Forse non essenzialmente io, ma io

La mia foto
Bologna (itinerante), Bo, Italy
Nato a Taranto il 6 maggio nel segno del Toro. Il Giallo del collettivo Shingo Tamai, cialtrone poliedrico, dilettante eclettico, onnivoro relazionale, sempre in cerca di piaceri, di vezzi, di spunti e di guerre perse in partenza. L'idea di comparire in questi termini sulla rete è nata da un brainstorming con un amico, Leonardo Chiantini, qualunque fortuna possa avere il suo primo "quaderno di appunti" virtuale, è a lui che vanno i suoi ringraziamenti.
Benvenuti e buona lettura.
Ps. Aggiungetemi su Facebook e, con lo pseudonimo andrelebrogge, su Twitter

giovedì 25 agosto 2011

Intermezzo straordinario - Istitvto LVCE - Avgvsteo Agosto



6 agosto 2011 - Colline pisane
Matrimonio di Sergio e Simona (per gli amici Valeria)


Voce e testi di Edoardo Barsotti
Icone:
Andrea Broggi (Pederasta afro)
Vincenzo Neri (Giovane maschio Italico)
Erica Risimini (Signorina dai molli costumi)
Giuliano Toppvto (Pederasta biondo)

lunedì 22 agosto 2011

Canne. Descrizione di una battaglia

Titolo originale: Canne
Autore: Massimo Bocchiola, Marco Sartori
Anno 2008
Edizione: Le Scie Mondadori
Pagine: 278

"Cicileu"
Annibale Barca ai consoli 
Lucio Emilio Paolo e Gaio Terenzio Varrone

"Gli dei evidentemente non hanno concesso alla stessa persona tutte le doti: tu sai vincere, Annibale, ma non sai approfittare della vittoria"
Maarbale - luogotenente di cavalleria - ad Annibale Barca
dopo la Battaglia di Canne

 
Il libro si presenta per Mondadori e questo, son certo, ai più schizzinosi di voi farà storcere il naso, perché se si parla di umanistica seria non è al marchio di punta della Casa milanese che la si associa. Ma, attenzione(!) con il mare e l’estate e il caldo (l’ho già detto il mare, vero?) si fa presto a prendere un granchio, o mischiare “scuercl’ cu fav’” come si direbbe dalle mie parti.

Come perché, ragazzi qui si parla di Canne!

La località pugliese intendo, quella che ha dato i natali a uno dei momenti più tragici (e anche maestosi) della storia di Roma e ne ha fatto le fortune di uno dei più grandi generali che la storia occidentale abbia partorito (o visto il suo essere fenicio forse non dovrei dire strettamente occidentale…) ed il modo di affrontare l’argomento da parte dei due scrittori è decisamente piacevole, accattivante e puntuale.

La Battaglia del 216 a.C., la prima in cui si confrontano vis à vis Publio Cornelio Scipione (il futuro Africano) e Annibale Barca, senza che però il cartaginese ne sia informato, è d’altro canto solo un presupposto per parlare di guerra, di psicologia della guerra e di un giorno d’armi qualsiasi del mondo antico. E diventa anche il presupposto per poter parlare della realizzazione dell’impareggiabile impresa di forze inferiori numericamente che annientano con l’accerchiamento totale l’esercito nemico.

La raffigurazione cha a quattro mani riescono a realizzare è talmente vivida da terrificare, e come spesso accade proprio per questo attrarre ancor di più l’attenzione del lettore conducendolo letteralmente su quella piana pugliese, oscillando tra la tenda di Annibale e quella dei due consoli (l'impulsivo Terenzio Varrone e lo sfortunato Lucio Emilio Paolo). 

Il ritratto di un giorno agosto, che è insieme un’orazione funebre e un Gloria in excelsis deo.
Buona lettura.

venerdì 19 agosto 2011

Soundmagazine.it - Pineda - Pineda

Poi dici “Dagli amici mi guardi Dio…” e chi potrebbe spacciarmi la musica se non ci fossero gli amici?

In questo caso certo nessun altro! Per chi ogni giorno prega (come il sottoscritto fa da tre anni a questa parte) che il mondo musicale italiano abbia una decisa svolta rock psichedelico-progressiva (stile anni Settanta), imbattersi nei neo-nascenti Pineda, progetto musicale creato dall’unione di Marco Marzo Maracas (chitarra) Floriano Bocchino (piano rhodes) e Umberto Giardini, di cui più spesso avrete sentito parlare con lo pseudonimo di Moltheni (batteria), è come vincere al Totocalcio, o almeno così si sarebbe detto non meno di venti anni fa.

