Forse non essenzialmente io, ma io

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Bologna (itinerante), Bo, Italy
Nato a Taranto il 6 maggio nel segno del Toro. Il Giallo del collettivo Shingo Tamai, cialtrone poliedrico, dilettante eclettico, onnivoro relazionale, sempre in cerca di piaceri, di vezzi, di spunti e di guerre perse in partenza. L'idea di comparire in questi termini sulla rete è nata da un brainstorming con un amico, Leonardo Chiantini, qualunque fortuna possa avere il suo primo "quaderno di appunti" virtuale, è a lui che vanno i suoi ringraziamenti.
Benvenuti e buona lettura.
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sabato 6 ottobre 2012

Paolo Nori - Grandi ustionati

Titolo originale: Grandi Ustionati
Autore: Paolo Nori
Anno 2012
Edizione: Marcos Ultra
Pagine: 174

"... E comunque il tuo libro,
 ti dice il giornalista della Gazzetta di Parma, 
m'ha colpito molto il fatto che l'arco di tempo in cui si svolge
 è esattamente il tempo che è durata la mia storia con Cinzia,
 comincia in aprile, finisce il quattordici ottobre.
 Mi hai trafitto il cuore, dice, con quelle date.
Veramente il libro comincia in agosto.
 Solo che non ho avuto il coraggio dirglielo.
 Che poi mi diceva No, in aprile comincia.
Ci sono dei momenti che la vita mi sembra bellissima,
 saranno le droghe che mi danno qui dentro."

Ogi e na bela giorna e il sole splende no come quando io compravo questo libro che cera unsaco di nuvole e cera la piogia non qela forte ma qela qe ti acorgi qe piove e poi dopo sei tuto baniato. Poi ero anqe con la mia compannia in libreria e cera lei qe dice compra un libro no qe non cio soldi compra un libro no qe diamo di freta compra un libro no qe poi dici qe me lo copri tu qe io sono povero e non volio qe spendi soldi compra un libro dice e io volio dire qe mi scapa lo stronzo e lo tengo da prima di colazione al bar prima del caffe e del apasta a la crema ma siamo in libreria e non poso e però facio puze qe la gente sente e dice qe a queli de la libreria di ciamare lo spurgo qe ce esse qualqe probrema.

giovedì 27 ottobre 2011

Incontro con l'autore - Leo Ortolani (25 ottobre 2011)


… ma anche voi, ditelo alle persone normali
che il libro è anche per loro…
Andrea Plazzi, chiacchiere prima della presentazione

La mia fortuna è che grazie a questo calendario posso tenermi informato settimanalmente di quello che accade a Bologna; ché mai e poi mai, altrimenti, avrei saputo di questo libro e della sua presentazione feltrinelliana (lo ammetto ormai RatMan lo rubo negli avidi attimi che mi concedo nei bagni degli amici, occhio che questa è un’alzata non da poco).

Due figlie e altri animali feroci. Diario di un’adozione internazionale, edito da Sperling & Kupfer è l’ultima fatica di Leo Ortolani papà, tra gli altri spassosi personaggi, dell’UomoRatto più odiato dall’Associazione Siamo Gatti. Ma questa volta, anche se condito da qualche vignetta, è di un libro scritto che stiamo parlando e anche se caratterizzato dalla solita efficace comicità presente nei fumetti, l’argomento risulta essere molto più delicato e profondo: il diventare padre, l’adozione a distanza, le situazioni offerte dall’incontro di due mondi in avvicinamento, in particolare quello di due genitori e quello delle loro due future bambine.
L’apertura, con la sua cordialità spiritosa composta dalle chiacchiere tra Andrea Plazzi (factotum ratmanense e non solo) e una platea di fumettari (ma temo che potrei ricorrere all’uso della parola nerd, senza essere obbligato a scusarmi con nessuno), è stata un'anteprima sia di quel che in questo fine settimana accadrà a Lucca e che io mi perderò (perdonatemi il forse molto personale accostamento), sia anche della storia a lieto fine delineata nel tardo pomeriggio bolognese. Leo Ortolani infatti, intervistato da Andrea Plazzi e Paolo Nori (probabilmente l’ultimo a mancare alla mia personalissima collezione grandi autori emiliani contemporanei… ah no, quasi dimenticavo Tassinari) ha tratteggiato la genesi di un libro estremamente personale, quello che racconta in 190 pagine il modo in cui lui e la moglie Caterina hanno deciso di adottare due bambine colombiane, LucyMarie e Johanna; la strada che hanno percorso per riuscire a raggiungere il tanto atteso finale superando tutte le insidie del caso, e il mese e mezzo che la neonata famiglia ha trascorso in Colombia nel 2010, descritto, quest’ultimo, attraverso le mail inviate ad amici e parenti nei brevi momenti di quiete notturni, vera e propria struttura narrativa di un romanzo che per scelta autoriale risulta leggero e piacevole.



