Forse non essenzialmente io, ma io

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Bologna (itinerante), Bo, Italy
Nato a Taranto il 6 maggio nel segno del Toro. Il Giallo del collettivo Shingo Tamai, cialtrone poliedrico, dilettante eclettico, onnivoro relazionale, sempre in cerca di piaceri, di vezzi, di spunti e di guerre perse in partenza. L'idea di comparire in questi termini sulla rete è nata da un brainstorming con un amico, Leonardo Chiantini, qualunque fortuna possa avere il suo primo "quaderno di appunti" virtuale, è a lui che vanno i suoi ringraziamenti.
Benvenuti e buona lettura.
Ps. Aggiungetemi su Facebook e, con lo pseudonimo andrelebrogge, su Twitter

sabato 29 gennaio 2011

Frivolezza del giorno

"La parola rettifica mi ha sempre trasmesso un che di letterariamente diretto e legato alla sessualità più pornografica.
Ho nella mente questa immagine di una nerchia, in stato di possanza estrema, che dopo aver dato una bella ripassata a un culo, si prende come dessert anche la topa"

giovedì 27 gennaio 2011

Matei Cazacu - Barbablù. La vera storia di Gilles de Rais

Titolo originale: Gilles de Rais
Autore: Matei Cazacu
Anno 2008
Edizione: Oscar Storia Mondadori
Pagine: 278

Probabilmente chiedersi come nascano le fiabe è una domanda particolarmente sciocca. Nel senso, si potrebbe rispondere che la stessa domanda potrebbe avere come soggetto le storie dei libri o le poesie. In effetti sarebbe più che sensata. 
E' evidente che si tratta di invenzioni, più o meno appartenenti al reale. Del resto non vi sono volpi parlanti che vanno a cena dalle cicogne, né, che si sappia, gatti talmente geniali che in cambio di un paio di stivali, una cappa e un cappello, rendano il proprio padrone da poveraccio a futuro re. Ma le emozioni di cui però queste storie son condite o i motti finali, son ispirati dalla realtà, anzi spesso son molto più che semplici ispirazioni.

Gilles de Rais (1405 - 1440), "la vera storia di".
Probabilmente il nome di questo famosissimo maresciallo di Francia, contemporaneo della giovin Pulzella d'Orleans, Giovanna d'Arco, senza quell'altisonante Barbablù in oro, non l'avrebbero riconosciuto in tanti. Anzi probabilmente, prima ancora di poter sfogliare rapidamente il libro o leggere la quarta di copertina, se non ci fosse stato l'ingombrante pseduonimo fiabesco di cui sopra, una domanda silenziosa avrebbe attraversato la vostra mente, ma chi è?
Ebbene, dovete sapere che al tempo di Charles Perrault (Parigi 1628 - Parigi 1703), a dirla tutta già da "qualche" anno prima, girava in lungo e in largo per la Francia la storia di un nobile, ex maresciallo del Re di Francia, che aveva compiuto (o fatto compiere dai suoi servitori) atrocità su bambini, giovinetti e "fine-adolescenti". Diciamo che in questo caso la parola atrocità faceva rima con sodomia e tortura; il nobile in questione, pare che fosse mancante di qualche venerdì
La storiella finiva con una punizione esemplare.
L'uomo, infatti, veniva catturato insieme ai suoi servitori più intimi, per così dire, e "convinto" dalla Santa Inquisizione a confessare le sue turpitudini davanti a Dio, quindi impiccato e bruciato (giusto per essere certi che non ricevesse possibilità di grazia). 

Gustave Doré - Bluebeard
E' evidente che nel popolo una storia simile, ebbe un eco assolutamente mostruoso. Questo le garantì il passaggio di bocca in bocca fino alle orecchie del papà del Gatto con gli Stivali. Insomma, quando Perrault s'imbattè nelle varie versioni di questa leggenda, de Rais era una specie di Babau vivente, un personaggio da incubo. 
Inutile stare a spiegarvi gli ovvi motivi umani che spinsero il favolista a scambiare un massacra-bambini con un uxoricida.

Tutto ciò che vi ho finora raccontato e molto altro ancora potrete leggerlo su queste pagine, che devo ammettere non mi hanno però colpito tanto quanto avrei voluto. 
Non che mi aspettassi chissà quale invenzione letteraria o ricamo romanzesco, speravo però di non trovarmi di fronte ad una biografia  (simil-annalistica) accuratamente e perfettamente scritta, ma anche terribilmente piena di genealogie e informazioni di rara pesantezza (come gli sterminati elenchi giuridici). 

