Forse non essenzialmente io, ma io

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Bologna (itinerante), Bo, Italy
Nato a Taranto il 6 maggio nel segno del Toro. Il Giallo del collettivo Shingo Tamai, cialtrone poliedrico, dilettante eclettico, onnivoro relazionale, sempre in cerca di piaceri, di vezzi, di spunti e di guerre perse in partenza. L'idea di comparire in questi termini sulla rete è nata da un brainstorming con un amico, Leonardo Chiantini, qualunque fortuna possa avere il suo primo "quaderno di appunti" virtuale, è a lui che vanno i suoi ringraziamenti.
Benvenuti e buona lettura.
Ps. Aggiungetemi su Facebook e, con lo pseudonimo andrelebrogge, su Twitter
Visualizzazione post con etichetta Vaffanculo. Mostra tutti i post
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venerdì 5 luglio 2013

Frivolezza del giorno - Merda non si dice

"- Sfogarsi con il classico "Italia paese di merda", per quanto liberatorio, non può essere tollerato - ma rincuoratevi potrete ancora farvi comprare casa a vostra insaputa!"

mercoledì 14 novembre 2012

Nichilismo del giorno. Inconclusioni.

Io non capisco perché chiamate violenza un pugno in faccia e non invece la riduzione dei diritti sociali, civili, umani, financo compiuta da uno Stato.
Io la miopia del pugno in faccia non la capirò mai.
Tra l'altro stando ben a guardare il pugno in faccia, lo puoi evitare, prevenire, parare, la fame per costrizione la puoi solo subire, come l'impoverimento, culturale ed economico, come il peso di uno Stato sulla quotidianità dell'individuo.
E questa è fame, oggi è manifestata con insulsa rabbia giovanile, forse, ma è fame, è fame di futuro e degli anni passati che non tornano per chi studente non lo è più.
Noi per poter dire cose non-violente dovremmo esserci lì, in mezzo ai fumogeni, in mezzo alle strade che pullulano di teste di cazzo, ma anche di qualcuno, forse i più, che davvero ci stanno scommettendo le palle su quello che stanno facendo. Noi dovremmo esserci nelle strade pigiati mentre a sbarrarci il passo c'è un manipolo di dieci, venti, trenta uomini che ci intimano di non passare, loro trenta a duemila di noi. Noi dovremmo esserci a subire le cariche da tirannosauri di uomini di STATO completamente ricoperti di cuoio e plexiglass e istruzione alla violenza.
Noi dovremmo esserci.
Invece no, non solo non ci sono e non ci siete, ma voi dite pure non violenza mentre pensate a scaldarvi il culo.
Q
uesto non significa che tutto debba risolversi con la violenza, ma la violenza, come la parola trova il suo uso dove ne abbisogna di più, e se di fronte al dialogo, al vero dialogo quello fatto a due o più voci, non si ha bisogno di null'altro che dell'intelligenza, della conoscenza e del rispetto, di fronte alla prepotenza non si potrà far altro che rispondere con l'unica moneta in grado di fronteggiarla. E se questo è torto, la nostra società non ci ha cresciuto cittadini, ma servi e lo ha fatto talmente bene da sentirsi solo nel giusto ad esserlo.
Buona lettura, informatevi.
 

venerdì 26 ottobre 2012

Quando si dice prepotenza.

Quando ho trovato sul mio wall di Facebook questa fotografia, per un attimo ho solo pensato: "ma io questo posto l'ho già visto", poi ho letto l'intestazione: Cassero Gay & Lesbian center.
Ora, non so se riuscite a leggere quel che c'è scritto sullo striscione. 
Le perversioni vanno curate
Forza nuova
E se non vedo male, accanto alla scritta Forza nuova, nell'angolo a sinistra, c'è un gagliardetto dell'Italia. Stronzi, voi e chi vi ce l'ha data quella prosopopea di poter usare il tricolore in questo modo.
 
