Nel silenzio notturno cala la luna
e non c'è musica in sottofondo
né i tuoi cappotti di lana stretti in vita.
Così giaccio nel tumulto della quiete
Nudo,
[e ci rileggo fino agli argini]
livido,
[e ti cerco nella punteggiatura dell'imperfezioni]
rannicchiato,
[nell'infantile tentativo dell'abbraccio].
Ma non c'è carne.
Solo ossa spezzate, midollo, quanto basta,
un po' di sangue e qualche resto,
ora bagnato, trascurabile.
Ad avere slancio, mi alzerei in piedi.
Ad avere stomaco, trangugerei ogni tempo.
Ad avere speranza, mostrerei i palmi al cielo
e ti chiederei,
come scrisse Roversi, il poeta,
senza nemmeno sapere di noi,
ti prego, nevica, ora, sulle mie mani.
Forse non essenzialmente io, ma io
- Andrea Broggi
- Bologna (itinerante), Bo, Italy
- Nato a Taranto il 6 maggio nel segno del Toro. Il Giallo del collettivo Shingo Tamai, cialtrone poliedrico, dilettante eclettico, onnivoro relazionale, sempre in cerca di piaceri, di vezzi, di spunti e di guerre perse in partenza. L'idea di comparire in questi termini sulla rete è nata da un brainstorming con un amico, Leonardo Chiantini, qualunque fortuna possa avere il suo primo "quaderno di appunti" virtuale, è a lui che vanno i suoi ringraziamenti.
Benvenuti e buona lettura.
Ps. Aggiungetemi su Facebook e, con lo pseudonimo andrelebrogge, su Twitter
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lunedì 11 gennaio 2021
Aria di neve
martedì 31 dicembre 2019
L'anno che verrà
Vorrei aver detto a tutti quanti,
di quando morì quell'anno vecchio,
che scriver di propositi e rimpianti
val come stare a mingere in un secchio.
Che sia, infatti, riempito fino al mezzo
o tracimato ben oltre il suo ciglio
vuotarlo per pulirlo è solo un vezzo.
Ma il mio non sarebbe che un bisbiglio,
perché, in quel bruciar di abiti e Vecchioni
e festeggiar con brindisi ed auguri,
se auspicassi a voi che il guadagnato
fosse pari a quanto seminato,
fatti i giusti e debiti scongiuri,
vi voltereste a dirmi: "che coglioni!".
Buon 2020.
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martedì 15 ottobre 2019
Aforisma del giorno
Se consenziente, ogni kinky è cortesia.
lunedì 10 dicembre 2018
Largo all'avanguardia, pubblico di merda
Al netto di quanto è stato affermato in questi ultimi giorni, possiamo essere sicuri che si possa dire e fare critica a ogni cosa o genere musicale.
E non è relativismo spicciolo, è storia. È stato fatto sempre, sia nei confronti del "culturalmente nuovo" sia del suo pubblico. È stato fatto con la musica classica, con il jazz, con il rag-time, con il rock'n roll, con la psichedelia, con la musica demenziale, con il punk, con il grunge, con il rap, con la techno - anche quella più musicalmente impegnata -.
E il problema non è se la trap faccia cacare di per sé come fenomeno musicale/sociale, o se piaccia a qualcuno e a qualcun altro no.
A me fa cacare perché ho 40 anni e al mio gusto estetico gli importa una sega di un tardo-adolescente che farfuglia musicalmente il suo disagio, la sua educazione, la sua capacità o la sua pigrizia linguistica o emotiva. Sono disinteressato da sempre a quel tipo di dialogo che da dover essere il più ampiamente comprensibile, viene trasformato in qualcosa di diretto esclusivamente a propri simili, alla propria cerchia di primati pensanti e senzienti.
Il punto è che la musica non ha parte in questa storia. O se l'ha è solo il capro espiatorio del caso, inteso sia come "in questione", sia come "sciagura".
