Forse non essenzialmente io, ma io

La mia foto
Bologna (itinerante), Bo, Italy
Nato a Taranto il 6 maggio nel segno del Toro. Il Giallo del collettivo Shingo Tamai, cialtrone poliedrico, dilettante eclettico, onnivoro relazionale, sempre in cerca di piaceri, di vezzi, di spunti e di guerre perse in partenza. L'idea di comparire in questi termini sulla rete è nata da un brainstorming con un amico, Leonardo Chiantini, qualunque fortuna possa avere il suo primo "quaderno di appunti" virtuale, è a lui che vanno i suoi ringraziamenti.
Benvenuti e buona lettura.
Ps. Aggiungetemi su Facebook e, con lo pseudonimo andrelebrogge, su Twitter
Visualizzazione post con etichetta lettura. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta lettura. Mostra tutti i post

martedì 23 dicembre 2014

Pecore e Lupi - Ovvero la vera storia di Cappuccetto Rosso.

“C’era una volta la piccola Cappuccetto rosso
che correndo verso casa della nonna a più non posso
dovea attraversar una selva oscura
che a chiunque nel percorrerla avrebbe fatto paura ...”

Tutte le storie, come le conosciamo oggi, hanno origini in altre storie, in altre parole e la vera bellezza di queste origini è nel creare un immaginario immortale da cui poter attingere come se il quotidiano fosse da allora, fino a oggi, ancora immutato. 
L'ispirazione della nostra Pecore e lupi, rivisitazione in versi della fiaba di Cappuccetto Rosso, è quella scritta da Charles Perrault nei Racconti di Mamma Oca del 1697, ché a noi la Provvidenza non piace e nella fiaba originaria nessuno l'aveva prevista.

Non so se con questo piccolo prodotto creativo, partorito durante i miei anni milanesi e poi perfezionato anche con le illustrazioni e le musiche di mani sapienti e di amici caratterizzati da un'umanità strepitosa e da un'incredibile bravura, siamo riusciti in questo ossequio nei confronti di una storia immortale come quella dell'autore francese, ma potrebbe bastare un vostro sorriso e un vostro pensiero, anche fugace, a un'infanzia mai veramente abbandonata, per restituirci ogni minuto di divertimento trascorso nel realizzarlo. 
E, credetemi, c'è voluto davvero molto molto tempo per arrivare anche solo fin qui.

Io, Andrea De Bernardi e gli Etnia Supersantos vi auguriamo un buon Natale, questo è il nostro regalo per voi.
Buona visione e ricordate due cose: portate con voi sempre un asciugamano [cit.] e... se non avete testa, abbiate gambe!
Andrea Broggi



Pecore e Lupi
Testo e voce narrante
Andrea Broggi

Illustrazioni 
Andrea De Bernardi

Musiche ed effetti 
Etnia Supersantos

Ps. Si ringrazia il Centro Scalo Records di Bologna per le registrazioni e la sopportazione della nostra presenza! 

giovedì 26 aprile 2012

Andy Violet - Il leghista omosessuale


Questa per me è l'unica famiglia:
Uomo e donna, seguendo la natura
La madre, il padre, un figlio ed una figlia
Come tramanda la nostra cultura.


Ora l'Unione Europea ci striglia
E chiede sia famiglia anche l'impura
Coppia di chi nel culo se lo piglia
E d'adeguarvi la legislatura.


Mi oppongo! Farò muro contro muro!
Un simile disegno no! Lo boccio!
Se ognuno fosse gay, quale futuro?


Eppure, quando salgo sul carroccio,
Con tutti i militanti che l'han duro,
Lo ammetto: pure io tento qualche approccio. 

Ps. Di lui avevo parlato già su queste pagine (precisamente qui), voi però potete trovare questo piacevolissimo poeta contemporaneo su queste pagine. Abbiatene cura.

venerdì 17 febbraio 2012

Monocromo sonoro n°8 Prima del rogo

Finalmente dopo una lunga, molto lunga, ricerca, sono riuscito a trovare queste registrazioni dal titolo: Monocromo sonoro; il quale progetto sta agli adulti come i Racconta storie all'infanzia.
Oggi per la natura stessa della giornata direi che il ritrovamento sia duopo dedicarlo a quest'uomo.
Buon ascolto.


"Ho combattuto. Ed è tanto. Ritenni di poter vincere, ma natura e sorte, studio e sforzi repressero. 
Ma già è qualcosa, essere sceso in lotta, poiché vedo che in mano al fato è la vittoria. 
Fu in me quanto era possibile e che nessun venturo secolo potrà negarmi ciò che di proprio un vincitore poteva dare, non aver avuto timore della morte. Non essersi sottomesso fermo in viso a nessuno che mi fosse simile, aver preferito morte coraggiosa a vita pusillanime".

domenica 1 gennaio 2012

Fosco Maraini - Il lonfo


Il Lonfo non vaterca né gluisce
e molto raramente barigatta,
ma quando soffia il bego a bisce bisce
sdilenca un poco e gnagio s'archipatta.

E' frusco il Lonfo! E' pieno di lupigna.
Arrafferia malversa e sofolenta!
Se cionfi ti sbiduglia e ti arrupigna
se lugri ti botalla e ti criventa.