Quali parole?
Cosa si può dire di fronte a una prepotenza di questo tipo? 
Perché il gesto è solo una manifestazione di prepotenza assoluta. E' per questo che coinvolge tutti. Nessuno escluso, nemmeno chi fa finta di niente o fa spallucce.
Certo, qualcuno ci ha scherzato su, esorcizzando il gesto come un segno di autocritica o outing del gruppo di FN, qualcuno - molti in verità - ha solidarizzato con i ragazzi e le ragazze del Cassero, ma resta il gesto e la cosa più terribile è che magari sarà etichettato come una ragazzata.
Ragazzata un cazzo!
Una ragazzata è un sasso su una vetrata e già siamo sul filo del teppismo. 
Questa gentaglia, invece, è andata nottetempo a mettere quello striscione con lo scopo di offendere e intimidire altri esseri umani. E non gli si può attribuire il nome di ragazzata, nemmeno se per gli esseri umani in questione quello striscione e gli scriventi hanno lo stesso valore del vuoto nulla.
Per quello che avete fatto, per quanto apparentemente piccolo sia, sappiate che Siete solo Prepotenza. Siete Piccoli dentro e fuori. Siete Stupidi come un quarto di bue, ché se foste uno intero almeno sareste utili a fare qualcosa. E la cosa peggiore è che non ve ne rendete nemmeno conto.
Mi ripeto sempre che la cultura ci salverà e per chi ha già tagliato le recinzioni e saltato il muro, che si fa si spera nel darwinismo?

giovedì 5 luglio 2012

Quando Facebook si fida più dei tuoi amici che di te. Ovvero: "Cavallo curioso"

Alcune delle cose che succedono non sono esattamente commentabili.
Questa è una di quelle.
Probabilmente una cosa simile è capitata a ognuno di voi, o capiterà nelle prossime ore. "Denunciate" dove e come potete. 
Questi metodi da Gestapo fanno schifo, pur essendo una domanda fatta a cazzo, pur non avendo apparentemente alcuna gravità o alcun risvolto.
Perché Facebook dovrebbe chiedere questa cosa ai propri utenti?
Perché non arrivano notifiche attraverso le quali gli utenti vengano informati di simili procedure?
A cosa servono simili informazioni?
Perché terzi dovrebbero rispondere a domande che mi riguardano?
A presto e buona lettura.


Ps. Potrete dire che non volete rispondere ma non evadere la domanda in qualche altro modo.

mercoledì 27 giugno 2012

Rimembranze

Trentadue anni fa, alle 20.59, nel cielo tra Ustica e Ponza, un aereo Douglas DC-9 dell'Itavia si squarciò in volo all'improvviso e scomparve in mare.
Ottantuno esseri umani finirono in un lampo.
Alle indagini seguirono depistaggi, manomissioni e cancellazioni di importanti prove.
Lo stato italiano, il minuscolo è un dato di fatto non un errore, ha sempre affermato di essere estraneo ai fatti.
Talmente estraneo da non essersi interessato nemmeno a trovare i colpevoli.
Buon mercoledì.
A presto e buona lettura.

lunedì 25 giugno 2012

Federico Aldrovandi mi sembrava morto di noia

Il 21 giugno, quattro giorni fa, una pagina orripilante della storia nazionale della polizia italiana è stata chiusa in Cassazione con una condanna definitiva, ripeto, Condanna DE - FI - NI - TI - VA, a tre anni e sei mesi di carcere per i quattro macellai in divisa che si fregiano dei nomi di: Paolo Forlani, Monica Segatto, Enzo Pontani, Luca Pollastri

Potrei soffermarmi sul fatto che tre anni e sei mesi mi sembrerebbero adeguati per una rapina a mano armata a un mercato ortofrutticolo, piuttosto che rincuorarmi che per una volta i matti con una divisa addosso non l'hanno passata liscia - non ce n'è bisogno, ma siccome i cerebrolesi son a distanza di un click, è evidente che non tutti quelli che indossano una divisa sono matti o bestie. Bene, se hai avuto bisogno di leggere questa annotazione, amico o amica, ho due notizie la prima è che a usare le generalizzazioni si rischia di incorrere in inutilità scrittorie, la seconda è che appartieni alla categoria dei cerebrolesi -  oppure potrei soffermarmi sul fatto che Paolo Forlani ha sporto querela nei confronti della madre del ragazzo massacrato di botte: 54 lesioni constatate dal medico legale sul suo corpo di diciottenne. 