Ciò che è accaduto, invece, è un prodotto culturale direttamente connesso ai tempi in cui viviamo, che si mischia a uno standard di interesse sociale in abbassamento, per lo meno in termini di rispetto, di comportamento di convivenza.
E se si deve parlare di colpe, io direi che una delle prime è che parliamo delle cose prima ancora di capire, con l'approssimazione più piccola possibile, come siano andati i fatti. Siamo ingolfati dalla velocità delle informazioni al punto che per non restare indietro, la ingolfiamo ulteriorimente con il nostro parere, che però se detto prima dei fatti ha un altro nome: pregiudizio.
E c'è poco da rallegrarsene solo perché stiamo assumendo questa posizione nei confronti di una cosa che riteniamo prossima alla merda.
Il punto è che sappiamo sempre riconoscere il berlusconi, il fascismo, il bigottismo, l'idiozia, la vigliaccheria, l'ignoranza negli altri e in noi - nella storia di noi stessi che se almeno fossimo sinceri con noi stessi ci racconteremmo - nemmeno davanti allo specchio.
venerdì 26 ottobre 2018
Sulla 194
Ché a restar in silenzio poi si resta incompresi.
Sulla questione della legge 194, agli antiabortisti, che ancora non
capiscono che, essendo il corpo l'unico tempio che ci appartiene davvero,
ognuno DEVE avere la possibilità di scegliere, con tutto l'aiuto e
l'assistenza possibile, certo, ma in totale autonomia, credo che
soltanto una cosa ci sia da dire: se fossero gli uomini a dover
partorire, avrebbero montato i baracchini per praticare l'operazione
agli angoli delle strade, con tanto di sconti e card clienti, altro che
obiezione di coscienza. E
onestamente uno stato civile dovrebbe sospendere, rendendola
impossibile in quei contesti, l'obiezione di coscienza nel pubblico
impiego.
martedì 6 marzo 2018
Il Freddo
Ci prese tutti senza distinzione, uno a uno
rovinosamente, come accade spesso.
Inizialmente "sarà l'inverno", pensò qualcuno,
"quel vento dal nord instilla un fare sì sommesso",
ma già in Primavera, fu a tutti manifesto
che il freddo non si sarebbe tolto coi cappotti,
che non sarebbe passato tanto presto.
Alcuni furono presi coi cazzotti
lasciati con volti lividi, le bocche infrante,
finché non dissero "sì" a forza di botte.
Nel letto fu colto qualche benpensante,
giurò che fosse colpa della notte
ma sapeva bene di quanto fosse stato noncurante
di quanto tempo fosse trascorso dall'ultime lotte,
di quanto la libreria fosse più piena dei suoi occhi.
Ma i più, si ritrovarono già in piazza,
gli adulti a sventolar bandiere e i bimbi con in testa i fiocchi
urlavano insieme: "Vaffanculo a tutti!", "Viva la Razza!"
i più sosfisticati, dopo l'inno, "Viva la Nazione!".
Non c'era più ragione, sembrava non bastasse che l'istinto
di essere nel giusto, nel sentire il Capo che dal balcone
gridava: "Oggi è un nuovo inizio, abbiamo vinto".
Nel pieno della nostra indifferenza ci entrò nell'ossa piano piano,
che così ti prende il freddo quando siedi,
e perdemmo tutto, subendo la prepotenza della mano,
a causa del nostro non esser stati in piedi.
rovinosamente, come accade spesso.
Inizialmente "sarà l'inverno", pensò qualcuno,
"quel vento dal nord instilla un fare sì sommesso",
ma già in Primavera, fu a tutti manifesto
che il freddo non si sarebbe tolto coi cappotti,
che non sarebbe passato tanto presto.
Alcuni furono presi coi cazzotti
lasciati con volti lividi, le bocche infrante,
finché non dissero "sì" a forza di botte.
