema della fame nel mondo, forse allora potremo impedire a chicchessia di spurgare i propri orifizii sul futuro. 
Se chi comanda ascolta senza provar alcun altro rispetto che non quello verso i propri fini, le parole di chi parla cessano di avere alcun valore.
Quando passerà questa norma prima chiuderanno Wikipedia. 
Poi ci chiuderanno tutti.
A Uno a Uno.
Buona lettura.

Cara lettrice, caro lettore,
in queste ore Wikipedia in lingua italiana rischia di non poter più continuare a fornire quel servizio che nel corso degli anni ti è stato utile e che adesso, come al solito, stavi cercando. La pagina che volevi leggere esiste ed è solo nascosta, ma c'è il rischio che fra poco si sia costretti a cancellarla davvero.
Il Disegno di legge - Norme in materia di intercettazioni telefoniche etc., p. 24, alla lettera a) del comma 29 recita:
«Per i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono.»
Negli ultimi 10 anni, Wikipedia è entrata a far parte delle abitudini di milioni di utenti della Rete in cerca di un sapere neutrale, gratuito e soprattutto libero. Una nuova e immensa enciclopedia multilingue e gratuita.
Oggi, purtroppo, i pilastri di questo progetto — neutralità, libertà e verificabilità dei suoi contenuti — rischiano di essere fortemente compromessi dal comma 29 del cosiddetto DDL intercettazioni.
Tale proposta di riforma legislativa, che il Parlamento italiano sta discutendo in questi giorni, prevede, tra le altre cose, anche l'obbligo per tutti i siti web di pubblicare, entro 48 ore dalla richiesta e senza alcun commento, una rettifica su qualsiasi contenuto che il richiedente giudichi lesivo della propria immagine.
Purtroppo, la valutazione della "lesività" di detti contenuti non viene rimessa a un Giudice terzo e imparziale, ma unicamente all'opinione del soggetto che si presume danneggiato.
Quindi, in base al comma 29, chiunque si sentirà offeso da un contenuto presente su un blog, su una testata giornalistica on-line e, molto probabilmente, anche qui su Wikipedia, potrà arrogarsi il diritto — indipendentemente dalla veridicità delle informazioni ritenute offensive — di chiedere l'introduzione di una "rettifica", volta a contraddire e smentire detti contenuti, anche a dispetto delle fonti presenti.
In questi anni, gli utenti di Wikipedia (ricordiamo ancora una volta che Wikipedia non ha una redazione) sono sempre stati disponibili a discutere e nel caso a correggere, ove verificato in base a fonti terze, ogni contenuto ritenuto lesivo del buon nome di chicchessia; tutto ciò senza che venissero mai meno le prerogative di neutralità e indipendenza del Progetto. Nei rarissimi casi in cui non è stato possibile trovare una soluzione, l'intera pagina è stata rimossa.
Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo
Articolo 27

«Ogni individuo ha diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico e ai suoi benefici.
Ogni individuo ha diritto alla protezione degli interessi morali e materiali derivanti da ogni produzione scientifica, letteraria e artistica di cui egli sia autore.»
L'obbligo di pubblicare fra i nostri contenuti le smentite previste dal comma 29, senza poter addirittura entrare nel merito delle stesse e a prescindere da qualsiasi verifica, costituisce per Wikipedia una inaccettabile limitazione della propria libertà e indipendenza: tale limitazione snatura i principi alla base dell'Enciclopedia libera e ne paralizza la modalità orizzontale di accesso e contributo, ponendo di fatto fine alla sua esistenza come l'abbiamo conosciuta fino a oggi.
Sia ben chiaro: nessuno di noi vuole mettere in discussione le tutele poste a salvaguardia della reputazione, dell'onore e dell'immagine di ognuno. Si ricorda, tuttavia, che ogni cittadino italiano è già tutelato in tal senso dall'articolo 595 del codice penale, che punisce il reato di diffamazione.
Con questo comunicato, vogliamo mettere in guardia i lettori dai rischi che discendono dal lasciare all'arbitrio dei singoli la tutela della propria immagine e del proprio decoro invadendo la sfera di legittimi interessi altrui. In tali condizioni, gli utenti della Rete sarebbero indotti a smettere di occuparsi di determinati argomenti o personaggi, anche solo per "non avere problemi".
Vogliamo poter continuare a mantenere un'enciclopedia libera e aperta a tutti. La nostra voce è anche la tua voce: Wikipedia è già neutrale, perché neutralizzarla?
Gli utenti di Wikipedia

martedì 21 giugno 2011

End of internet

Per tutta la giornata di ieri non ho fatto altro che imprecare: la connessione Tiscali, il mio prezioso modo per poter essere connesso comodamente in mutande dalla mia stanza con il resto del mondo era andato a Marengo (leggasi ǝuɐʇʇnd ɐ).
Benché abbia smadonnato con una certa costanza per l'accaduto, alla fine l'aver avuto molto da fare mi ha impedito di subirne globalmente gli effetti; dico globalmente, perché nel particolare, mi ha, in ordine, impedito di: aggiornare e controllare il blog; leggere la mia posta elettronica; terminare un comunicato stampa che avrei preferito non dover fare oggi; cercare casa (visto che dopo averla trovata, ho ricevuto la telefonata dei miei futuribili co-inquilini con la quale mi avvisavano di essersi sbagliati e che la singola di mio interesse era già stata data a un'altra ragazza).

Il momento topico è accaduto la sera.
Al ritorno in casa, le camere da letto avevano tutte le luci spente, inusuale visto che nessuno di noi va a dormire prime dell'1.00
Tutte eccetto quelle della cucina.
Sentendo parlottare nella stanza, ho fatto capolino e ho visto i miei due coinquilini intenti a chiacchierare.
La serata nel mal comune dell'essere senza internet, ci ha portato naturalmente a trascorrere insieme il dopo cena. Da quando sono in questa casa, non era mai accaduto (se non nelle serate organizzate) e non perché le persone siano poco socievoli, ma semplicemente perché ci confinavamo ognuno nel proprio mondo di pochi metri quadri con uno schermo a far da porta sull'ovunque, piuttosto che sul fisico stare insieme.

Prima di andare a dormire ieri ho pensato sorridendo a questo jpg., che trovai casualmente durante una delle mie scorribande per la rete atte a procacciarmi virus.
... come potete vedere, oggi la connessione è ritornata.
... per fortuna (?)

Buona lettura.

lunedì 21 marzo 2011

Nichilismo del giorno

"Voglio che questo genere umano muoia e con esso tutto ciò che gli è vicino"
La catastrofe del Giappone
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