Il debut ep Pineda, è un concept album di sette tracce (in realtà sei non contando lo split della quinta traccia), registrato dalle sapienti accortezze di Antonio “Cooper” Cupertino, presso le “Officine meccaniche” milanesi di Mauro Pagani e pubblicato dall’etichetta indipendente Deambula Records, dalla qualità musicale impressionante e sarò anche in brodo di giuggiole per le sonorità post-rock coese al progressive, ma davvero il parere va al di là delle mie preferenze ritmiche.
A trasportare nelle dimensioni da concept album basta già la prima traccia “Give me some well-dressed reason”, che nel giro ripetitivo d’accordi e con il piano rhodes di Bocchino mi ha letteralmente proiettato in un film di Dario Argento bonanima, ché sappiamo tutti che non è ancora morto, ma Argento il regista con le contro[parola a piacere], quello sì è solo un ricordo. E il primo brano sarà solo la quiete prima della tempesta.

Questo album è un’apocalisse di interferenze, di giochi musicali, di rivalse strumentali (non dichiarate né letteralmente volute) sulla voce, di cui non si sente affatto la mancanza. Il pensiero che compaia alla celebrazione, guarda caso (?), dei sessant’anni del vinile è il miglior regalo che si potesse sperare.
Mentre sentite la puntina graffiare i microsolchi del disco pensatemi.
Buon ascolto.


Ps. Ringrazio Valentina e Soundmagazine per l'opportunità!

mercoledì 17 agosto 2011

Pelle

S. Fuoco - senza titolo
Del tuo corpo nudo ho più bisogno
che del tuo carattere, della tua voce.
Non perché t'ami in un silenzio denso o già feroce,
ma è della mia natura esser sanguigno.

Il quotidiano, invece, è come un ghigno,
ci ammanta di sollazzi e perversioni
che di rado trovano leggere concessioni,
dimenticate come gioie in uno scrigno.

Gli amanti  perdon
presto il condividere
del passar il tempo distesi, il loro ardore
troppi egoismi, troppa la vita da vivere

per dedicarsi ai gemiti, alla pelle, senza ore.
E così scordano com'è bello ridere,
guardandosi negli occhi dopo aver fatto l'amore.
 


Ps. Altre fotografie di Sara Fuoco potete trovarle qui
... il suo blog qui.

martedì 16 agosto 2011

Aforisma del giorno

"Ormai manca solo che un qualche politico in diretta tv dica: giacché finora vi siete mangiati e bevuti tutto quel che ho detto, è ora che vediate com'è fatto il vostro pasto; quindi calandosi le braghe defechi sotto gli sguardi attenti di tutti"

lunedì 15 agosto 2011

Due volte cento di questi post

Dato che è notte, anche se poi quel che sto scrivendo comparirà di giorno tra le dieci e le undici come quasi sempre accade, scribacchio qualche pensiero e non è che abbia proprio una ragione precisa è più una forma liturgica, come quelle insegne che "dicono" dal mille e(continuazione di data a piacere).
Una di quelle trovate idiote che starebbero a indicare il solco della tradizione che resiste alle intemperie; o cose tipo: "fidati che facciamo le cose come le faceva il nostro povero bisnonno morto", tutto questo mentre i pochi resti del povero estinto dopo aver sentito quanto detto dal nipote si rivoltano da qualche parte, temo non più nella tomba, almeno dopo che gli hanno tolto il loculo per mancati pagamenti dei famigliari (anche sta cosa poi, famigliari o familiari?).

Ho trovato!
Forse sono più vicino all'ovvietà perversa del: "Massì lo faccio lo stesso, in fondo diciotto (venti, trentaquattro, cinquantotto, sessantadue) anni sono una volta nella vita", come se in effetti per far qualche cagata ci fosse bisogno dell'alibi del compleanno o della festa.
A ogni modo eccoci qui, duecento post belli freschi di giornata.
Cioè, di giornata una sega, visto che ci ho messo quasi due anni, ma via non sottilizziamo, del resto se contiamo questo siamo già a duecentouno o duecentoEuno: "'he si fa signora, so' andato lungo, lascio"?