Nel letto fu colto qualche benpensante,
giurò che fosse colpa della notte
ma sapeva bene di quanto fosse stato noncurante
di quanto tempo fosse trascorso dall'ultime lotte,
di quanto la libreria fosse più piena dei suoi occhi.
Ma i più, si ritrovarono già in piazza,
gli adulti a sventolar bandiere e i bimbi con in testa i fiocchi
urlavano insieme: "Vaffanculo a tutti!", "Viva la Razza!"
i più sosfisticati, dopo l'inno, "Viva la Nazione!".
Non c'era più ragione, sembrava non bastasse che l'istinto
di essere nel giusto, nel sentire il Capo che dal balcone
gridava: "Oggi è un nuovo inizio, abbiamo vinto".
Nel pieno della nostra indifferenza ci entrò nell'ossa piano piano,
che così ti prende il freddo quando siedi,
e perdemmo tutto, subendo la prepotenza della mano,
a causa del nostro non esser stati in piedi.
sabato 27 gennaio 2018
Aspettando il 4 marzo
Sono giorni che sento discutere, e io stesso discuto, del prossimo futuro che ci attende dal 4 marzo in poi e benché mi sia ripromesso di non scrivere o approfondire in rete posizioni e programmaticità, penso sia giusto mettere per iscritto una riflessione brevissima.
Nel parlare con molti di voi, mi capita spesso di scorgere un illuminato ottimismo per questo paese e per il suo futuro e parlo di questo paese e non di Europa o di mondo occidentale, perché è qui in Italia che vivo ed è dell'Italia che sono informato.
Ecco, in seguito a questi scambi e visto lo stato imperante, penso di poter trovare almeno quattro possibilità di lettura: la prima possibilità è che siate dei poveri idioti o magari solo profondamente miopi, terribilmente, forse inguaribilmente, ignoranti al punto da non capire, ad esempio, che celebrare la memoria e poi cacare letteralmente su qualunque essere umano si differenzi da voi per religione, colore della pelle, nazionalità, sia equivalente a un quoziente intellettivo "sedia"; la seconda possibilità è che siate in qualche modo collusi, legati a doppio filo con qualcosa che vi consente e, reputate, consentirà anche in futuro, di mantenere la vostra posizione privilegiata; la terza è che la speranza abbia mangiato ogni cellula del vostro raziocinio e, come in un'opera manzoniana, siate in attesa della Provvidenza, succede, ad esempio, quando ritenete che l'onestà basti a un politico per far bene il proprio lavoro. E a questo punto non si capisce perché mai non la richiediate anche a un elettricista o a un impiegato delle poste, o a qualunque altra variabile lavorativa, musicisti, pittori e scrittori inclusi, al posto della competenza, perché voi stessi non sviluppiate l'onestà - così preziosa umanamente - anche a scapito della vostre altre qualità. La quarta, ed è verosimile quanto quell'altre, è che il coglione, invece, sia io e quanti, come me, di fronte al vostro ottimismo subodoriamo con addosso un senso di tesa impotenza il disastro.
Buon sabato, buona lettura.
domenica 25 dicembre 2016
Il Fantasma del Natale Ciaone
Prepara valigia, pulisci casa, chiudi casa, dimentica caricabatterie, bestemmia, torna a prenderlo, perdi quasi il bus, arriva all'autostazione, attendi pullman, sali sul pullman, fai amicizia con il beone che ti è capitato accanto dall'alito calcuttiano, dormi, svegliati, autostazione, dormi, svegliati, Mottola all'alba, dormi, svegliati, Massafra al mattino, puzza di Ilva, scendi dall'autobus, Taranto porto, trascorri mattinata in stato vegetativo senza internet, pranzo vigilia, acidità di stomaco, cerca regali per la città deserta, torna a casa, Una poltrona per due, festeggia vigilia, mangia, mangia un po' di più, più acidità, apri regali, consegna regali, accompagna fratello, parcheggia macchina in centro, arriva in piazza del Carmine, guarda i capannelli di gente, annoiati in un secondo, ritorna in macchina con addosso il Fantasma del Natale Ciaone, torna a casa, decora la tazza del cesso, dormi, svegliati, febbre.