Eppure il vecchio Lonfo ammargelluto
che bete e zugghia e fonca nei trombazzi
fa lègica busìa, fa gisbuto;
e quasi quasi in segno di sberdazzi
gli affarferesti un gniffo. Ma lui zuto
t' alloppa, ti sbernecchia; e tu l'accazzi.

martedì 13 dicembre 2011

Trilussa - La cecala d'oggi


Una Cecala, che pijava er fresco
all'ombra der grispigno e de l'ortica,
pe' da' la cojonella a 'na Formica
cantò 'sto ritornello romanesco:
- Fiore de pane,
io me la godo, canto e sto benone,
e invece tu fatichi come un cane.
- Eh! da qui ar bel vedé ce corre poco:
- rispose la Formica -
nun t'hai da crede mica
ch'er sole scotti sempre come er foco!
A momenti verrà la tramontana:
commare, stacce attenta... -
Quanno venne l'inverno
la Formica se chiuse ne la tana.
ma, ner sentì che la Cecala amica
seguitava a cantà tutta contenta,
uscì fòra e je disse: - ancora canti?
ancora nu' la pianti?
- Io? - fece la Cecala - manco a dillo:
quer che facevo prima faccio adesso;
mó ciò l'amante: me mantiè quer Grillo
che 'sto giugno me stava sempre appresso.
Che dichi? l'onestà? Quanto sei cicia!
M'aricordo mi' nonna che diceva:
Chi lavora cià appena una camicia,
e sai chi ce n'ha due? Chi se la leva.

sabato 13 agosto 2011

Trilussa - Er teppista


Credi ch’io si monarchico? Pe’ gnente:
che me ne frega? E manco socialista!
Repubblicano? Affatto! Io so’ teppista
E, pé di più, teppista intransigente!

Ciancico, sfrutto, faccio er prepotente
cor proletario e cor capitalista,
caccio er cortello, meno a l’imprevista,
magno e nun pago e provoco la gente.

Se me capita, sfascio: e sputo in faccia
a le donne, a li preti, a li sordati…
Ma nun me crede poi tanto bojaccia:
che so’ più onesto, quando semo ar dunque,
de tutti sti teppisti ariparati
de dietro a ‘na politica qualunque.

mercoledì 27 luglio 2011

Trilussa - Bonsenso pratico


Quanno de notte sparsero la voce
che un Fantasma s'aggirava sur castello
tutta la Folla corse e, ner vedello,
cascò in ginocchio co' le braccia in croce.
Ma un Vecchio restò in piedi, e francamente
voleva dije che nun c'era gnente.

Poi ripensò: Sarebbe una pazzia.
Io, senza dubbio, vedo ch'è un lenzolo:
ma più che di' la verità da solo,
preferisco sbajamme in compagnia.
Dunque è un Fantasma, senza discussione.
E puro lui se mise a pecorone.

venerdì 17 giugno 2011

Carlo Monni - Noi siamo quella razza



No' semo quella razza
che non sta troppo bene
che di giorno salta fossi
e la sera le cene.

Lo posso grida' forte
fino a diventa' fioco
no' semo quella razza
che tromba tanto poco.

Noi semo quella razza
che al cinema s'intasa
pe' vede' donne 'gnude
e farsi seghe a casa.

Eppure, la natura ci insegna
sia su' i monti, sia a valle
che si po' nascer bruchi
pe' diventa' farfalle.

Noi semo quella razza
che l'è tra le più strane
che bruchi semo nati
e bruchi si rimane.

Quella razza semo noi
l'è inutile far finta:
c'ha trombato la miseria
e semo rimasti incinta.


Ps. Tratto dal film "Berlinguer ti voglio bene" 1977, regia di Giuseppe Bertolucci.

mercoledì 11 maggio 2011

Trilussa - La ninna-nanna della guerra



Ninna nanna, nanna ninna,
er pupetto vò la zinna:
dormi, dormi, cocco bello,
sennò chiamo Farfarello
Farfarello e Gujermone
che se mette a pecorone,
Gujermone e Ceccopeppe
che se regge co le zeppe,
co le zeppe d'un impero
mezzo giallo e mezzo nero.
Ninna nanna, pija sonno
ché se dormi nun vedrai
tante infamie e tanti guai
che succedeno ner monno
fra le spade e li fucili
de li popoli civili
Ninna nanna, tu nun senti
li sospiri e li lamenti
de la gente che se scanna
per un matto che commanna;
che se scanna e che s'ammazza
a vantaggio de la razza
o a vantaggio d'una fede
per un Dio che nun se vede,
ma che serve da riparo
ar Sovrano macellaro.
Chè quer covo d'assassini
che c'insanguina la terra
sa benone che la guerra
è un gran giro de quatrini
che prepara le risorse
pe li ladri de le Borse.
Fa la ninna, cocco bello,
finchè dura sto macello:
fa la ninna, chè domani
rivedremo li sovrani
che se scambieno la stima
boni amichi come prima.
So cuggini e fra parenti
nun se fanno comprimenti:
torneranno più cordiali
li rapporti personali.
E riuniti fra de loro
senza l'ombra d'un rimorso,
ce faranno un ber discorso
su la Pace e sul Lavoro
pe quer popolo cojone
risparmiato dar cannone!

giovedì 20 gennaio 2011

Trilussa - La dipromazzia


Naturarmente, la Dipromazzia
è una cosa che serve a la nazzione
p è conservà le bone relazione,
co' quarche imbrojo e quarche furberia.

Se dice dipromatico p è via
che frega co' 'na certa educazzione,
cercanno de nasconne l'opinione
dietro un giochetto de fisionomia.

Presempio, s'io te dico chiaramente
ch'ho incontrato tu' moje con un tale,
sarò sincero sì, ma so' imprudente.

S'invece dico: - Abbada co' chi pratica...
Tu resti co' le corna tale e quale
ma te l'avviso in forma dipromatica.
Pace trafitta (Migration Total - Flickr)
 
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...