Come lo stesso Nori, che riceveva in anteprima quelle mail essendo tra gli amici destinatari, ha voluto precisare: "... è difficile parlare di queste cose ad alta voce", e prima di far sbellicare la platea con la lettura di una delle parti del libro, ha aggiunto che Due figlie e altri animali feroci non è una parodia, né l’argomento viene messo grossolanamente in burla; è, invece, un diario realistico e veritiero di un papà che conosce le proprie figlie e sceglie, nel compiere il suo viaggio, di fare un investimento emotivo profondo e a tratti delicatamente commovente. 
L’ilarità con cui è profumato il libro, risulta quindi l’arricchimento di una serie di contenuti che hanno caratterizzato un’esperienza complessa e nondimeno bellissima, una piccola epopea che nella sua semplice quotidianità ha lasciato negli astanti feltrinelliani sorrisi distesi e osservando quella scelta, da cui il romanzo trae origine, si potrebbe dire che in fondo accade più spesso di quanto si pensi di flettere i muscoli ed essere nel vuoto, pur prendendola a ridere.
Buona lettura!

domenica 19 giugno 2011

Incontro con l'autore - Lorenzo Sorbo (17 Giugno 2011)

"... ma come non lo sai cosa si nasconde in quel caffè?"

Non c'è un'insegna (o per lo meno io non l'ho vista) e dato che non ricordavo il numero civico, ma solo che era in via Nosadella, ho trovato la Libreria Golconda a naso. Non a caso, visto il suo essere "succulento", perché è una cosa che generalmente mi riesce con le pasticcerie. Qui mi attendeva la presentazione di "Scendo a comprare le sigarette, ma poi torno" di Roberto Acerra (il grande assente all'evento) e Lorenzo Sorbo pubblicato nell'aprile scorso dalla Boopen Led.

Prima, quindi, di addentrarmi nella presentazione, vorrei spendere due parole per la bellissima libreria indipendente che ho casualmente scoperto grazie a questa circostanza. Golconda infatti, (tralasciando il nome che mi fa venire in mente in ordine: un quadro surrealista e il riff di una canzone che non saprei nemmeno se dire demenziale, di un omonimo numero di Dylan Dog... quando il fumetto bonelliano era ancora leggibile...) non è semplicemente una libreria, è un luogo dove inseguire tra gli scaffali i post it degli avventori a te precedenti, o dove cercare le interazioni proposte con te cliente, o dare un'occhiata alle pareti dove troneggia la popputa protagonista di una strip comica. Bella, bella, bella!
Ma arriviamo al dunque, che ho già sentito un rumore di palle (le vostre) che s'infrangevano sul pavimento.

Scendo a prendere le sigarette, ma poi torno, ha caratteristiche decisamente fuori dall'ordinario, soprattutto perché nasce come scambio epistolare tra i due autori (nel libro sotto le mentite spoglie di Goffredo e Vittorio) che hanno voglia di scrivere un romanzo, ma non sanno né come fare, né cosa scrivere, trasformando il libro in un "elogio della polvere" direi ampiamente riuscito. La matrice è una composizione di soliloqui dialogati, ironici, che con lazzo esprimono il gusto stesso della divagazione, per sua natura non avente bisogno di alcuna trama, ma solo di spirito viaggiante. Quest'opera prima, fa della frivolezza la sua stessa ragion d'essere, questo nonostante la sua visione a volo d'uccello del contesto umano. E si chiude anche con frivolezza viste le sue due appendici: la prima Aforismi ai tempi di Feisbuc e l'altra composta da "recensioni" al libro, scritte dai bambini della scuola elementare dove insegna Lorenzo.

Lorenzo Sorbo (il solo presente dei due autori), le sue letture di estratti del romanzo e la presenza di Morozzi (autore della postfazione al libro) che, detta come va detta, è un mattatore impenitente, hanno trasformato la fin troppo poco seguita presentazione, in una letterale, quanto rilassata e divertente farsa teatrale, in cui quasi era impossibile distinguere, i connotati del romanzo dall'evento stesso.


Paolo Nori nella prefazione di "Scendo a comprare ...", risponde all'affabile "stalking" di cui i due autori si sono fatti protagonisti per poter ottenere la sua attenzione così: "Mi piace molto di Lorenzo e Roberto che come me non ce la fanno più". Diavolo, anche se, è evidente, per motivi differenti, è bella la consapevolezza di provare sentimenti simili!
A presto e buona lettura!

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