Tanti auguri a te
Tanti auguri a te
Tanti auguri Gesucristo
Tanti auguri a te.
Buona Domenica, Buona Natalinzia.
venerdì 4 novembre 2016
All'improvviso
![]() |
| Fotografia di Nadia Quaranta |
le parole sono convenzioni
e ricalcano i limiti
demarcano frontiere
e risolvono
l'irrisolvibile bisogno
di comunicarsi al mondo.
Eppure la carne sa ogni cosa
e gli occhi la riconoscono
e i corpi si scoprono impulsivi.
Come un bacio improvviso di amanti
che in strada si vedono soli
nel tutto.
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venerdì 23 settembre 2016
Settimo anno
Eh beh, qui la famosa crisi del settimo anno si fa sentire tutta: pochi post, sempre meno recensioni, ormai si vive di rimessa e di rendita. Del resto si invecchia, caro il mio Lettereegiorni, il tempo passa, si cambia e i blog non se li incula più nessuno, manco i loro proprietari. Tutti lì a smanettare con i loro intelligentofoni, con i loro tavoletti, con i loro social. Un momento, salvo che i blog non siano quelli di gente famosa, che allora lì basta registrare una scorreggia e tutti a riprodurla come suoneria - vittime recidive del Gattino Virgola - e a postare in massa l'ultimo video che ha commosso il web.
Ma noi siamo di un'altra pasta Sig. Lettereegiorni, siam di quella razza che "l'è inutile far finta, ci ha trombato la miseria e siamo rimasti in cinta", diceva il sommo vate toscano, Monni.
A ogni modo auguri, non è da tutti continuare a restare attaccato a un polmone d'acciaio e allenarsi ancora per andare a giocare alle Olimpiadi. Che si fa presto a dire andare a giorcare le Olimpiadi, lo sa che non si faranno nemmeno a Roma ed è un bel problema, se ci pensa, perché con i soldi che non possiede 'ndo cazzo se crede d'annà?
Tanti auguri a te
Tanti auguri a te
Tanti auguri Sig. Lettereegiorni
Tanti auguri a te!
martedì 13 settembre 2016
Cul in aria #10. Ovvero: scintille di scrittura creativa in cucina
Waiting for Ebollizione dell'acqua
Spiarti è un mio piacere, come spogliarti il tuo. E i miei occhi sono voraci sulla tua carne, sull’increspature, sulle forme. Nell’eccitazione non esiste che perfezione ed è per questo che ti cerco i nei, per trovare nel caos in cui vivo il tuo essere vera che altrimenti sarei incapace di percepire. La nudità è un accogliente lembo di vestaglia che non copre nulla né nasconde, ma anzi afferma, sottolinea, non scivola, per ora, si mantiene mentre con una mano mitighi il caldo e il freddo dell’acqua, mentre soppesi il momento in cui l’esile caviglia distenderà in un istante il piede prima di posarlo nuovamente al suolo. Non sei immobile, ma ai miei occhi sei lenta o forse è il sangue nelle vene che mi rende veloce e ti scorgo espressioni che se non osservassi cautamente non potrei mai notare e invece voglio vedere ogni cosa, voglio saperti solo di occhi, di essenza, di suoni, senza tattilità, senza sapori, goloso e appagato dal tuo solo miraggio.
Diventi pelle e come pioggia l’acqua si fa goccia, rivolo, poi scroscio, ti investe bagnando i capelli segue il tuo disegno, moltiplica le tue immagini e la doccia diventa come un cosmo in cui puoi esistere senza riverbero esterno, perché tutto è riverbero e il tuo respirare e il pianto artificiale che precipita sul volto, sono la sola cosa in cui sei immersa.
