Forse non essenzialmente io, ma io

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Bologna (itinerante), Bo, Italy
Nato a Taranto il 6 maggio nel segno del Toro. Il Giallo del collettivo Shingo Tamai, cialtrone poliedrico, dilettante eclettico, onnivoro relazionale, sempre in cerca di piaceri, di vezzi, di spunti e di guerre perse in partenza. L'idea di comparire in questi termini sulla rete è nata da un brainstorming con un amico, Leonardo Chiantini, qualunque fortuna possa avere il suo primo "quaderno di appunti" virtuale, è a lui che vanno i suoi ringraziamenti.
Benvenuti e buona lettura.
Ps. Aggiungetemi su Facebook e, con lo pseudonimo andrelebrogge, su Twitter

sabato 28 agosto 2010

Joris-Karl Huysmans - Controcorrente

Titolo originale: A' rebours
Autore: Joris-Karl Huysmans
Anno 2009
Edizione: Classici Oscar Mondadori
Pagine: 269


Via. 
Se è un libro più leggero che cercate, scorrete oltre, non durereste più di cento pagine. Non si legge Controcorrente con pressapochismo, lasciate queste 270 pagine di acrimonia verso la società umana lì dove sono. Non ne avete bisogno, né a dirla tutta loro ne hanno di voi.

Questo libro è di quelli che non entusiasmano, ma lasciano comunque senza fiato. Perché nel loro liquefare i concetti della quotidianità, sono come bombe ad orologeria innestate nelle coscienze. 
Il protagonista di questo libro, Des Esseintes, ha già perso e non ha nessun reale motivo per mutare il suo destino. La sua totalizzante componente estetica, unico suo bisogno, è solo lo specchio vacuo di quel che resta della sua condizione umana. Oltre che il modo principe con cui Huysmans consente la conoscenza del personaggio.

Questo libro è un colpo di mannaia a recidere lo spessore del Romanticismo. Una fiala d'acido sul suo trasporto emotivo, per l'Huysmans di quegli anni, insulso e molto più apparente che sostanzioso. 
E' il distacco primordiale su cui l'intero Decadentismo poserà le proprie radici accidiose e dandistiche. Nel disimpegno dalla vita di Des Esseints e nel suo arroccarsi dietro la cultura, l'ozio, l'ampollosità e l'estetica, c'è tutto il suo disprezzo verso l'ottusità avvilente di chi partecipa attivamente alla lotta politica e verso la mediocrità ipocrita della società borghese e capitalistica ottocentesca.

Il diletto di un pensatore o anche, se si vuole, il suo requiem.
Buona lettura.

giovedì 26 agosto 2010

venerdì 20 agosto 2010

Enrico Brizzi - La nostra guerra

Titolo originale:
Autore: Enrico Brizzi
Anno 2010
Edizione: Super tascabili Baldini e Castoldi Dalai
Pagine: 639

"Questo paese non ce la può fare a rompere del tutto col passato... A parole vogliamo tutti che la giostra giri veloce. Appena comincia, però, c'è sempre qualcuno che si mette paura e chiede di scendere."

What if?
E' con questa formula anglosassone che si aprono le ucronie storiche; con quel "cosa sarebbe accaduto se", che in questo caso suona più o meno come "cosa sarebbe accaduto se Mussolini non avesse preso parte alla Seconda Guerra stando dalla parte sbagliata"?
A questa domanda, una possibile risposta, è data dall'intera base della sceneggiatura di questo libro, un piccolo pretesto per raccontare attraverso uno spaccato tragico della nostra storia, la quotidianità di quegli anni e le caratteristiche di uomini e donne italiane, in tutto il loro essere appassionati, creativi, coriacei e arrangioni, sempre in cerca di capipopolo da trasformare, al primo soffio di vento contrario, in capri espiatori.
Un'Italia che vuol mutare senza però cambiare mai nulla.

Al di là del gioco "fanta-storico", c'è molto che si aggira nei meandri di questo pregevole romanzo, ci sono le fotografie sociali di quell'Italia così simile alla nostra e c'è, infine, ma non per importanza, la cronaca degli anni 1942/45 annotata da Lorenzo, il giovane protagonista, che vive, questa Nostra guerra con i suoi umori e i suoi affetti.

Godetevi queste seicento e passa pagine e lasciate da parte i vostri "if".
Buona lettura.

giovedì 5 agosto 2010

Aforisma del giorno

"Solo un uomo in amore saprà comprendere quanto le imperfezioni dell'amata siano perfette"
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