Titolo originale: Comme un roman
Autore: Daniel Pennac
Anno 2000
Edizione: I Classici Universale Economica Feltrinelli
Pagine: 139
"Sono libri, - disse lui,
- leggici dentro fin che puoi.
Sarai
sempre un tapino
se non leggi nei libri"
Cesare Pavese
Leggere, leggere, leggere!
In questi giorni una delle webzine italiane che leggo con più frequenza (Finzioni) ha addirittura postato un librettino ganzissimo, Il Libretto Rosa di Finzioni, che potete/dovreste scaricare qui e che non Dovete affatto perdere; del resto la lettura è un piacere tra i più accrescitivi che si possano immaginare e il piacere è solo il primo passo verso i nuovi mondi nascosti tra le pagine di ogni costola cartacea (via, quasi tutte le costole cartacee, a dir la verità...).
In questi giorni una delle webzine italiane che leggo con più frequenza (Finzioni) ha addirittura postato un librettino ganzissimo, Il Libretto Rosa di Finzioni, che potete/dovreste scaricare qui e che non Dovete affatto perdere; del resto la lettura è un piacere tra i più accrescitivi che si possano immaginare e il piacere è solo il primo passo verso i nuovi mondi nascosti tra le pagine di ogni costola cartacea (via, quasi tutte le costole cartacee, a dir la verità...).
Ma prima di oggi c'è sempre un passato.
In questo caso il tassello è occupato da "Come un romanzo" di Daniel Pennac, in cui non solo viene raccontato il piacere offerto libro con quella leggerezza, ironia e quel tocco di sagacia che sempre caratterizza l'autore francese, ma viene anche scritto a monito per i posteri un decalogo sopraffino dei diritti del lettore:
1) Il diritto di non leggere
2) Il diritto di saltare le pagine
1) Il diritto di non leggere
2) Il diritto di saltare le pagine
3) Il diritto di non finire il libro
4) Il diritto di rileggere
5) Il diritto di leggere qualsiasi cosa
6) Il diritto al Bovarismo
7) Il diritto di leggere ovunque
8) Il diritto di spizzicare
9) Il diritto di leggere ad alta voce
10) Il diritto di tacere
E' sempre complesso poter dire, dico con assoluta certezza, quanto un libro ci cambi, ci segni, ci apra davvero porte su dimensioni che non ci appartengono; nondimeno che questo accada (come si potrebbe auspicare) o no, c'è senza dubbio del vero quando si paragonano i libri a dei piccoli viaggi o a maestri, pur nella loro grandezza oltremodo variabile.
Non sempre si ha la fortuna di trovare dei venerabili maestri di carne, ma di carta, a ben cercare, sì.
Sempre.
Questo libro lo è in tutta la sua semplice frivolezza, del resto come suggerisce Balzac: "un'ora d'amore è un libro letto in meno" e solo quella, andrebbe aggiunto, ci dovrebbe negare il piacere dell'esser lettori.
Buona lettura!
Buona lettura!