Senza vociare puoi sentirti come vuoi e puoi sentirti accarezzare e puoi accarezzarti, senza un’estranea presenza il pensiero è così liberato da stanchezza e polvere da poter socchiuder gli occhi, abbandonata al tepore. L’acqua è l’asta di un tamburo, percuote sicura per produrre la musica e tu da maestra l’accordi, la suoni, l’interpreti, in una luce che si opacizza mentre irradia, mentre il vapore riempie i vuoti, ombreggia i muri.
L’immobilità è la mia febbre, che solo lo sguardo tradisce e quando la tua mano asciuga le lacrime che piovevano fino a poco prima su di te e riapri gli occhi, ritorno al tuo respiro, il mio ritmo.
Ed è il sapere tutto questo a rendere spiarti il mio piacere, come spogliarti il tuo.
Ed è il sapere tutto questo a rendere spiarti il mio piacere, come spogliarti il tuo.
sabato 6 agosto 2016
Cul in aria #9. Ovvero: scintille di scrittura creativa in cucina
Waiting for Risotto allo zafferano
La parola neo applica a un sostantivo il concetto di nuovo e rappresenta
insieme, nella sua accezione cutanea, il concetto di macchia o di
imperfezione.
Ed è così che ti avrei amato, anzi no, che ti amerei: come si ama il nuovo che si incontra e folgora, perché folgorano tutte le prime volte, e come si ama l'imperfezione, che dà senso a tutto il resto, caratterizzandolo.
Ed è così che ti avrei amato, anzi no, che ti amerei: come si ama il nuovo che si incontra e folgora, perché folgorano tutte le prime volte, e come si ama l'imperfezione, che dà senso a tutto il resto, caratterizzandolo.
giovedì 7 luglio 2016
Nichilismo del giorno
Ogni volta che succede una disgrazia, o qualcosa di altrettanto orribile, si verifica la magia della democrazia in cui ognuno può scrivere ciò che vuole, senza peso, parole in libertà, a pioggia come mosche sulla merda.
Ora, dal momento che è sempre interessante constatare come gli analfabeti della forma lo siano frequentemente anche nei contenuti, direi che il diritto di voto può cominciare da qui.
Buon giovedì.
Ora, dal momento che è sempre interessante constatare come gli analfabeti della forma lo siano frequentemente anche nei contenuti, direi che il diritto di voto può cominciare da qui.
Buon giovedì.
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mercoledì 6 luglio 2016
sabato 18 giugno 2016
Frivolezza del giorno
Grazie a tutti e tutte voi - o meglio alla definizione di maggior parte -
ho scoperto che il mondo si divide in due categorie nettissime: da un
lato quelli che affermano qualunque minchiata - anche corretta - gli
passi per il cervello e i loro proseliti e dall'altro I Rosiconi.
La critica non esiste, infatti, più e se esiste è perché si ha qualche cazzo in culo non adeguatamente digerito, del resto vorrei anche vedervi a digerire con l'intestino.
E io sono indeciso tra chiudermi in un mutismo rassegnato e sperare un impedimento di massa nella riproduzione.
Qualcuno scatti una fotografia.
Buon giovedì.
La critica non esiste, infatti, più e se esiste è perché si ha qualche cazzo in culo non adeguatamente digerito, del resto vorrei anche vedervi a digerire con l'intestino.
E io sono indeciso tra chiudermi in un mutismo rassegnato e sperare un impedimento di massa nella riproduzione.
Qualcuno scatti una fotografia.
Buon giovedì.
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domenica 5 giugno 2016
Ciù Porn is megl' che uan
Una settimana ricca di avvenimenti è importante ricordarla con tutti gli onori del caso, che oggi ci siamo, diceva mia nonna, e domani "o mar' o sà".
Sicché piacendoci le doppiette vi proponiamo i Porni della settimana.