giovedì 5 aprile 2012

Intermezzo d'aprile

Ok lo ammetto, avrei dovuto pubblicare almeno due nuovi contenuti di incontri con artisti, ma ho delle buone ragioni se ancora non l'ho fatto. Difatti ogni mio margine di tempo sta venendo inglobato dalla scrittura di quel secondo volume Shingotamaiano di cui tanto si parlava qualche tempo fa e che ormai vede in lontananza la fine, con somma gioia dell'intero collettivo di scrittura. 
Oggi però mi è successa una cosa davvero strana, mi sono infatti letteralmente scontrato con un articolo che ho trovato non solo particolarmente condivisibile, ma anche molto interessante. Ora, normalmente tutto ciò che viene letto qui è un prodotto diretto di una combinazione molto famigliare di meningi e dita e tasti, ma come già mi presi la briga di farlo per la musica con la lettera di Tony Pagliuca, questa volta lo farò con l'editoria. Questo l'articolo di Graziano Lanzidei su un argomento decisamente molto delicato: Editoria a pagamento e Festival dell'Inedito.

"... Poi è arrivato il Festival dell’Inedito, spinto e sponsorizzato da Antonio Scurati. Ente promotore il Comune di Firenze che, così dice, a Giugno dovrebbe ospitare alla Leopolda una fiera, quella sì inedita, di aspiranti scrittori. Vi spiego brevemente il meccanismo: 130 euro sono per l’iscrizione, così qualcuno leggerà lo scritto che volevi pubblicare ma mai nessuno ha accettato. Nel caso in cui loro ritengano che questa non pubblicazione è un’ingiustizia, devi pagare altre 400 euro. Al buio. Perché non è detto che poi la manifestazione si faccia. Nel caso in cui non si dovesse fare, loro dicono che ti restituiranno una parte di quei soldi. Esattamente 200 euro, perché le restanti 330 se le tengono per il disturbo. E questo è solo l’inizio. Perché poi c’è tutto un particolare tariffario per presentazioni, presentazioni con commento critico, presentazioni con letture di un attore professionista e così via. Ad ogni complimento o ad ogni iniziativa, devi girare coi soldi in bocca e pagare. A me è venuto in mente Eureka Street, proprio per rimanere in tema. In particolare l’escamotage pensato da Chukie, uno dei coprotagonisti, per alzare soldi facili. Lui s’era inventato uno stratagemma singolare e geniale, a suo modo: aveva fatto la foto all’unico vibratore di cui era in possesso e aveva messo l’annuncio su diversi giornali. “Vendesi vibratori”. Le persone interessate dovevano mandare un assegno, con la causale ‘vibratore’ ben specificata, per poterlo acquistare. Nel caso in cui l’acquisto non andasse a buon fine, gli acquirenti dovevano richiedere in cambio dei soldi, ben specificando la causale nel compilare la richiesta. In poche parole: arrivarono una marea di ordini, ma nessun vibratore venne spedito e furono davvero in pochi quelli che richiesero indietro i soldi. Chukie diventò ricchissimo, senza vendere nulla, e iniziò così la sua lunghissima e sfolgorante carriera di manager geniale e disposto a tutto. Adesso non ho idea di dove vogliano arrivare gli ideatori del Festival dell’Inedito, né dove abbia intenzione di portarli Scurati. Lo stratagemma per ora mi ricorda molto quello di Chukie ad Eureka Street. Far leva su dei sogni/bisogni. E sfilare soldi ai malcapitati ..."
Qui per continuare a leggerlo (immotivatamente, almeno per quel che sembra, il post è stato rimosso).

Il mio pensiero sull'editoria a pagamento è cosa abbastanza risaputa, ma grazie alla creatività di un'amica potrò sintetizzarlo garbatamente. 
 
