Titolo originale: The absent-minded coterie
Autore: Robert Barr
Anno 2003
Edizione: I bassotti - Polillo editore
Pagine: 58
Qual meraviglioso animaletto è il bassotto non avrei forse sufficienti parole, soprattutto il bassotto a pelo raso che si fa tendenzialmente archetipo della razza. Mio archetipo personale, intendo... Questo, benché io apprezzi molto di più ben altre stazze di cani, meno salottiere per intenderci. Ho notato, tra l'altro, che la sola presenza di un suo disegno o di una sua icona cattura anche più facilmente la mia attenzione, mi succede nel ritratto, nell'abbigliamento e anche con questa collana della Polillo editore non ho mancato di verificarlo, così, anche se non sono un appassionato del giallo o del poliziesco, non in particolare almeno, più che altro perché letto Poe, Doyle e Christie, e poi Simenon, il genere mi ha raccontato ampiamente quel che poteva, è da un po' che avevo voglia di imbattermi in una delle edizioni rosso scarlatte della casa editrice milanese. Il fatto poi che mi sia trovato Robert Barr con il suo La compagnia dei distratti è stata solo casualità. Talmente fortunosa, che per poter parlare di qualità editoriale, dovrò necessariamente abusare nuovamente della sorte e dell'edizioni in questione.