Questo libro è eccezionalmente ben fornito di tutto ciò che vorrete sapere sul "Barbablù" uomo (troppo poco, forse, della sua mente) e sarebbe stato un lavoro strepitoso se solo la penna del Cazacu storico avesse voluto renderlo appetibile e scorrevole anche per un pubblico di non storici. 
Buona lettura.

Ps. La bellissima illustrazione è stata "trafugata" da questo indirizzo.

sabato 22 gennaio 2011

Shingo Tamai Giallo - Una nuova era

- Fratelli.
In questa terribile notte abbiamo conosciuto la morte.
Ci ha colti di sorpresa senza alcuna distinzione tra adulti e infanti. Non potevamo saperlo. Avremmo dovuto forse, ma come avremmo potuto pensare che la nostra fortuna sarebbe stata dissolta in questa maniera.
La nostra comunità, così potente, così prolifica.
Niente, non è rimasto più niente, eccetto Noi.

Vi ricordate cosa diceva il saggio Cocchieus Streptus? Temete la grande luce”.
Forse se qualcuno degli anziani fosse stato vivo avremmo potuto prevederlo. Invece siamo qui immersi nel nostro cordoglio, nel nostro senso d’impotenza.
Ma non ci hanno strappato ogni cosa. Ritorneremo potenti, perché il nostro valore è invincibile. Possono piegarci non vincerci.

...
Buona lettura.
 

giovedì 20 gennaio 2011

Trilussa - La dipromazzia


Naturarmente, la Dipromazzia
è una cosa che serve a la nazzione
p è conservà le bone relazione,
co' quarche imbrojo e quarche furberia.

Se dice dipromatico p è via
che frega co' 'na certa educazzione,
cercanno de nasconne l'opinione
dietro un giochetto de fisionomia.

Presempio, s'io te dico chiaramente
ch'ho incontrato tu' moje con un tale,
sarò sincero sì, ma so' imprudente.

S'invece dico: - Abbada co' chi pratica...
Tu resti co' le corna tale e quale
ma te l'avviso in forma dipromatica.
Pace trafitta (Migration Total - Flickr)
 

martedì 18 gennaio 2011

Alcolista Anonimo

A. Bernardinello - Pen-ombra


Quando bevvi di vino il primo bicchiere
sentii come un afflato di calore,
non fui in grado di esprimerne il piacere,
né potetti attingere del ricordo il sapore,

ma seppi già da allora, e ne fui sedotto,
che avrei bevuto tanto e tanto ancora,
non sapevo la gaudenza come mi avrebbe ridotto
ma non resistetti dall'esserne schiavo
e tale resto oggi come allora.
Ma prego di non dir a Bacco che di lui parlavo!


Ps. Altre foto di Aurora Bernardinello potete trovarle qui

domenica 16 gennaio 2011

Incontro con l'autore - Giulia Massini (15 Gennaio 2011)

Sapevo che sarebbe successo prima o poi. Ne ero certo e devo ammettere che ne sono contento. 
Dovete sapere che, in via di Pietralata a Bologna, c'è un'osteria che "vale molto più che una semplice messa" (non foss'altro per la presenza dei due simpaticissimi osti, Pasquale e Stefano), Il Rovescio
Un posto, dove senza dubbio è facile sentirsi a casa, che in questo pomeriggio appena trascorso era particolarmente affollato; almeno a giudicare dai partecipanti che hanno riempito ogni sedia della sala principale, per poter presenziare all'incontro con Giulia Massini, autrice di questa sua seconda fatica edita da Affinità Elettive e intitolata "Il posto che chiami casa".

A parlare di lei e ad aprire l'evento al pubblico c'è un giovane critico letterario, Guido Mattia Gallerani, che servendosi di una poco dinamica, ma precisa e competente analisi, ha compiutamente sviscerato quest'ultimo lavoro della Massini ampliandone i contenuti attraverso la prima opera dell'autrice, Le voci sotto, un libro "categorizzabile" come generazionale. E' con l'esposizione di Gallerani che si arriva esattamente al nocciolo di quello che questo romanzo, pur nelle sue dinamiche comunicative, nelle sue fotografie del reale e nelle sue digressioni filologico-storiche, vuole trattare, il turbamento nascosto dietro alla quotidianità e il tema del doppio. Un doppio che si manifesta in tutta la sua complessità, come se si trattasse dell'altro che ci portiamo dentro, come se il corpo fosse un involucro in cui esso è nascostamente custodito/imprigionato.