Il nano cagarino da giardino è gentilmente offerto da Stefania Prestopino

Dopo aver fatto questa mirabolante scoperta, non quella del nano intendo, ma quella del Festival dell'Inedito, mi sono imbattuto anche in quest'altra notizia, che è stata, diciamo, il coronamento perfetto del primo giorno di pioggia dopo ormai non so più quanto tempo di sole. 
Anche Moccia scende in politica 

Un cordiale buon giovedì a tutti, no via, a quasi tutti, che agli altri un Vaffanculo non glielo toglie nemmeno Frate Indovino dal calendario.
A presto e buona lettura. 

lunedì 26 dicembre 2011

Nichilismo del giorno - APPELLO A RETI UNIFICATE

"Uomo avvisato mezzo salvato"
Motto popolare

Il Pontifex ci riprova e dalle sue pagine ci manda, Attenzione Attenzione, un appello a reti unificate
 DIO SI STA INCAZZANDO
Quindi smettetela di scrivere o recitare cagate CONTRO DIO E I SUOI SOSTENITORI e di bestemmiare anche, che qui non se ne esce vivi.
Oltretutto il Padreterno è un fervente praticante della vendetta trasversale.

State in palla e buona lettura.

sabato 14 maggio 2011

Frivolezza del giorno

"Possiamo dire tutto, ma non che la comunicazione in Italia sia una merda, quella almeno galleggerebbe"

martedì 11 gennaio 2011

mercoledì 22 dicembre 2010

Aforisma del giorno

"Il "non si fa" aprioristico è quello che aborro quando sento parlare di violenza fisica. Premesso che è l'unica arma, per quanto bestiale essa sia, a disposizione di tutti, inoltre nell'immaginario dell'uomo la mancanza della percezione del sangue, come "fuoriescente" e non solo "sottocutaneamentescorrente", è ciò che gli fa credere d'essere onnipotente.
Osservare il proprio sangue uscire, cambia la consapevolezza che si ha della propria persona e, conseguentemente, ridimensiona il proprio ego, non direttamente proporzionale, in importanza o in meritorio di rispetto, al numero di zeri disponibili in banca"

giovedì 11 novembre 2010

Aforisma del giorno

"Io non sono preoccupato dal presente, quanto dal futuro. Gli italiani non recidono la testa del loro re. Gli italiani lo mandano in esilio e, dopo cinquant'anni, hanno da rispondere ai rimborsi che gli vengon chiesti per i danni subiti dall'esilio e, dopo gli stessi cinquant'anni, invitano il nipote del re nei talkshow"

domenica 7 novembre 2010

Vaffanculo. Una risposta

Capitan Fracassa

Vaffanculo a voi, sì a voi, che dal basso di questo palco mi guardate con le vostre facce sorridenti ed ora sbalordite, di chi ogni giorno se la racconta ed intanto se ne sbatte alla grande di tutto ciò che non abbia come soggetto la prima persona singolare, IO.
Vaffanculo a voi perbenisti, che vi schifate delle guerre nel mondo, che credete nella pace, che credete che l'Occidente sia la base della civiltà e non sapete un cazzo né di storia, né di cosa si provi a non poter chiamare la propria casa con questo nome.

Vaffanculo, d'altronde, a voi orientalisti, che credete che per imparare ad abbracciare gli altri sia necessario andare in espiazione in India o ad altre simili idiozie.
Vaffanculo a tutti voi, stronzi, che inquinate con la vostra presunta furbizia, con il vostro menefreghismo, con tutta la vostra grettezza il mondo, più di quanto possa fare una centrale nucleare con un fiume e se non sapete che può fare una centrale nucleare, leggete un giornale e cercate di comprendere quel che succede in Cina.

Vaffanculo a tutti coloro che credono di essere dei in terra, solo per il fatto di avere un conto in banca a nove zeri; non esistono gli dei è tempo che lo comprendiate, anzi peggio, se esistono, è perché c'è gente che ci crede, per cui, di grazia, smettete di credere voi stessi come dei, quando in questa maniera non vi considerano nemmeno gli altri, siete semplicemente patetici.
Vaffanculo agli dei sotto ogni loro forma, perché solo gli esseri umani potevano inventare delle forme "superiori" così ottusamente imperfette e vaffanculo a chi ci crede e a chi no, ai primi per le illusioni di Babbo Natale in cui vivono ed in cui chiedono agli altri di vivere con le loro stupide imposizioni ideologico-sociologiche, ai secondi per le illusioni che sfruttano a loro agio. 
Vaffanculo ai bianchi, ai negri, ai mulatti, ai rossi, ai gialli, ai fuxia, ai pois, per non aver capito ancora un cazzo riguardo alle differenze razziali; soprattutto a quelli che sono solo in grado di etichettare ogni cosa come "omofobo" o "razzista" e vaffanculo ai razzisti di merda, quelli veri, per il letame tossico, altamente nocivo, che producono ogni qualvolta si impegnano in una loro inutile, ingiusta, ignorante, insudiciante battaglia per lo stabilimento del migliore.
Vaffanculo, signori e signore qui convenute, non tanto per essere qui, ma per il fatto che in tutta la vostra porca esistenza, non avete fatto altro che ripetere a voi stessi ed agli altri "l'importante è la salute".