Buona lettura o buon Agosto o buon Ferragosto o chissà...

sabato 13 agosto 2011

Trilussa - Er teppista


Credi ch’io si monarchico? Pe’ gnente:
che me ne frega? E manco socialista!
Repubblicano? Affatto! Io so’ teppista
E, pé di più, teppista intransigente!

Ciancico, sfrutto, faccio er prepotente
cor proletario e cor capitalista,
caccio er cortello, meno a l’imprevista,
magno e nun pago e provoco la gente.

Se me capita, sfascio: e sputo in faccia
a le donne, a li preti, a li sordati…
Ma nun me crede poi tanto bojaccia:
che so’ più onesto, quando semo ar dunque,
de tutti sti teppisti ariparati
de dietro a ‘na politica qualunque.

giovedì 11 agosto 2011

Soundmagazine.it - Verily so - Verily so

"He picks flowers along the field,
but sun consumes his bones.
The dream of big white unicorns
is fallen in big black holes …
- Wax mask

Tre componenti, tre voci che tutto sembrano fuorché di matrice italica, tre polistrumentisti e una batteria, lo strumento musicale in comune, ecco forgiato il progetto musicale toscano coronato alla fine del 2010 dei Verily so: Marialaura Specchia (voce, batteria, chitarra), Simone Stefanini (voce, chitarra, batteria) e Luca Dalpiaz (basso, voce, batteria).

Dal momento in cui ho accennato un ascolto del loro primo lavoro, c’è stata solo una parola in grado di descrivere il modo in cui mi son sentito: “spiazzato”. Non me l’aspettavo, lo so che sono confessioni da non farsi, ma è così. Perché va bene essere bravi, ma il talento all’improvviso è sempre qualcosa che non puoi aspettarti e poi, diciamocelo, mi sono innamorato appena ho sentito Wax mask. Tengo a precisare che mi sono innamorato sia della canzone, in assoluto nella mia personalissima top five delle canzoni scoperte quest’anno!, sia della voce di Marialaura la cui profondità è da brividi.

La musica dei Verily so è così accogliente che quasi ti fa desiderare che arrivi l’inverno per poterli sentire sotto le coperte davanti a un caminetto scoppiettante, (quasi, ché io amo l’estate e nonfacciamoscherziperfavorechesiamoadagosto,grazie!). L’emotività dei testi, la coralità perfetta delle voci, il folk che si sporge sornione quasi a completare la miscelazione musicale acustica dei brani, ogni cosa in questo debutto fa ben sperare per il futuro.
Foto di gruppo

Gli “In verità è così” sono portentosi, vanno acquistati promossi e appoggiati, perché il panorama italiano ha bisogno di loro e di artisti come loro, poco importa se la verità è un concetto relativo.
Buon ascolto!

 
Ps. (Che donna!)
Pps. Ringrazio Valentina e Soundmagazine per l'opportunità

mercoledì 10 agosto 2011

Aforisma del giorno

"Le attenzioni di un solo uomo non potranno mai bastare alla felicità di alcuna donna, come alcuna donna potrà mai bastare a soddisfare la fame sessuale di un solo uomo"

lunedì 8 agosto 2011

Michail Lermontov - Un eroe del nostro tempo

Titolo originale: Geroj nasego vremeni
Autore: Michail Jur'evič Lermontov
Anno 2010
Edizione: Oscar classici Mondadori
Pagine: 214

"All'inferno il Diavolo è un eroe positivo"
Stanislaw Jerzy Lec

Mentre Huysmans con il suo Controcorrente e la sua accidia demoliva il lirismo del Romanticismo, Lermontov un po' prima di lui aveva già operato a demolire il mito dell'eroe romantico con il suo Un eroe del nostro tempo, che dire bellissimo è sminuirlo terribilmente.


Il protagonista dell'opera è un ufficiale dell'esercito russo, un tal Grigòrij Aleksàndrovic Pecòrin (perdonate la mia mancanza di caratteri cirillici, quindi leggasi - Grigòri Aliecsandravic Pieciòrin) un protagonista bislacco visto che non compare immediatamente all'interno del romanzo. Nella storia ci si avvicina a Pecòrin (ricordate che si legge Peciòrin, per carità) a piccoli passi, come piccoli benché estesi siano i passi del viaggio che fa da sfondo alla vicenda, ma in questo passeggiare ci si addentra non solo nella bieca visione machiavellica del protagonista, quanto anche nella bassezza del genere umano che lo circonda.