Nella diapositiva, che dimostra il potere di Twitter e dell'hashtag #porn, potete avere qualche notizia su quest'uscita Frizzifrizzica, riguardante la rubrica Che ne sai tu di porno? e il talent-show più interessante delle ultime settimane: Sex Factor, per non dire di sempre.
A quest'altro indirizzo, invece troverete la seconda parte della puntata porno di Ufficio Reclami, condotta da Massimo Vitali, che mi ha gentilissimamente invitato perché sa quanto unisca in me pratica e grammatica dell'argomento.
Buona lettura e abbiate prudore!
sabato 4 giugno 2016
Accadimenti estemporanei di ieri sul nostro domani odierno
Mentre le ragazze che non diremmo più teen, ma nemmeno trentenni si affrettano quasi a cedermi il posto a sedere sull'autobus, in quella rincorsa a chiamarmi "signore" e a darmi del lei, le mamme, alle casse dei supermarcati o in fila per qualcosa, mi salutano dandomi del tu e sorridono gioviali e scambiano battute complici sui figli discoli e sulle vacanze al mare, mettendo le mani sulle loro fedi: a indicarmele, sì, ma anche a nasconderle; e cercano anche di sapere quanto ci ho messo a farmi crescere i capelli o quanto sia abbronzato nonostante il tempo.
E a questo punto, per questo essere sempre fuori tempo non so se sentirmi lusingato o preso per il culo dalla vita.
Nella didascalia musicale di Pretty Vacant cuociono due bistecche di suino, che non hanno niente a che vedere con il resto del discorso, ma sono il mio pranzo.
Buon sabato e buona prandialità.
E a questo punto, per questo essere sempre fuori tempo non so se sentirmi lusingato o preso per il culo dalla vita.
Nella didascalia musicale di Pretty Vacant cuociono due bistecche di suino, che non hanno niente a che vedere con il resto del discorso, ma sono il mio pranzo.
Buon sabato e buona prandialità.
venerdì 29 aprile 2016
Frivolezza del giorno. Prepensionamento
Ieri girovagavo per Bologna sulla bicicletta di un amico, che con la Primavera tutto diventa piacevole quanto basta da non trasformarsì in chiazze acquose sparse per il corpo e facce paonazze, e in quell'ultimo scampolo di vita che si attacca alla vita, che chiameremo orgoglio per facilitarne la comprensione, nel costatare l'andatura di un ragazzo di vent'anni tronfio sulla sua Bianchi, ho cominciato a pedalare anch'io.
Dall'Unipol alla rotonda antistante l'Xm non ho idea quanti metri di strada ci siano, ma li abbiamo fatti a un'andatura pazzesca io su questa montain bike, lui sulla sua Bianchi, schivando macchine, trovando tutti i semafori sul verde, senza nemmeno guardarci tra di noi. Non so esattamente cosa ci fosse in palio per lui, per me solo la velocità, era solo una questione di velocità. Per larghi tratti ho pensato anche: "Bada lì se ti svernicio", ma il senso era gareggiare fino all'arrivo di uno dei due.
Alla rotonda della mia destinazione, quella dell'XM, nonostante momenti alterni, nonostante tutte le risorse di muscoli e polmoni mi aveva staccato di buoni venti metri, è in quel momento, mentre assaporavo la beffa dell'ammettere che quel fine anni novanta mi aveva fatto un culo da record, che ho pensato al prepensionamento.
Basterà abituarcisi, forse.
Buon venerdì pomeriggio.
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giovedì 14 aprile 2016
Aforisma del giorno
Trent'anni:
Singolare decennio della vita umana durante il quale gli amici si sposano e figliano e i personaggi famosi della tua infanzia muoiono.
Singolare decennio della vita umana durante il quale gli amici si sposano e figliano e i personaggi famosi della tua infanzia muoiono.
giovedì 24 marzo 2016
Frivolezza del giorno
Estitica, s.f.
1. Settore della filosofia che si occupa della conoscenza del bello
naturale e artistico, ma con difficoltà nella comprensione e
rielaborazione.
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