Vaffanculo a tutti quelli che credono, che per far sentire la propria voce, che per cambiare le cose, sia sufficiente farsi quattro passi per strada e dire che si sta manifestando un solo spilorcio giorno della propria misera vita lavorativa. Guardate cosa ci ha lasciato il passato, i morti che insozzano e che innalzano le rivoluzioni sociali (o presunte tali) magari c'è possibilità che impariate come vivere e come cambiare il presente.

Vaffanculo a tutti i "Pride" del pianeta, che hanno così poca capacità di compatirsi da soli e di combattere le proprie guerre, d'aver bisogno che siano gli altri a farlo con, o peggio al posto, loro.

Vaffanculo alle teologie, che non sono in grado di comprendere nulla che non sia legittimato dalla parola tradizione e starebbero, se potessero, ancora lì a credere nell'imperatore/Dio o nella sfiga del gatto nero, o nel Sole che gira intorno alla Terra. SVEGLIA! Il mondo cambia, se non siete in grado di stare al passo con i vostri liquami dogmatici, forse è il caso di togliere le tende, voi ed i vostri adepti incartapecoriti nell'encefalo.
 

Vaffanculo a tutti i politici del mondo, ai giudici corrotti, ai membri delle forze dell'ordine prezzolati, perchè loro, che dovrebbero essere i portavoce di una delle più grandi idee, la giustizia, sono i primi a non crederci e ad infangarla, sproloquiando, friggendo aria, abusando del loro potere e fregando quanti più possono con tutta la meschinità di cui sono capaci.
Vaffanculo ai bastardi che usano l'eskimo, alle associazioni onlus, a quelli che di giorno sono persone sociali e di notte o quando nessuno li vede e li sente, diventano terroristi, briganti, criminali e poi pretendono però un trattamento civile come risposta ai propri atti incivili, violenti, indiscriminati, criminosi.
 

Vaffanculo signori e vaffanculo signore, ma vaffanculo soprattutto a me, che da questo palco inveisco contro tutto e tutti, mi sgolo, urlo, mi dibatto, ma poi come ognuno di voi seduto con le sue mani sulla pancia, svendo a poco prezzo le parole, senza voler, poter, saper, risolvere i problemi.
Sipario e buona serata.

lunedì 27 settembre 2010

Aforisma del giorno

"Non so se è questione di avere il culo in faccia e quindi, mancando del secondo occhio, avere problemi ad osservare da un solo orifizio la profondità del mondo in cui si vive, o se invece si ha la faccia come il culo, apparantemente uguale, ma concettualmente diverso"

giovedì 26 agosto 2010

martedì 6 aprile 2010

Aforisma del giorno

"Troppo spesso si preferiscono bugie scodellate per pranzo, piuttosto che un po' di fame di verità. Questo non è essere idioti, è essere morti"

mercoledì 18 novembre 2009

Aforisma del giorno

"Mi domando, abbastanza frequentemente, come si possa pensare di organizzare un sit-in in difesa della democrazia, quando non basterebbe l'Oceano Indiano a contenere il sangue della gente morta per crearla"

martedì 10 novembre 2009

Aforisma del giorno

"Una pistola ha i colpi contati e, se non li avesse lei, li avrebbe chi la impugna. La grettezza invece no ed è anche contagiosa"

martedì 27 ottobre 2009

Aforisma del giorno

"C'è una rara stupidità nell'offrire cortesia solo dopo che questa viene imposta con la forza o con l'aggressività"

mercoledì 14 ottobre 2009

Aforisma del giorno

"Gli italiani sono un'accozzaglia di individualisti furbi, ma come si sa, se tutti si credono furbi, qualcuno o è un bugiardo o è un coglione"
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