Lermontov disegna, con la peculiare abilità degli scrittori russi di interpretare l'animo umano con una maestria senza precedenti, ogni fisionomia umana, ogni suo comportamento, ogni sua quotidiana emanazione e il suo prediletto protagonista, Pecòrin, non è altro che una risposta quella nella Prefazione: "... Un eroe del nostro tempo ... è proprio un ritratto, ma non di un singolo uomo: è un ritratto composto con i vizi di tutta la nostra generazione nel loro pieno sviluppo. Mi ripeterete che un uomo non può essere così malvagio, e io vi dico: avete ritenuto possibile l'esistenza di tutti gli scellerati tragici e romantici; perché non credete dunque nella realtà di Pecòrin? ... non sarà perché contiene più verità di quanto non vorreste? ..."

Un eroe del nostro tempo è, come quasi tutti i classici, senza alcun tempo eppure,  anche in questo "dogmatico" assioma, vi ritroverete gli estremi della sorpresa, quella suscitata dal sapere che qualcuno abbia scritto di voi senza conoscervi.
Buona lettura!


Ps. E' ganzo scoprire le chicche. Lermontov in questo suo romanzo è il primo a parlare della roulette russa.

martedì 2 agosto 2011

Shingo Tamai Giallo - Le coincidenze di un agosto

SenzaBaffi era salito da un’ora sul treno Ancona-Chiasso e dai dieci minuti successivi al momento in cui si era seduto, stava maledicendo la sua sfortuna. A chi imputare sennò l’aver prenotato proprio quel posto in quella cabina occupata solo da altre due persone così egotiche, da aver bisogno di sentire le loro voci con quell’insistenza? Infatti CongliOcchiali e BarbaRiccia stavano parlando, anzi litigavano, scannandosi moderatamente, su questioni politiche, come se fossero stati in piena campagna elettorale e dovessero convincere un’invisibile platea a votar per uno di loro due.


Era già più di un’ora che sentiva ripetere ciclicamente gli stessi argomenti: “pensiero piccolo borghese”, “Agnelli è una persona rispettabile”, “fascista”, “comunista”; e tutto era cominciato con un commento al titolo dell’Unità che stava leggendo BarbaRiccia
Se solo le loro opinioni non fossero state così divergenti e le loro voci così accalorate, forse avrebbe anche potuto provare a starsene sulle sue, con i suoi pensieri, invece non aveva nemmeno potuto provare a chiudere gli occhi e dormire per far passare il tempo più velocemente.
Non che non ci avesse provato, è che proprio non gli era riuscito.
Aveva fumato almeno otto sigarette, letto tutte le scritte del vagone, due volte, era ritornato nello scompartimento e li aveva trovati ancora intenti, anzi ancora più di prima.
Ormai era rassegnato, in fondo l’unica cosa che contasse di quel viaggio era che passasse in fretta, ogni minuto era un minuto in meno a separarlo da Clara.
Clara.
Erano passati tre mesi dall’ultima volta che avevano avuto l’occasione di vedersi.

...
Buona lettura!

lunedì 1 agosto 2011

Intermezzo - Bologna - parte terza

Non è che il pensiero di approcciarvi qui, vista la natura di questo "qui", alla mia vita privata mi renda saltellante di gioia, del resto dubito che voi possiate essere particolarmente soddisfatti da questa scelta, ma via, concedetemelo saranno momenti più unici che rari.
Direi che se volessi suddividere la mia vita in periodi potrei scegliere la strada dei traslochi, ed è seguendo questo filone che mi si aprirebbe quel "Bologna - parte terza" che trovate nel titolo.

Inizialmente mi era venuto in mente solo di scriverci su, una specie di impulso immotivato, nella notte appena trascorsa ho però riflettuto sul perché. Forse è che questa volta non mi sembra una sistemazione precaria. Quando sono arrivato in città sono stato ospite, poi ho preso posto in una camera di un ragazzo partito per un viaggio di ricerca scientifica al Polo Sud, adesso non ci sono più scadenze. 
Adesso c'è Bologna sempre in casa condivisa, è vero, ma con spazi miei.
Una nuova Bologna con un altro inizio.

E voi come suddividereste la vostra vita?
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