Fabria... ehm, Feriano
Ambientato nel 2007, protagonisti della vicenda sono Matteo e Alice due fratelli della provinciale Feriano ("alter ego" della città di Fabriano). Già dalle prime pagine è proprio l'inquietudine a far da padrona. Matteo, infatti, muore in un incidente stradale, ma in breve le circostanze si rivelano poco chiare ed è questo il quid che spinge Alice a muoversi, svelando, in questa sua ricerca, non solo cosa ci sia dietro la morte del fratello, ma anche paure sepolte e fatti terribili. 
Viene percorso, in queste pagine, un filone (se proprio vogliamo accostarlo a qualcosa) molto caro a Lynch, quello dell'orrore quotidiano che diventa talmente familiare da essere accantonato e non più percepito o anche coperto per incapacità ad affrontarlo (il rimando della mia mente a Twin Peaks è istantaneo).

Da questo brevissimo preambolo alla trama del romanzo, è necessario sottolineare due cose tutto sommato importanti per la struttura della vicenda. 
La prima è che benché il protagonista vero e proprio sia Matteo, di lui si parla solo attraverso i ricordi delle persone che gli sono state vicine; in secondo luogo sono le parti corali/comunitarie, cioè quelle che, come se stessero compiendo una liturgia del ricordo, vedono protagoniste più voci impegnate in un dialogo dai ritmi dinamici e personali, a rappresentare la vera ricchezza di quest'opera. Unico neo, che mi sembra di aver percepito durante la lettura degli estratti, è il tratto scrittorio a volte un po' troppo manieristico e verboso.

Ultime battute, che dire?
Sono rimasto colpito dal senso d'angoscia con cui viene trattata la tematica del doppio, probabilmente anche perché questo leit-motiv ciclicamente (casualità?) sembra ripresentarsi alla mia attenzione; ma del resto, "se la violenza (uno dei tratti che caratterizzano quest'opera) è una forma di espressione che manifesta la rottura di passare da un modo di essere a un altro", le motivazioni potrebbero essere più che loquaci.
Buona lettura e a presto.

Ps. Lo so, perdonatemi per l'immagine del libro, ma non ho trovato nulla. Ci credete? Nulla. 
Anzi a proposito, se incappaste in qualcosa di meglio sareste davvero gentili a informarmene!
Pps. Dopo Mandracchia, anche per la Massini è valsa la regola del cambio di nome in riferimento alla corrispondente città natale. Voglio che tu sappia, mia Taranto (l'aria minacciosa potrebbe non essere solo un'apparenza), che qualora ti ritrovassi talmente ingombrante da aver bisogno di esorcizzarti attraverso un libro, metterò senza nemmeno aver remore il tuo nome. Cordialmente.

mercoledì 12 gennaio 2011

Aforisma del giorno

"Il buon negozio di giocattoli è quello che persuade l'animo di un adulto a voler ritornare bambino"

martedì 11 gennaio 2011

martedì 4 gennaio 2011

Santa Claus

A. Bernardinello - Letters to Santa

Non posso provar l’emozione di chi scrive,
ma posso leggerne la speranza,
la stessa di chi protende i sogni alle stelle
sapendo di essere
da loro illuminato.
Io sono il Re dei desideri,
il mio regno è lungo una notte.


Ps. Altre foto di Aurora Bernardinello potete trovarle qui

lunedì 3 gennaio 2011

Frivolezza del giorno - in azzo. Ovvero: Indovinello

?
Posso far bene sopra un terrazzo
o nell'androne di un palazzo.

Di colore son rosa o nero o paonazzo
quest'ultimo a causa dello strapazzo.

Se mi titilli e dilunghi il sollazzo 
posso, sì, pianger, ma non d'imbarazzo

Quando colpisco io non ammazzo,
né mai mi fregio di essere un razzo

                                                                             Sono un uccello per il popolazzo,
                                                                          ma come i pinguini io non svolazzo

                                                                             piaccio a uomini, donne e a Marrazzo,
                                                                             mi presento, piacere, sono ...





ozzɐɔ oʇs

domenica 2 gennaio 2011

Il desiderio di un pagliaccio

A. Bernardinello - Secondo piano
Mentre gli scorre intorno la città,
un pagliaccio è in cerca d'attenzione.
Ma quella di una macchina, in verità,
è solo un'istantanea distrazione.

Ps. Altre foto di Aurora Bernardinello potete trovarle qui
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